MIME-Version: 1.0 Content-Location: file:///C:/2A8EF482/profondaamarezzab.htm Content-Transfer-Encoding: quoted-printable Content-Type: text/html; charset="us-ascii" profonda amarezza

 

Con profonda amarezza

Riflessioni di mario ambel a margine di un ormai totale senso di in appartenenza

 

Mercoledì 26 settembre, mentre viaggiavo in treno verso Roma,  scrivevo il “visto si stampi” del n. 4 di “insegnare” che si chiudeva cos&igrav= e;:

 

La “sperimentazione” delle Indicazioni per il curricolo e la radicale trasformazione del biennio della scuola superiore devono trasformarsi in un grande lavor= o di ricerca-azione con valenza di consultazione istituzionale. È un impe= gno grande e importante. Certamente - ci auguriamo - nessuno vorrà più ridurre la complessità della ricerca/sperimentazione/svil= uppo (le autonomie dimenticate della legge 59/99) alla illusoria speranza che qualcuno inventi standard di prestazione più o meno credibili con cui valutare gli apprendimenti e da cui far discendere la verifica della bontà delle indicazioni, la lotta alla dispersione e = la valutazione di sistema.

Quello è un pessimo film (sceneggiato dalla legge 53/2003 e dai decreti applicativi e interpretato dall’Invalsi) c= he non abbiamo nessuna voglia di rivedere.

 

Non sapevo che nel fr= attempo, la camera dei Deputati stava invece mettendo le premesse perché quel timore si concretizzi in norme e atti conseguent= i, approvando con una votazione plebiscitaria (451 voti favorevoli su 458 pres= enti in aula!) un articolo di legge che dà all’Invalsi lo stesso id= entico mandato che gli conferiva la legge 53/2003; quello stesso mandato che gli ha consentito di vanificare in una ridda di prove senza senso il tentativo di valutazione esterna compiuto nella passata legislatura.

 

Ricordiamo quale compito affidava all’Invalsi la legge 53/2003

 

Art.= 3.

(Valutazione= degli apprendimenti e della qualit&agr= ave; del sistema

educativo di istruzione e di formazione)

[...]

b) ai fini del progressivo migliorament= o e dell'armonizzazione della qualità del sistema di= istruzione e di formazione, l'Istituto nazionale per la valutazione del sistema di istruzione effettua verifiche periodiche e sistem= atiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualit&agra= ve; complessiva dell'offerta formativa delle istituzioni scolastiche e formativ= e; in funzione dei predetti compiti vengono rideterminate= le funzioni e la struttura del predetto Istituto;

 

Continuiamo a pagare = un prezzo elevato all’impossibilità politica di abrogare quella legge. Con qualche peggiorativo di cui non ci sarebbe proprio bisogno!

 

Ecco il testo approva= to ieri: a sinistra il testo com’era arrivato in aula e a destra l’artic= olo così com’è stato approvato, = dopo l’emendamento Aprea.

 

Il comma 5 = nella sua versione originaria

Il comma 5 = dopo l’emendamento Aprea *

All’articolo = 6, comma 1, del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, come modificato dall’articolo 1, comma 612, lettera d), della = legge 27 dicembre 2006, n. 296, il primo periodo è sostituito dal seguen= te: «Il comitato di indirizzo è compo= sto dal Presidente e da due membri, nel rispetto del principio di pari opportunità, dei quali almeno uno proveniente dal mondo della scuola.». A decorrere dall’anno scolastico 2007-2008 il Minis= tro della pubblica istruzione fissa, con direttiva annuale, gli obiettivi del= la valutazione esterna condotta dal Servizio nazionale di valutazione in relazione al sistema scolastico e ai livelli di apprendimento degli stude= nti, determinando anche gli anni di corso oggetto di valutazione, concernenti = il primo ed il secondo ciclo.

