Scheda 7 – Percorso 1

Indagine OCSE-PISA: inquadramento metodologico e livelli di competenza verificati  (M. Ambel)

 

0. Premessa

0.1. Finalità del percorso

Confronto preliminare

 

1. Il contesto e le finalità generali

1.1. Il quadro istituzionale

Un evento in contemporanea: corsisti in crociera mirata

1.2. La definzione di Reading literacy [Competenza di lettura]

Riflessione individuale e confronto collettivo

1.3. L’oggetto dell’indagine: la competenza di lettura

Riflessione individuale e discussione collettiva su alcune questioni poste dall’indagine.

1.4. Interessanti questioni terminologiche (fra italiano, francese, inglese e spagnolo)

Appendice 1. Quasi una stele di Rosetta

Confronto collettivo

Appendice 2. Ancora sul concetto di competenza

Approfondimenti

 

2. L’idea (e le pratiche) di comprensione che emerge dalle prove

 

2.1. La definizione dell’ambito: la “reading literacy

2.2. La definizione dei “domini” (o situazioni)

Confronto collettivo

Appendice 3. Domini e situazioni

 

2.3. Contesti d’uso e scelta dei materiali testuali

2.4. Un modello generativo per scomposizione delle competenze

Attività progettuale

2.5. I processi verificati e le aree di competenza

Riflessione individuale e scambio di opinioni

2.6. Le tipologie testuali

Approfondimenti

Riflessione individuale e scambio di opinioni

2.7. Il tipo di domande: preformulate o aperte?

Commento e confronto di opinioni

Approfondimenti

2.8. Livelli e Profili di competenza a confronto

Riflessione individuale e scambio di opinioni

2.9. La formulazione e la difficoltà dei singoli quesiti

Approfondimenti

 

 

Attività conclusiva/1 - Progettazione e realizzazione e valutazione di una prova d’ingresso

 

Attività conclusiva/2  - Progettazione di una verifica di comprensione conclusiva del biennio

 

Bibliografia e sitobibliografia essenziale


 

0. Premessa

 

0.1.            Finalità del percorso

 

Questo percorso si pone alcune finalità esplicite:

Ÿ         fornire informazioni relative alle indagini OCSE-PISA e consentire l’accesso alla relativa documentazione;

Ÿ         osservare, analizzare e discutere i criteri adottati nell’indagine OCSE-PISA in riferimento alla lettura e comprensione dei testi;

Ÿ         formulare e discutere ipotesi di progettazione educativa, sulla base degli stimoli offerti dall’indagine;

Ÿ         formulare ipotesi e verificare modalità pratiche in relazione ad alcune  componenti della comprensione del testo che possono essere verificate e valutate con una prova strutturata;

 

e una finalità in parte implicita, ma essenziale:

Ÿ         far riflettere e discutere sui rischi di retroattività che ogni forma di valutazione comporta e in particolare sul rischio di adattare la progettazione e l’attività didattica non a finalità e progetti condivisi, ma alle pratiche di valutazione, siano esse individuali, di classe, di scuola, di sistema o internazionali.

 

Confronto preliminare. Dopo aver letto le finalità del percorso, si organizzi un breve confronto preliminare sulle ricadute della valutazione. In particolare si discutano affermazioni proposte nell’ allegato.

 

 

1. Il contesto e le finalità generali

 
1.1. Il quadro istituzionale

 

L’OECD, Organisation for Economic Co-operatioon  and Development, (in italiano OCSE, Organizzazione per lo Sviluppo e la Cooperazione Economica) ha avviato nel 1997 il progetto PISA (Programme for International Student Assessment) per verificare in che misura i ragazzi quindicenni scolarizzati  dei vari paesi aderenti “siano preparati ad affrontare le sfide della società contemporanea”, in particolare per quanto riguarda il controllo delle competenze linguistiche, matematiche, scientifiche e di problem solving.

Nel 2000 e nel 2003 si sono svolte due prime batterie di rilevamenti, cui hanno partecipato dai 5.000 ai 10.000 studenti per ciascuno dei 43 Paesi aderenti; in Italia, ad esempio, nel 2000 sono stati coinvolti 5087 allievi (di 187 scuole), che rappresentano un po’ meno dell’1%  dei quindicenni che in quell’anno frequentavano le scuole sia pubbliche che paritarie.

 

Un evento in contemporanea: corsisti in crociera mirata all’OCSE. Utilizzando le risorse della piattaforma, organizzate una visita in contemporanea ai siti dell’OECD (OCSE). Il Coordinatore potrà guidare una parte della visita e prevedere momenti di esplorazione individuale.

Indirizzi:

4L'OCSE in 15 diapositive - una presentazione in PowerPoint    [http://sedi.esteri.it/rappocse/Documenti/Presentazione.ppt ]

4OECD - Organisation for Economic Co-operation and Development   [http://www.oecd.org/home/0,2605,en_2649_201185_1_1_1_1_1,00.html]

4Rappresentanza permanente d’Italia presso l’OCSE- Parigi  [http://sedi.esteri.it/rappocse/ ]

4PISA - Programme for International Student Assessment (PISA)    [https://www.pisa.oecd.org/pages/0,2966,en_32252351_32235731_1_1_1_1_1,00.html]

 

 

 

 

 

1.2. La definzione di Reading literacy [Competenza di lettura]

 

Nel 2000 l’indagine aveva al centro il controllo della competenza di lettura e comprensione dei testi (reading literacy), secondo questa definizione elaborata a concordata da esperti dei diversi paesi partecipanti:

 

Reading literacy / Competenza di lettura

 

La competenza di lettura consiste nella comprensione e nell’utilizzazione di testi scritti e nella riflessione sui loro contenuti al fine di raggiungere i propri obiettivi, di sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità e di svolgere un ruolo attivo nella società.

OCSE/PISA (2004), it., p.110

 

Nel 2003 il rilevamento ha posto l’attenzione sulle competenze matematiche, verificando solo indirettamente quelle linguistiche necessarie alla comprensione e soluzione dei quesiti, mentre nel 2006 al centro dell’attenzione vi saranno le competenze scientifiche.

 

Si veda la Scheda di presentazione delle principali caratteristiche del progetto.

