retropensieri dopo i  tardopomeriggi

il CIDI Torino sull’elevamento dell’obbligo e dintorni

Marco

Ho dato uno sguardo al dibattito sulla poesia sul forum di Poseidon, con in mente i miei allievi di prima...

Le due cose sono quasi inconciliabili. Forse senza quasi. Se la scuola si pone obiettivi del genere, per loro non c'è scampo.

 In compenso ho trovato in giro un po' di stimoli all'ottimismo della volontà.

a. Ho appena finito di leggere un libro (Organizzare la conoscenza) variamente interessante (l'ho anche proposto nelle recensioni che Insegnare prepara per l'estate - spero del 2006). Ad un certo punto c'è un concetto che fa davvero riflettere, ovvero l'idea che, in presenza di una sorta di congestione informativa, anche l'utente colto di Internet finisce con il condurre ricerche "soddisfacenti",  si accontenta cioè consapevolmente di raggiungere un risultato che lo convinca, rinunciando ad un perfezionismo utopistico-onanistico.

 b. Tempo fa avevo letto di un seminario all'Università in cui si ragionava sulla valorizzazione della capacità e possibilità di coloro che parlano lingue similari (italiano, spagnolo, francese, portoghese e così via) di capirsi senza studiare più di tanto l'uno la lingua dell'altro - esperiena che ho vissuto tra l'altro in prima persona. La sola condizioni è la volontà di capirsi, ovvero di costruire significati consapevolmente e intenzionalmente condivisi, anche se magari un po' approssimativi e poco sfumati.

 c. Da un po' mi frulla nella testa la faccenda del globish che mette in crisi il primato dell'Inglese http://www.britishcouncil.org/learning-research-englishnext.htm?mtklink=learnng-research-english-next e http://www.langedizioni.com/varie/aggiornadid/bettinelli_bc06/globish.ppt e http: //www.jpn-globish.com/

 Per carità, di tutto questo c'è una versione mercantilistica, del tipo competenze comunicative minime necessarie per galleggiare sul mercato del lavoro.

 Ma ne è possibile secondo me anche una visione "di sinistra", se ci colleghiamo all'idea del recupero socio-culturale su base cooperativa, di apprendimento in comunità.

 Una sorta di acculturazione di massa, sostenibile e proponibile anche a coloro che nei primi anni di scuola hanno raggiunto risultati mediocri, come appunto la media e la moda degli studenti del biennio iniziale del professionale.

Riflessioni complementari al decalogo

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