 

All’articolo 6, comma 1, del decreto legislativo 19 novembre 2004, n. 286, come modificato dall’articolo 1, comma 612, lettera d), della legge 27 dicembre 2006, n. 296, il primo periodo è sostituito dal seguente: «Il comitato di indirizzo è composto dal Presidente e da d= ue membri, nel rispetto del principio di pari opportunità, dei quali almeno uno proveniente dal mondo della scuola.». A decorrere dall’anno scolastico 2007-2008 il Ministro della pubblica istruzione fissa, con direttiva annuale, gli obiettivi della valutazione esterna condotta dal Servizio nazionale di valutazione in relazione al sistema sc= olastico e ai livelli di apprendimento degli studenti, per effettuare verifiche periodiche e sistematiche sulle conosce= nze e abilità degli studenti, di norma, alla classe seconda e qui= nta della scuola primaria, alla prima e terza classe della scuola secondaria = di primo grado e alla seconda e quinta classe del secondo ciclo, nonché altre rilevazioni necessarie per la valutazione del valore aggiunto realizzato dalle scuole.

 

* che il Viceministro Bast= ico ha invitato l’on. = Aprea a riformulare inserendo il “di norma” e ha fatto proprio affinché potesse essere approvato e che nella<= span style=3D'mso-spacerun:yes'>  nuova formulazione  ha ottenuto il consenso anche de= lla Presidente della VII Commissione Sasso

 

Ha ragione a cantar v= ittoria l’on. Aprea: = l’articolo emendato riprende il senso e la lettera dell’affidamento all’Invalsi della legge Mor= atti. Ma il problema non è politico. È culturale e tecnico. E di una certa gravit&agrav= e;.

L’aggiunta non riguarda infatti solo lo scadenziario delle = prove, così come l’on. Aprea ha detto nell’intervento in aula (vedi resocon= to stenografico) e mostrano ora alcuni di credere, ma due elementi ben più sostanziali:

a) la dicitura “per ef= fettuare verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti” che è la stessa che nella passata  legislatura ha dato la stura a quel florilegio di sub-cultura valutativa che sono state le prove Invalsi;<= /o:p>

b) la formula “altre rilevazioni necessarie per la valutazione del valore aggiunto realizzato dalle scuole” non molto chiara in verità e sulla quale attendiamo di capire a che cosa pensava nel proporla e nell’approvarla il legislatore.

 

Che cosa abbia spinto la maggioranza ad accogliere questo <= /span>emendamento è francamente questione che mi imbarazza come elettore, ma che qui n= on mi interessa. Mi interessa un dato più rilevante: quel comma è un’arma affilata affidata all’Invalsi perché continui a compiere gli errori commessi in passato. Valutare “gli apprendimenti” non compete alla valutazi= one “esterna” (è compito e responsabilità del docente= );valutare “conoscenze e abilità” &e= grave; un (pericoloso) compito di retroguardia, la valutazione di sistema o &egrav= e; ricerca complessa di dati polivalenti o è mistificazione dai pericol= osi effetti retroattivi.

 

È stato detto e ripetuto più volte e in una pluralità di contesti. Ma a che vale che= i tecnici parlino se i politici sono sordi o distratti da altre chimere o preoccupazioni?

 

Non è qui il caso di dilungarsi in analisi approfondite, basti un’osservazione di fondo. Siamo di fronte = a una pericolosa sindrome del doppio: da un lato la sc= uola della cosmica complessità moreniana e dall’altra i nomi dei fiumi e le tabelline; da un lato la scuola delle competenze europee di cittadinanza e dall’alt= ra la verifica delle conoscenze e delle abilità (coppia per altro riesu= mata e avvallata anche dal mediocre documento per il biennio); da un lato la scu= ola metacognitiva, comunità cooperante e costruttivista e dall’altra un sistema di valut= azione orientato a misurare il residuo solido di un buona e seria scuola trasmissiva.

Bisogna decidere e uscire da questa schizofrenia. Non serve una pedagogia dei due forni. Non è facile fare di queste due filosofie un “combinato composto” come si dice nel linguaggio ministeriale; soprattutto se po= i si affida a una strettoia valutativa il compito di = verificare, valutare. Peggio ancora se premiare e redarguire.