 

Riflessione individuale e successivo confronto collettivo.  La definizione di reading literacy sopra riprodotta comprende aspetti che consentono di definirla a tutti gli effetti una “competenza”:  sapreste dire perché quella definizione appare più ampia del concetto di “abilità”, solitamente attribuito alla lettura? Rispondete individualmente e confrontate poi le rispettive risposte.
Confronto collettivo. In che misura ritenete che quella definizione di reading literacy sia utilizzabile nella progettazione educativa, ad esempio nella programmazione di italiano del biennio della scuola superiore? 

Che cosa è necessario precisare, per darle più concreta applicabilità?

 

 

 

Prima di affrontare l’analisi delle caratteristiche essenziali dell’indagine Pisa, va osservato che questo progetto di valutazione non intende verificare gli apprendimenti scolastici, né rapportarsi direttamente con i curricoli scolastici nazionali.

 

L’indagine Pisa mira piuttosto a verificare la padronanza delle competenze indispensabili per vivere la cittadinanza europea, indipendentemente dai percorsi curricolari di ciascuno.

Anche per questo prevederne una retroattività immediata e diretta sul fare scuola è riduttivo e controproducente. Compito della scuola non è quello di allenare gli allievi a superare le prove, ma di fornire loro le competenze che consentano di superarle, che non è la stessa cosa!

Se mai, può essere interessante porsi la questione complementare a questa: in che misura le prove possono essere lontane ed estranee alla tradizione scolastica di un paese, soprattutto dal punto di vista metodologico e rischiare quindi di avere esiti solo parzialmente attendibili?

 

Nel corso dell’attività vi chiederemo spesso di riflettere sui rapporti fra le scelte dell’indagine PISA e quelle della progettazione curricolare per il biennio della scuola superiore (nell’ottica di un biennio unitario per tutte le scuole superiori); tale riflessione va però condotta nella consapevolezza che il rapporto non può che esser indiretto e non di interdipendenza reciproca fra curricolo scolastico e rilevamenti internazionali, che, come detto, non si pongono l’obiettivo diretto di verificare (men che meno valutare) gli apprendimenti.

 

1.3. L’oggetto dell’indagine: la competenza di lettura

 

Come si è detto, la competenza di lettura / reading literacy è stata oggetto di valutazione diretta e prioritaria nell’indagine PISA 2000 e di valutazione indiretta in PISA 2003. In entrambi i casi, il comitato scientifico internazionale, ha lavorato su un protocollo metodologico di un certo interesse.

Vediamone i tratti essenziali, anche perché le scelte compiute da OCSE/PISA pongono alcuni problemi  sui quali è utile e interessante esercitare le nostre riflessioni e la nostra operatività.

Cominciamo dalle finalità generali.

 

Riflessione individuale e discussione collettiva su alcune questioni poste dall’indagine. Il testo che segue espone le caratteristiche essenziali - tratte dal report - dell’idea di comprensione oggetto del rilevamento.

Accanto sono state inserite alcune note di commento e alcuni interrogativi. Rispondete indvidualmente o confrontandovi collettivamente.

Nel paragrafo successivo approfondiremo l’analisi del report dell’indagine in riferimento a questi punti e avrete quindi modo di veder confermate o smentite le vostre ipotesi..

 

 

Report

Considerazioni e domande

La competenza di lettura  è definita in termini di capacità degli studenti di comprendere e utilizzare testi scritti e di riflettere sui loro contenuti al fine di raggiungere i propri obiettivi. Tale aspetto della literacy è stato ben definito in precedenti indagini, […] ma è stato ulteriormente ampliato nell’indagine OCSE/PISA grazie all’introduzione di un elemento “attivo”, ovvero la capacità non soltanto di comprendere il testo, ma di riflettere su di esso, attingendo ai propri pensieri e alle proprie esperienze.

Questa definizione è già stata discussa precedentemente

 

Opportune le virgolette Su “attivo” per indicare che “riflettere” sul  testo, in dimensione critica e valutativa, implica una ulteriore attività del lettore, ma va evitata l’idea che la sola comprensione sia una competenza “passiva”!

 

[La competenza di lettura è valutata in relazione a tre aspetti:]

Se assumiamo la lettura come competenza e non “solo” come abilità, ne accentuiamo la dimensione strategica, la finalizzazione a uno scopo, la dimensione contestuale;ovvero ne accentuiamo la dimensione procedurale e pragmatico-contestuale, non sempre realmente verificabili in una prova strutturata.

 

Il formato del testo. Spesso nelle valutazioni della capacità di lettura si sono utilizzati esclusivamente testi continui, ovvero brani di prosa organizzati in proposizioni e paragrafi; PISA, invece, introduce anche testi non continui, che presentano le informazioni in forma diversa (come ad esempio, elenchi, moduli e grafici) e distingue tra diversi tipi di testi continui, come testi narrativi, testi informativi e testi argomentativi.

Tali distinzioni sono basate sul fatto che gli individui s’imbattono in una molteplicità di testi diversi durante la vita adulta e che, di conseguenza, non è sufficiente sapersi rapportare ai pochi tipi di testo che di solito si leggono a scuola.

 

Condividete l’opportunità di questa distinzione fra testi continui e testi “non continui” (al di là della non elevata trasparenza dei concetti usati per definirli)?

 

Quest’ultima affermazione è certamente interessante in termini di competenze di cittadinanza, ma quali problemi pone rispetto alla scuola? In particolare… italiana?

 

I processi attivati nella lettura (aspetti). Non si valutano le abilità di lettura più rudimentali, che - a quindici anni - si presuppone siano state acquisite, ma si chiede ai quindicenni di dimostrare la loro capacità di individuare informazioni, di comprendere il significato generale di un testo, di svilupparne un’interpretazione e di riflettere sui suoi contenuti e sugli aspetti formali.

 

“rudimentali” è una scelta lessicale non felice per indicare le componenti che stano alla base del processo di comprensione.

Sulla base anche delle riflessioni fin qui condotte individuate uno o più termini che la sostituiscano.

Al di là della terminologia, condividete la scelta di OCSE/PISA?

Fareste questa scelta per verificare la comprensione del testo per i quindicenni che frequentano la vostra scuola?

 

La situazione. Questo aspetto è definito in relazione all’uso per il quale il testo è stato scritto. Ad esempio, un romanzo, una lettera privata o una biografia sono scritte per un uso personale di chi legge, i documenti o gli avvisi ufficiali per un uso pubblico, un manuale o un rapporto per un uso professionale, un libro di testo o una scheda di esercitazione per un uso scolastico.

Dal momento che determinati gruppi di studenti possono ottenere risultati migliori su testi che rientrano in una data situazione piuttosto che in un’altra, è opportuno che le prove siano costituite da una certa varietà di testi.

 

Condividete la scelta di OCSE/PISA?

Quale tipo di testo scegliereste per verificare i livelli di comprensione del testo per i quindicenni che frequentano la vostra scuola?

da OCSE/PISA (2004), it., pag. 19

 

 

 

 

1.3. Interessanti questioni terminologiche (fra italiano, francese, inglese  e spagnolo)

 

Prima di addentrarci nell’analisi dettagliata dell’idea di lettura e comprensione proposta dalle prove, è opportuno affrontare una questione terminologica preliminare, il cui interesse travalica l’argomento stesso di questi percorsi e riguarda più in generale gli usi linguistici e concettuali compiuti nelle attività internazionali di valutazione e certificazione delle “competenze”.

 

Nell’appendice Quasi una stele di Rosetta sono confrontati alcuni passi del report in italiano, inglese, francese e spagnolo, nella prospettiva di una utile riflessione interlinguistica sulla terminologia usata nel progetto.

 

Qui, a titolo esemplificativo, raccogliamo invece le quattro definizioni dell’oggetto specifico della ricerca PISA che a noi maggiormente interessa: la competenza di lettura.

 

 

Competenza di lettura (Reading Literacy)

La capacità di un individuo di comprendere e utilizzare testi scritti e di riflettere sui loro contenuti al fine di raggiungere i propri obiettivi, di sviluppare le proprie conoscenze e potenzialità e di svolgere un ruolo attivo nella società.

Reading Literacy

An individual’s capacity to understand, use and reflect on written texts, in order to achieve one’s goals, to develope one’s knowledge and potential and to partecipate in society.

Compréhension de l’écrit

Comprendre l’écrit, c’est non seulment comprendre et utiliser des textes écrits, mais aussi réfléchir à leur propos. Cette capacité devrait permettre à chacun(e)  de réaliser ses objectifs, de développer ses connaissances ert son potentiel, et de prendre une part active dans la société.

Lectura

Comprender, utilizar y reflexionar sobre los textos escritos para alcanzar los propios objetivos, desarrollar el conocimiento y el potencial personales y participar en la sociedad.

 

 

 

 

Nel report italiano dell’indagine, l’uso del termine competenza, come è possibile verificare anche delle comparazioni interlinguistiche proposte nell’appendice, conferma che nella nostra terminologia “pedagogica” “competenza” e “abilità” mantengono significati diversi: la competenza è infatti sempre frequentemente ricondotta alle tre sfere congiunte dal sapere, del saper fare e dell’essere ed è quindi inclusiva di conoscenze, abilità e atteggiamenti.

 

 

Queste problematiche sono riprese nell’appendice Ancora sul concetto di competenza, che contiene anche ulteriori definizioni e rimandi bibliografici.

 


 

2. L’idea di lettura e di comprensione che emerge dalle prove

 

2.1. La definizione dell’ambito: la  reading literacy

 

Abbiamo letto la definizione di reading literacy assunta dal progetto. La traduzione “competenza”, anche al di là della consuetudine  d’uso in formule come competenza linguistica o competenza scientifica, è opportuna per due ordini di ragioni.

La prima è che il termine è adatto per indicare il padroneggiamento, anche in una certa misura consapevole, di un fascio complesso di abilità, conoscenze e strategie.

La seconda è che l’idea complessiva di literacy qui proposta e praticata supera una visione parziale o segmentata della lettura e comprensione per puntare chiaramente a una visione ampia e almeno in parte strategica e contestuale, per la quale è possibile usare il concetto di competenza, così com’è stato recentemente riformulato non solo in ambito linguistico. (vedi anche l’appendice, Ancora a proposito di competenze)

Certo è che, in questo modo, si dà (giustamente) delle competenze relative alla “alfabetizzazione”, di base o di cittadinanza, una visione strategica, contestuale e procedurale molto lontana da una parte della tradizione didattica italiana, molto ostinatamente affezionata a una concezione strumentale e straniata delle competenze di base, alfabetiche o matematiche che siano.

 

Si legge infatti nel “Quadro di riferimento”:

Tale definizione supera la nozione di reading literacy intesa come decodifica e comprensione letterale, a favore di un’interpretazione che unisce la comprensione all’uso dell’informazione scritta e alla riflessione su di essa. La definizione, inoltre, fa riferimento all’insieme delle situazioni che chiamano in causa la competenza di lettura: dalla sfera privata a quella pubblica, dalla scuola al lavoro, dall’esercizio di una cittadinanza attiva all’apprendimento nel corso di tutta la vita.

OCSE/PISA (2004), it., p. 110

 

Si apre così il problema del delicato equilibrio fra dimensione “disinteressata” e dimensione “spendibile” delle competenze, particolarmente delicata per le competenze di base e di cittadinanza.

Resta inoltre aperto (e interessante) il problema di come una competenza strategica e contestuale sia verificabile attraverso prove strutturate e comuni, realizzate in contesti fra loro molto diversi.

 

 

 

2.2. La definizione dei “domini” (o situazioni)

 

A questo proposito, anticipiamo qui il riferimento a un aspetto preliminare, che il “quadro di riferimento” del progetto OCSE/PISA colloca in chiusura dell’esposizione delle diverse variabili dell’impianto complessivo dell’indagine.

È il richiamo ai contesti più significativi di utilizzo della lingua nella realtà extrascolastica, che il progetto OCSE/PISA trae dal “quadro comune europeo  i riferimento per le lingue” e che lì vengono definiti “domini”, in riferimento ai contesti ampi di impiego della lingua (“sfere d’azione o aree di interesse”) che il progetto OCSE/PISA riconduce a quattro corrispondenti “situazioni” in cui si esercita la lettura:

Ÿ         lettura a uso privato (personale)

Ÿ         letture a uso pubblico

Ÿ         lettura a fini personali

Ÿ         lettura a fini scolastici

 

L’appendice domini e situazioni mette a confronto le definizioni tratte dal Common European Frameweork e dall’ Assessment Framework di OCSE/PISA

 

 

 

 

Questa è la diversa incidenza dei materiali relativi ai singoli domini nelle due indagini.