 

Forse i deputati di maggioranza e di opposizione hanno creduto in buona fede di dare al paese un solido sistema di valutazione nazionale come annunciato alla presentazione dl = Quaderno bianco sull’istruzione. A mio modo di vedere si tratta invece di = un grave errore tecnico e non è che un errore tecnico sia meno grave se approvato da una larghissima maggioranza politica. Forse è ancor più grave.

 

Sono con profonda amarezza convinto che questo comma = rischi di avviare e legittimare un processo involutivo inarrestabile. Nella solitu= dine accentuata da quel voto così compatto, spero ovviamente di sbagliarm= i, ma temo che la mia non sia una difficile profezia. I guasti che possono cau= sare sistemi di valutazione maldestri (sulle persone, nella classe, nella scuola= e nell’intero sistema) sono inimmaginabili.

 

Peccato; perché, seppure tra molte contraddizioni, in alcune scuole si cominc= iava a respirare un buon clima, una voglia di capire, di discutere, di fare.

 

Il ministro vuole dal mondo della scuola proposte sperimentali relative alle Indicazioni per il curricolo.=

Ecco, le prove Invalsi che derivavano da quella formula non abbiamo più bisogno di sperimentarle. Abbiamo già dato e lo sappiamo già: sono pessime. Oltre che inutilmente costose e anche qu= esto dovrebbe preoccupare almeno un poco.

 

28 settembre 2007

 

Fonti

 

Il decreto messo in discussione alla Camera:

http= ://www.pubblica.istruzione.it/normativa/2007/dl_147.shtml

 

Il resoconto stenografico completo del dibattito &egra= ve; reperibile alle parti

Parte I...= pag. 1-16 (183 kb)

Parte II... pag. 17-32 (142 kb)

Parte III... pag. 33-48 (181 kb)

della Seduta n. 211 - Mercoledì 26 settembre 2007 –

Documenti in formato PDF  -http://www.came= ra.it/chiosco.asp?position=3DOrgani%20Parlamentari%5CL%27Assemblea%5CResoco= nti%20dell%27Assemblea&content=3D/_dati/leg15/lavori/stenografici/frame= dinam.asp?sedpag=3Dsed211/pdfel.htm

 

 

Allegato

 

R= esoconto stenografico del dibattito

 

Atti Parlamentari — 34 — Camera dei Deputati<= /span>

XV LEGISLATURA — DISCUSSIONI — SEDUTA DEL 26 SETTEMBRE 2007 — N. 211

Tratto da

http://www.camera.it/_dati/leg15/lavori/stenografici/sed211/SINTERO.p= df

 

 

Passiamo alla votazione dell’emendamento Aprea 1.80.

 

Ha chiesto di parlare per dichiarazione di voto la deputata Aprea. Ne ha facoltà.

 

VALENTINA APREA. Signor Presidente,

il mio emendamento 1.80 prende in=

considerazione un altro comma che= fa

riferimento al Servizio nazionale di valutazione.

Rispetto al decreto legislativo

n. 286 della scorsa legislatura, viene infat= ti

toccata una norma che recita: «il Ministro

della pubblica istruzione fissa, con direttiva<= o:p>

annuale, gli obiettivi della valutazio= ne

esterna condotta dal Servizio nazional= e di

valutazione in relazione al sistema scolas= tico

e ai livelli di apprendimento degli studenti ».

In questo siamo d’accordo, perche´ il<= o:p>

Ministro pro tempore = deve sempre indicare

quali siano le priorita` nazionali per il

Servizio nazionale di valutazione. Da

quando e` sorta la rilevazione esterna

stiamo compiendo verifiche negli apprendimenti

di italiano, matematica e scienze,

ma gia` sappiamo= che presto potremo avere

la priorita` del= la valutazione dell’apprendimento,

per esempio, della lingua inglese.=

Comunque, deve trattarsi di una preroga= tiva

del Ministro, e quindi condividiamo

tale previsione (che era presente, del resto,<= o:p>

anche nel nostro provvedimento).