 

La natura dei singoli domini e la loro rispettiva incidenza dipende dalle scelte metodologiche dell’indagine che, come abbiamo anticipato, intende valutare le competenze di cittadinanza indipendentemente dai curricoli scolastici seguiti. Certo rivela anche una concezione delle competenze di cittadinanza (che comunque si maturano a scuola) molto lontana dalle consuetudini curricolari italiane (si consideri ad esempio che i testi narrativi sono inclusi nel dominio “personale” con molti altri…).

Le slide allegate propongono a questo proposito un’ipotesi di articolazione della progettualitrà educativa che opta invece per tre grandi categorie che, pur discostandosi da alcune tradizioni didattiche nostrane, ci sembrano più congeniali con le finalità educative della scuola (e al cui interno andrebbero comunque vagliate e ridefinite i confini e la natura delle competenze di base e di cittadinanza):

§         Usare il linguaggio verbale per

§       comunicare (partecipare agli universi interpersonali e sociali della comunicazione)

§       apprezzarne gli sui creativi ed estetici (accedere alla dimensione creativa, ludica, estetica del linguaggio e alla rappresentazione letteraria del mondo)

§       acquisire e rielaborare conoscenze (acquisire e rielaborare linguaggi, conoscenze e modelli interpretativi disciplinari).

 

Il rapporto fra queste due diverse dimensioni (quella della progettualità curricolare e quella della indagine sulle competenze avulsa dai contesti educativi) può essere oggetto di una discussione fra i corsisti.

 

 

Confronto collettivo.   
Vi proponiamo di riflettere e di discutere sul tasso di condivisione delle scelte compiute dall’indagine OCSE/PISA e sulla loro compatibilità con la progettazione educativa.
Nell’affrontare questi problemi è bene però non dimenticare che il rilevamento OCSE/PISA si colloca volutamente su un terreno diverso e complementare rispetto alle scelte curricolari: non intende verificare quanto è stato svolto o appreso a scuola rispetto a questa o quella componente dei curricoli scolastici, ma il grado di controllo di determinati livelli di competenza che si ritengono indispensabili per i quindicenni, in quanto cittadini europei e non allievi di questo o quel sistema o scuola.  È una differenza fondamentale, troppo spesso sottovalutata anche da chi è chiamato a occuparsi di queste questioni.
 Traccia per il confronto collettivo

 


 

2.3. Contesti d’uso e di scelta dei materiali testuali

 

Casella di testo: Le situazioni che possono presentarsi in ciascun dominio possono essere descritte nei termini seguenti:
Ÿ	i luoghi e i  momenti in cui si verificano
Ÿ	le istituzioni e organizzazioni – la cui struttura e le cui procedure determinano molto di ciò che si verifica
Ÿ	le persone coinvolte, specialmente nei ruoli sociali significativi per chi usa/apprende la lingua
Ÿ	gli oggetti (viventi e inanimati) che si trovano nell’ambiente
Ÿ	gli avvenimenti
Ÿ	le azioni effettuate  dalle persone coinvolte
Ÿ	i testi con cui si ha a che fare in quella situazione.
Da Quadro comune europeo, (2002) pg. 59

Come illustrato nell’appendice 2, Il Common European Frameweork utilizza anche il concetto di “situazione”, fornendo i seguenti criteri per descrivere le situazioni che si possono verificare in ciascun “dominio”. Si tratta di criteri ovviamente utili nella selezione e nell’organizzazione dei materiali didattici, in particolare di lingua straniera,

 

 

Anche in questo caso, l’idea di situazione comunicativa è fortemente legata ai contesti d’uso interpersonali, sociali, professionali, cui da anni si ispirano i curricoli di apprendimento delle lingue straniere. Molto diversa è invece la programmazione curricolare in lingua madre. Si veda ad esempio la tabella (in inglese) relativa ai “contesti d’uso” della lingua: si tratta ovviamente di criteri e categorie descrittive funzionali a un uso attivo e situazionale della lingua.

 

 

 

 

 

 

2.4. Un modello generativo per scomposizione delle competenze

 

Per raccordarsi con la progettualità curricolare, viene  proposto un modello generativo che consente di articolare le scelte relative a una specifica competenza linguistica, individuandone le singole componenti: contesti, attività cognitive, oggetti, scopi, ecc.

 

Competenza

Nella realtà della vita quotidiana ricava informazioni da fonti diverse su argomento in parte noto, relativo a contesti interpersonali o sociali, per informarsi, per incrementare il proprio bagaglio di conoscenze sull’argomento o per orientare le proprie scelte.

Contesto reale

Nella realtà della  vita quotidiana

Atteggiamenti / Motivazioni / Disponibilità

Ha necessità di…/ E’ interessato a…

Attività cognitive e operative/ Abilità

individuare e raccogliere

Oggetti di conoscenza

informazioni

Materiali Testi/ Documenti / Fonti

da articoli di quotidiani

oppure

da catalogo

Contesti di riferimento culturali e situazionali

relative a  Relazioni e contesti sociali (sul tema: sciopero trasporti)

oppure

relative a Vita  personale e familiare (sul tema: acquisto abbigliamento)

Scopi

- essere informato

- verificare l’andamento degli scioperi

- decidere se utilizzare l’auto privata

oppure

- informarsi sui prezzi

- scegliere il capo da acquistare

M. Ambel, (2004), pagg. 12 e sgg

 

 

Attività progettuale. Provate a completare la tabella che segue, immaginando un’attività di lettura e comprensione che possa identificare e articolare una qualche competenza d’uso della lingua.

 

Competenza:

…..

 

Contesto reale

 

Atteggiamenti / Motivazioni / Disponibilità

 

Attività cognitive e operative/ Abilità

 

Oggetti di conoscenza

 

Materiali Testi/ Documenti / Fonti

 

Contesti di riferimento culturali e situazionali

 

Scopi

 

 

 

 

2.5. I processi verificati e le aree di competenza

 

Nel rilevamento OCSE-PISA, la scelta dei processi da sottoporre a verifica è stata il frutto di complesse elaborazioni all’interno del comitato scientifico, che inevitabilmente valorizzava ma anche metteva a confronto esperienze e tradizioni scolastiche diverse.

Anche per questo il quadro che ne emerge è di estremo interesse e propone ulteriori temi di approfondimento.

 

L’impianto complessivo dell’indagine ha elaborato prove che si pongono un obiettivo ambizioso: tener conto dei processi complessi che alimentano e garantiscono la comprensione del testo e verificarli consentendo anche una lettura almeno in parte separata dei risultati. Le prove  tendono quindi a “simulare situazioni di lettura autentiche” e prevedono quesiti che si collocano a livelli diversi del processo di comprensione, OCSE/PISA (2004), pag. 114.

 

I processi

Sono stati così individuati cinque processi da sottoporre a verifica (la riformulazione dei compiti, sulla base della documentazione originaria è di chi scrive):

 

·             individuare informazioni: il lettore deve riconoscere, localizzare e selezionare singole informazioni fornite dal testo sulla base di stimoli letterali o tramite riformulazioni; deve individuare e confrontare informazioni poste in punti vicini o fra loro lontani nel testo;

 

·             comprendere il significato generale di un testo: il lettore deve cogliere l’argomento e il senso generale del testo, lo scopo, le caratteristiche essenziali; deve inoltre separare gli spetti centrali da quelli secondari e saper compiere generalizzazioni e semplici processi di sintesi;

 

·                     sviluppare un’interpretazione: il lettore deve collegare fra loro le diverse parti del testo, seguirne la coerenza interna, cogliere i nessi coesivi, produrre inferenze, stabilire relazioni logiche di tipo temporale o causale, individuare analogie e differenze, risalire alle intenzioni comunicative dell’autore implicite nel testo;

 

·             riflettere sul contenuto di un testo e valutarlo: il lettore riflette sugli argomenti e sulle informazioni, mettendoli in relazione con elementi che stanno fuori dal testo, ad esempio conoscenze che provengono da altre fonti o con le proprie conoscenze, arricchendo le possibilità interpretative del testo in modo da poter formulare valutazioni o giudizi sulle cose dette;

 

·             riflettere sulla forma di un testo e valutarlo:  il lettore osserva in modo distaccato il testo, ne conosce e valuta la struttura, il genere, il registro linguistico, ne valuta gli aspetti formali, stilistici, retorici; in questo caso giudica non tanto che cosa viene detto, ma come, con quale efficacia, da quale punto di vista da parte dell’autore;

 

Questi cinque differenti processi (che sin possono anche intendere come vere e proprie strategie messe in atto dal lettore) sono state individuate dal gruppo di ricerca elaborando una serie interessante di variabili, rappresentate nella figura che segue e che possono essere prese in considerazione nella progettazione di attività di verifica della comprensione.

 

Casella di testo:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Da OCSE/PISA (2004), it., p. 114

 

 

 

Riflessione individuale o scambio di opinioni Come vedremo, gli ultimi due processi verificati dall’indagine pongono qualche serio problema di identificazione dell’effettiva natura delle conoscenze e abilità richieste.

Per ora potremmo limitarci a due questioni di carattere generale: condividete questa scelta? In che misura la ritenete coerente con le vostre abitudini e pratiche di progettazione e realizzazione di attività (e prove) di comprensione del testo?

 

Tre grandi aree di competenza

Nel corso dell’indagine si è poi verificato come non fosse sempre agevole diversificare le domande rispetto a questi differenti livelli, cosicché nell’analisi dei risultati sono stati accorpati in tre grandi cateto-rie di compiti da svolgere sul testo.

Si tratta di macroaree di competenza, le prime due più interne al testo, l’ultima che utilizza dati e conoscenze che provengono anche dalla realtà soggettiva e d extratestuale.

Ÿ         individuare informazioni

Ÿ         interpretare il testo

Ÿ         riflettere e valutare.

 

A questo proposto sono utili alcune precisazioni terminologiche e concettuali.

Prima di procedere forniamo però la percentuale di quesiti relativi ai tre macrocompiti.

 

Casella di testo:  Riflessione individuale o scambio di opinioni

Continuiamo a confrontare le nostre opinioni sulle scelte compiute dall’indagine: condividiamo questa distribuzione dei pesi specifici dei tre livelli di comprensione per la valutazione di competenze di comprensione dei quindicenni? È chiaro che cosa si possa intendere per ciascuno dei tre compiti-processi implicati nella comprensione?

 

E’ però necessario precisare come debba essere inteso qui il concetto di “interpretazione”. Il compito di “interpretare il testo”, che include i due livelli centrali della comprensione (comprendere globalmente il testo e interpretarlo), va qui ricondotto al processo interpretativo messo in atto dal lettore per comprendere il testo a un livello approfondito (cfr scheda) e non tanto all’attività analitica e interpretativa, propria ad esempio dell’atto critico applicato ai testi letterari, cui appartengono invece gli ultimi due livelli elencati e indicati qui come “riflettere e valutare”, ovvero riflettere sul testo e valutarlo, adottando una posizione critica, attraverso attività di osservazione e formulazione di giudizi.

 

In altre parole, ciò che qui viene definito “interpretazione” è il livello globale e complesso della comprensione, spesso di tipo integrativo, in parte inferenziale, e in tal senso “interpretativo, aspetto essenziale del compito del lettore e anche del tipo di verifica messo in atto dal PISA.

Il progetto, infatti, avendo escluso di verificare le componenti più tecniche della comprensione (considerandole per dei quindicenni ormai acquisite) si è concentrato invece sulle componenti cognitive e rielaborative (in tal senso interpretative) del processo di lettura e comprensione.

Questo spiega anche le percentuali di quesiti formulati rispetto alle tre macroaree: appare così legittimo che alla componente centrale della comprensione (interpretare nel senso che abbiamo precisato) sia dedicato quasi il 50% delle domande, mentre il riconoscimento delle informazioni (livello giustamente ritenuto più semplice) e la riflessione e valutazione critica si dividono quasi equamente il resto dei quesiti.

 

Diversi e più complessi sono invece i problemi posti proprio dal terzo livello, quello che si affida a conoscenze “esterne al testo”, su cui svolgiamo qui una prima riflessione e affronteremo poi nel percorso 3: Dalla comprensione al commento.

 

2.6. Le tipologie testuali.

 

L’indagine OCSE-PISA ha selezionato i testi da sottoporre a verifica di comprensione, collocandoli in due grandi categorie, denominati “testi continui” e “testi non continui”.