Non possiamo condividere e accettare,

invece, una delega in bianco al Ministro

per quanto riguarda gli anni di corso

oggetto di valutazione concernenti il primo

e il secondo ciclo. Non si tratta in propos= ito

di una motivazione ideologica – vi

prego di credere –, e salutiamo il Minist= ro

Fioroni che e` ritornato in aula.

 

ANTONIO LEONE. Bravo !

 

VALENTINA APREA. La motivazione e`

piuttosto di tipo scientifico: le scuole devono

conoscere in quali anni la rilevazione

esterna avverra`<= /span> , perche´ solo in questo

modo la valutazione esterna puo` diventare

elemento di sistema virtuoso (in quanto= le

scuole sono poste in condizione di sapere,<= /o:p>

come era gia` prev= isto con la riforma

Moratti). Noi avevamo previsto, infatt= i, che

alla fine di ogni biennio la rilevazione<= /o:p>

esterna intervenisse come verifica est= erna

sui livelli attesi di apprendimento degli

studenti, valutando quindi la coerenza = tra

i livelli di apprendimento raggiunti nelle<= o:p>

scuole e quelli attesi previsti dalle indicazion= i

nazionali: solo in questo modo il

sistema di valutazione diventa un elem= ento

virtuoso, cosı= ;` come avviene in tutti

gli altri Paesi.

Il Ministro Fioroni ha lasciato imprecisato

questo punto, prefigurando praticamente

una delega in bianco al Ministro

pro tempore con riferimento a queste fasi

e scansioni, mentre nel famoso Quaderno<= /i>

bianco aveva gia` svelato – come ho cercato

di dire nell’intervento precedente = 211; un

piano e la volonta`= del Governo di intervenire

sugli anni secondo, quinto, ottavo,<= /span>

decimo e tredicesimo del percorso scolare,<= /o:p>

apportando qualche modifica alle scansion= i

individuate dalla riforma Moratti.

Chiedo al Governo, visto che ha gia`=

riflettuto molto e preso una decisione

rispetto alle modifiche che intende apportare

alle scansioni previste dalla riforma

Moratti, se sia possibile farlo in maniera

trasparente e piu` rispettosa dell’Assemblea

come suggerito dall’emendamento 1.80 da<= o:p>

me presentato, introducendo gia` nel disegno

di legge di conversione le nuove scansioni

previste dal Governo in modo da

garantire quella co= ntinuita` nelle scuole

rispetto al Servizio nazionale di valutazione

come elemento di sistema.

 

MARIANGELA BASTICO, Viceministro<= span style=3D'font-size:13.0pt;font-family:AsterCorsivo;mso-bidi-font-family:Ast= erCorsivo'>

della pubblica istruzione= . Chiedo di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolta`.

 

MARIANGELA BASTICO, Viceministro<= span style=3D'font-size:13.0pt;font-family:AsterCorsivo;mso-bidi-font-family:Ast= erCorsivo'>

della pubblica istruzione= . Signor Presidente,

abbiamo ascoltato con attenzione le

osservazioni avanzate dall’onorevole = Aprea

che, tra l’altro, fanno riferimento all’elaborazione

del Quaderno bianco= proprio

sulle modalita` del= la valutazione. Pertanto,

chiedo all’onorevole = Aprea una riformulazione

dell’emendamento 1.80 che cosı` rappresento,

almeno in termini di proposta:=

invito a mantenere la scansione indicata, e=

cioe` il secondo, quinto, sesto, ottavo, decimo

e tredicesimo anno di riferimento,

magari precisandola sullo sviluppo della

nostra scuola elementare, media e superiore,

e ad inserire quindi un «di norma&raq= uo;,

al fine di non irrigidire eccessivamente la<= o:p>

scansione che in una previsione di legge=

diventerebbe assolutamente rigida ed insormontabile,

facendo anche riferimento

ad ulteriori ed eventuali informazioni e

rilevazioni che il Ministero volesse affid= are

all’Invalsi. Propongo, dunque,= una riformulazione

sulla base di questi principi.