La classificazione, non ineccepibile dal punto di vista teorico, rimanda a criteri prevalentemente strutturali e procede soprattutto per esclusione: da un lato (i testi continui) colloca tutte le scritture testuali strutturate in frasi e capoversi, dotate di coesione e coerenza; dall’altro (i testi non continui) colloca modalità di comunicazione miste che non rientrano nella categoria precedente.

 

I testi continui sono stati suddivisi in base alle tipologie testuali ormai usuali anche nella nostra tradizione didattica, per quanto sia possibile riferirsi a tipologie condivise:

·         testi narrativi

·         testi informativi

·         testi descrittivi

·         testi argomentativi ( e persuasivi)

·         testi di istruzioni (detti anche conativi o regolativi)

·         documenti o atti ufficiali

·         ipertesti.

 

Tutte le categorizzazioni rispondono ad alcuni criteri di pertinenza e di coerenza e di solito non ne soddisfano altri. In questo caso sono soprattutto le ultime due categorie a suscitare perplessità e a richiedere qualche precisazione poiché sembrano sorrette da differenti criteri di pertinenza rispetto alle altre tipologie, certamente più frequenti  e consolidate nel dibattito teorico e nelle pratiche didattiche.

 

Tra i  “documenti o atti ufficiali” si possono inserire testi appartenenti anche alle tipologie precedenti e qui collocati a parte soprattutto per l’ufficialità della fonte (della situazione) o la rigidità del modello (ad esempio: verbale di polizia; circolare ministeriale; regolamento urbano; domanda di assunzione; curriculum vitae, ecc.).

Gli “ipertesti”, invece, meriterebbero di aprire una categoria a sé per la specifica proprietà strutturale (essere un insieme di testi collegati e percorribili con modalità diverse da quelle legate alla linearità di superficie del testo), perché possono contenere al loro interno tipologie diverse e appartenenti alle altre categorie; infine perché il lettore si muove in essi con modalità sensibilmente diverse, anche se riconducibili alle stesse modalità cognitive di base, del lettore del testo lineare. Siamo quindi di fronte a criteri che ne legittimano la collocazione a parte ma che sono totalmente incongruenti con quelli usati per distinguere un testo narrativo da uno argomentativo.

 

I testi non continui sono stati elencati selezionandone alcuni che sarebbero stati variamente oggetto di verifica nel corso delle diverse fasi del progetto:

·         grafici

·         tabelle

·         figure

·         mappe

·         moduli

·         fogli informativi

·         annunci e pubblicità

·         ricevute e buoni

·         certificazioni

 
La presenza di queste forme testuali è certamente un positivo elemento di innovazione, almeno rispetto alla prassi scolastiche tradizionali poiché costituiscono una apertura a pratiche comunicative di estrema importanza e utilità.
 
Dal punto di vista teorico l’elenco è certamente più spurio. Anzitutto perché è frutto di criteri estremamente vari, con una insistenza talvolta anche un po’ eccessiva nella distinzione fra forma e contenuto, che ad esempio produce la collocazione delle certificazioni in questo elenco e non fra i documenti o atti ufficiali, categoria per altro fragile, come si è detto, anche nell’altro elenco.

 

Il “quadro di riferimento” rimanda per la trattazione teorica di queste tipologie a Kirsch, I.S., Mosethal, P.B., “Understanding Documents. A monthly Column”, Journal f Reading, Newark, International Reading Association, 1989-91.

 

In un contesto valutativo, seppure svincolato per scelta dalle pratiche scolastiche, la presenza di questi testi suscita inevitabilmente qualche perplessità. Le strategie linguistico-cognitive che queste modalità comunicative implicano e richiedono, spesso intrecciandosi con quelle relative ai testi lineari e continui, sono infatti assai varie e non sempre ancora opportunamente studiate teoricamente, né, soprattutto, insegnate e apprese esplicitamente. 
Sicuramente ciò avviene non con la stessa sistematicità nelle istituzioni scolastiche dei diversi paesi: in Italia, nonostante tutto, è ancora possibile arrivare alla tesi di laurea senza che nessuno abbia insegnato allo studente a leggere (e a produrre) un grafico, una tabella, una mappa, anche se molti l’hanno richiesto (o preteso) senza, forse, saperlo realmente fare. E non sarà forse superfluo osservare come i testi non continui abbiano inciso ad esempio per il 32% nell’indagine 2000.
La stessa ripartizione fra le tipologie testuali più usuali non può che rispettare solo in parte le tradizioni didattiche dei singoli paesi: in Italia, ad esempio, l’incidenza dei testi informativi (pur includendo fra questi i testi scolastici) nelle attività organizzate di apprendimento esplicito è certamente inferiore al 36% che gli assegna il progetto PISA.

 

Si noti infine che risultano totalmente assenti i testi poetici, certamente presenti nelle rispettive tradizioni scolastiche, ma difficilmente riconducibili a modalità di verifica comuni a esperienze culturali e linguistiche diverse.

 

Approfondimenti.

Una dettagliata esposizione delle scelte del progetto OCSE-PISA (2000) è contenuta nel Rapporto Nazionale a cura di Emma Nardi, di cui in particolare la parte 2. Gli strumenti per la rilevazione della comprensione della lettura (pdf)   http://www.pisa.oecd.org/dataoecd/31/47/33685136.pdf   affronta gli argomenti qui sinteticamente introdotti   

Per una trattazione delle tipologie testuali anche in prospettiva didattica, si veda Lavino (1990); una interessante e utile trattazione delle diverse modalità di classificazione delle “forme e dei generi” testuali nell’ottica della scrittura e della didattica della scrittura è invece Della Casa (2003).

Qualche ulteriore  considerazione può nascere dalla consultazione di questi due materiali:

4 ‘Tipi testuali e competenze di lettura’ , dal modulo 3. Lettura del Corso di Didattica delle Lingua Italiana on-line di Rosaria Solarino (Università Virtuale  SSIS Veneto) http://www.univirtual.it/corsi/fino2001_I/solarino/default.htm

4 I tipi di testo da www.corsodiscrittura.com di un’ agenzia specializzata nella scrittura di testi per agenzie pubblicitarie, imprese, enti, concessionarie di pubblicità.   http://www.corsodiscrittura.com/i-tipi-di-testo.htm/

 

Questi sono i dati e rappresentazioni grafiche delle percentuali di incidenza delle diverse tipologie testuali.

 

Riflessione individuale o scambio di opinioni  Anche sull’impiego delle diverse tipologie testuali, confrontate le scelte dell’indagine con le scelte solitamente compiute nella vostra progettazione didattica.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

2.7. Il tipo di domande: preformulate o aperte?

 

Le domande previste dalle prove Pisa sono sostanzialmente di tre tipi:

a.      scelta fra risposte preformulate

a1.                      scelta multipla semplice (l’allievo compie una scelta fra quelle date)

a2.                      scelta multipla complessa (l’allievo compie più scelte fra quelle date);

 

b.      risposte non preformulate, a risposta aperta univoca (l’allievo può formulare una sola risposta accettabile);

 

c.      risposta non preformulata, a risposta aperta articolata (l’allievo può formulare più soluzioni possibili, comunque definite entro i confini posti dal testo).

 

Se, ad esempio il testo su cui verificare la comprensione fossero le 531 battute che compongono il precedente paragrafo, i tre tipi di domande possono essere così esemplificati:

a.      scelta fra risposte preformulate

a1.  scelta multipla semplice

Quanti sono i tipi di domande nelle prove Pisa?

q due

q tre

q quattro

q non si sa

a2.  scelta multipla complessa

Quali di queste informazioni sono realmente fornite dal testo:

a)     Le domande previste dalle prove Pisa sono di quattro tipi

b)     L’indagine Pisa prevede solo risposte a scelta multipla

c)     Le prove Pisa includono risposte aperte con un’unica risposta possibile

d)     Le risposte non preformulate hanno sempre più di una risposta possibile

e)     ecc.

 

b.      risposte non preformulate ma a risposta univoca

Quanti sono i tipi di domande nelle prove Pisa?

 

Nelle prove Pisa le risposte sono sempre preformulate?

 

c.      risposta non preformulata e aperta a più soluzioni possibili (ma comunque definite entro i confini posti dal testo)

In che cosa si differenziano le diverse tipologie di domande delle prove Pisa?

 

La ricerca PISA, a differenza del Sistema Nazionale di Valutazione INVALSI, che si è avvalso nei rilevamenti a tappeto delle “conoscenze e abilità” di soli item a scelta multipla semplice fra risposte preforulate, adotta quindi un sistema misto, che prevede l’impiego di domande sia predeterminate che aperte, dosandole in modo adeguati.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella tabella, tratta da OCSE/PISA (2004), e nel relativo grafico è rappresentata la distribuzione fra le diverse tipologie di domande (tipo di item) rispetto ai diversi aspetti del processo di lettura prima enunciati.

 

 

% di quesiti a scelta multipla semplice

% di quesiti a scelta multipla complessa

% di quesiti a risposta aperta univoca

% di quesiti a risposta aperta articolata

Totale

Individuare informazioni

8

2

6

13

29

Interpretare il testo

32

2

2

13

49

Riflettere e valutare

2

2

0

18

22

Totale*

42

6

9

44

100

 

 

Commento e confronto di opinioni.  In allegato trovate alcune affermazioni a commento relativi dei dati relativi ai tipi di quesiti e alcuni spunti di riflessione. In che misura li condividete?

 

 

 

Approfondimenti

Il dibattito sulle tipologie di domande da utilizzare nelle prove di comprensione è oggi di estremo interesse e riguarda ad esempio la necessità di conciliare una certa complessità delle domande, per evitare di ridurre ogni prova di comprensione a metodologie ripetitive e rigide, con l’applicazione a grandi numeri di prove e a tempi e procedure di verifica standardizzati.

Si segnalano due direzioni di ricerca, che affrontano tematiche apparentemente divergenti e comunque connesse a problematiche quanto mai attuali:

- una certa inversione di tendenza anche nei sistemi scolastici tradizionalmente fedeli alla scelta multipla, verso l’utilizzo di prove solo parzialmente strutturate [cfr. Agrusti (2005)]

- la possibilità di utilizzare prove strutturate con risposte predeterminate a scelta multipla anche per verificare aspetti e componenti complessi della lettura, comprensione e analisi dei testi [cfr. Nardi (2005)]

In Ambel (2006) è invece reperibile una grigliatura dei possibili incroci fra livelli di comprensione e tipologie di domande, applicata a prove di ingresso per la scuola elementare e media.

 

 

2.8. Livelli e Profili di competenza a confronto

 

La formulazione delle prove di comprensione dell’indagine OCSE/PISA si inquadra nella più generale metodologia del “profilo di competenze”, come criterio per descrivere, valutare e certificare i livelli di padronanza e utilizzo di conoscenze, abilità, atteggiamenti, capacità in determinati contesti  e campi di sapere, di esperienza e di lavoro.

In ambito linguistico il già citato Quadro comune europeo esplicita una serie di  articolati per livelli corredati dall’esplicitazione dei relativi descrittori.

 

In una prospettiva analoga, l’indagine PISA delinea, per ciascuna delle tre grandi aree  di competenza, una descrizione del livello di padronanza articolata in cinque livelli e corredata dal riferimento a possibili e relativi compiti da realizzare sulle due tipologie generali di testi. Ne emerge una interessante mappatura dei livelli di competenza di lettura, che ancora una volta può servire come riferimento di carattere generale e strategico.

 

 

Livello 1 da 335 a 407 punti

Individuare  informazioni

Interpretare il testo

Riflettere e valutare

Localizzare, sulla base di un singolo criterio, una o più informazioni indipendenti formulate in modo esplicito, con poche o senza informazioni

che possono essere confuse

con quelle richieste.

Riconoscere l’idea principale o lo

scopo dell’autore, in un testo riguardante un argomento fami-liare in casi in cui le informazioni richieste sono in evidenza.

 

Stabilire una semplice connessione tra informazioni presenti nel testo e nozioni comuni della vita quotidiana.

 

Testi continui: Utilizzare la ridondanza testuale, i titoli o le convenzioni grafiche per formarsi un’opinione riguardo all’idea principale di un testo, o per localizzare informazioni formulate in modo esplicito in un punto circoscritto del testo.

Testi non continui: Concentrarsi su singole informazioni slegate, solitamente raccolte in un’unica rappresentazione grafica, quale una mappa semplice o in un grafico a linee o a barre, che presenta poche informazioni in modo diretto e nel quale il testo scritto si riduce a poche parole o frasi.