 

PRESIDENTE. Mi scusi Viceministro

Bastico, dovrebbe leggere un testo da = cui

sia possibile evincere la riformulazione.

Prendo atto che il Viceministro B= astico

delega alla deputata Aprea<= /span> la lettura della

riformulazione che fara` propria.

Prego deputata Aprea.

 

VALENTINA APREA. Signor Presidente,

accolgo l’indicazione del Govern= o e

suggerisco una riformulazione dell’emendamento,

sperando che possa essere di=

gradimento del Governo: al comma 5,

secondo periodo, sostituire le par= ole da:

«determinando » fino alla fine del comma

con le seguenti: « per effettuare verifiche

periodiche e sistematiche sulle conoscenz= e

e abilita` degli studenti, di norma, alla

classe seconda e quinta della scuola primaria,

alla prima e terza classe della

scuola secondaria di primo grado e alla

seconda e quinta classe del secondo ci= clo,

nonche´ altre rilevazioni necessarie per la

valutazione del valore aggiunto realizzato=

dalle scuole ».

Insieme a me lo sottoscrivono l’onorevole ...=

 

PRESIDENTE. La prego di fermarsi,

onorevole Aprea. Lei sa bene che non puo`

riformulare l’emendamento. E` il Governo

che deve riformulare l’emendamento, per=

cui al momento lo stesso non puo` essere

sottoscritto da alcuno. Lei ha avanzato un<= o:p>

suggerimento. Chiedo se il Governo lo fa

proprio o lo sottopone all’Assemblea.

 

MARIANGELA BASTICO, Viceministro<= span style=3D'font-size:13.0pt;font-family:AsterCorsivo;mso-bidi-font-family:Ast= erCorsivo'>

della pubblica istruzione= . Il Governo

avanza la riformulazione proposta dall’onorevole

Aprea.

 

PRESIDENTE. La deputata Aprea conferma

di accogliere la proposta formulata

dal Governo ?

 

VALENTINA APREA. Si, signor Presidente,

come nei momenti piu` solenni !

 

PRESIDENTE. Invito la relatrice per la

VII Commissione ad esprimere il parere

sulla riformulazione proposta dal Governo.=

ALBA SASSO, Relatore per la VII Commissione.

Il parere e` favorevole, signor<= /p>

Presidente.

 

LUISA CAPITANIO SANTOLINI.

Chiedo di parlare.

 

PRESIDENTE. Ne ha facolta`.

 

LUISA CAPITANIO SANTOLINI. Signor

Presidente, intervengo solo per sottoscrivere

e apporre la mia firma.

PRESIDENTE. Sta bene. Ribadisco tuttavia

che e` il Governo= che avanza la

riformulazione dell’emendamento. Quindi,

loro possono soltanto aderire alla riformulazi= one

proposta dal Governo.=

Passiamo ai voti.

Indı`co la votazione nominale, mediant= e

procedimento elettronico, sull’emendamento

Aprea 1.80, nel testo riformulato,

accettato dalle Commissioni e dal Govern= o.

(Segue la votazione).<= /span>

 

Dichiaro chiusa la votazione.

Comunico il risultato della votazione: la

Camera approva (Vedi votazioni).

(Presenti ..........................= ... 458

Votanti ............................... 455

Astenuti .............................. 3

Maggioranza ..................... 228

Hanno votato sı` ...... 451<= /p>

Hanno votato no .. 4).<= /p>

Prendo atto che il deputato Tenaglia ha

segnalato di essersi erroneamente astenu= to

mentre avrebbe voluto esprimere voto favorevole.=

 

[Dunque, tenendo conto della legittima richiesta dell’onorevole Tenaglia di non voler perdere il suo appuntamento con la storia i voti favorevoli sarebbero stati 452 e i voti contrari 4.]