 

 

Livello 2  da 408 a 480 punti

Individuare  informazioni

Interpretare il testo

Riflettere e valutare

Localizzare una o più informazioni, ciascuna delle quali può dover soddisfare molteplici criteri. Gestire informazioni che possono essere confuse con quelle richieste.

.

 

Identificare l’idea principale di un

testo, comprendere relazioni, creare o applicare semplici categorie oppure interpretare il significato di una porzione limitata di testo nei casi in cui le informazioni non sono in evidenza e vengono richieste inferenze poco complesse

Stabilire paragoni o connessioni

tra il testo e conoscenze extra-testuali oppure spiegare un aspetto del testo attingendo dalla propria esperienza e dalle proprie opinioni personali.

Testi continui. Seguire connessioni linguistiche o tematiche all’interno di un unico capoverso, allo scopo di localizzare o interpretare informazioni, oppure sintetizzare informazioni da diversi testi o porzioni di testo, allo scopo di inferire lo scopo dell’autore.

Testi non continui. Dimostrare di afferrare la struttura sottesa ad una rappresentazione grafica, quale un semplice diagramma ad albero o una tabella, oppure integrare due informazioni di un grafico o di una tabella.

 

Livello 3  da 481 a 552 punti

Individuare  informazioni

Interpretare il testo

Riflettere e valutare

Localizzare e, in alcuni casi, riconoscere la relazione tra singole informazioni, ciascuna delle quali può dover soddisfare molteplici criteri.

Gestire informazioni messe in rilievo che possono essere confuse con quelle richieste.

 

Integrare diverse parti di un testo

al fine di identificarne l’idea principale, di comprendere una relazione o di interpretare il significato di una parola o di una frase.

Confrontare, contrapporre o classificare tenendo conto di molteplici criteri. 

Stabilire connessioni o paragoni,

fornire spiegazioni su un aspetto

di un testo o valutarlo. Dimostrare una comprensione dettagliata di un testo mettendolo in relazione a nozioni familiari o della vita quotidiana, oppure attingendo a nozioni meno comuni.

Testi continui. Utilizzare, laddove siano presenti, strutture testuali convenzionali e seguire connessioni logiche esplicite ed implicite (quali relazioni di tipo causa-effetto) lungo più proposizioni o capoversi al fine di localizzare, interpretare o valutare informazioni.

Testi non continui. Esaminare una rappresentazione grafica alla luce di un’altra rappresentazione o di un altro documento, magari presentato in forma differente, oppure integrare diverse informazioni singole – di carattere spaziale, verbale o numerico – in un grafico o in una mappa al fine di trarre conclusioni sull’insieme delle informazioni

rappresentate.

 

Livello 4  da 553 a 625 punti

Individuare  informazioni

Interpretare il testo

Riflettere e valutare

Localizzare, ed eventualmente ordinare o integrare, più informazioni non immediatamente evidenti, ciascuna delle quali può dover soddisfare molteplici criteri, all’interno di un testo il cui contesto o la cui forma non sono familiari. Inferire quali, fra le informazioni del testo, sono pertinenti rispetto al compito da svolgere.

 

Utilizzare inferenze complesse basate sul testo per comprendere e applicare categorie a un testo di

argomento non familiare e per interpretare il significato di una porzione del testo tenendo conto del testo nel suo insieme. Saper affrontare ambiguità, idee contrarie alle aspettative e concetti espressi in forma negativa.

 

Servirsi di nozioni di carattere formale o di cultura generale per formulare ipotesi su un testo o per valutarlo criticamente. Dimostrare di comprendere in modo accurato testi lunghi o complessi.

Testi continui. Seguire collegamenti linguistici o tematici lungo più capoversi, spesso in assenza di indicatori del discorso, allo scopo di localizzare, interpretare o valutare informazioni non immediatamente evidenti oppure per inferire il significato di carattere psicologico o astratto.

Testi non continui. Scorrere un testo lungo e dettagliato al fine di individuare informazioni pertinenti, spesso in mancanza di un‘organizzazione grafica (etichette, formattazione particolare ecc.) per localizzare più informazioni da confrontare o integrare.

 

 

Livello 5  più di 625 punti

Individuare  informazioni

Interpretare il testo

Riflettere e valutare

Localizzare, ed eventualmente ordinare o integrare, più informazioni non immediatamente evidenti, alcune delle quali possono trovarsi al di fuori del corpo principale del testo. Inferire quali, fra le informazioni del testo, siano pertinenti rispetto al compito, discriminandole tra più informazioni plausibili.

 

Cogliere il significato di sfumature

del linguaggio o dimostrare una

piena ed approfondita comprensione del testo.

 

Valutare criticamente e formulare

ipotesi basandosi su conoscenze

di carattere specialistico. Saper affrontare concetti contrari alle

aspettative e basarsi su una conoscenza approfondita di testi lunghi o complessi.

 

Testi continui. Trattare testi la cui struttura non è ovvia o chiaramente indicata al fine di discernere la relazione tra specifiche porzioni di testo e il suo argomento o scopo implicito.

Testi non continui. Identificare la struttura che lega fra loro molte informazioni presenti all’interno di una rappresentazione grafica – che può essere ampia e complessa – facendo riferimento, in alcuni casi, anche a informazioni che si trovano al di fuori della rappresentazione stessa. Il lettore deve essere in grado di comprendere da solo che, per comprendere pienamente una determinata porzione del testo, è necessario far riferimento a un’altra parte dello stesso documento, per esempio una nota a piè di pagina.

 

Da OCSE/PISA (2004), pagg. 128-9

 

 

 

Riflessione individuale o scambio di opinioni  Questo è il passaggio più delicato del rapporto fra metodologia dell’indagine e progettazione curricolare: in che misura questi profili di uscita devono o dovrebbero interessare la definizione delle finalità formative dei sistemi educativi o programmazione didattica delle singole scuole?

È una questione solo apparentemente semplice e scontata: come si concilia, infatti, l’autonomia delle scuole e dei singoli sistemi educativi con “profili” determinati in contesti lontani dalle singole realtà e di cui non sono sempre evidenti le procedure di legittimazione e validazione?

D’altro canto, questa concezione della lettura e della comprensione offre interessanti e qualificati stimoli alla progettazione educativa (cosa per altro non sempre certa nelle valutazioni di sistema).

 

 

 

2.9. La formulazione e la difficoltà dei singoli quesiti

 

Il rapporto fra queste formulazioni di carattere generale e la natura specifica dei quesiti proposti nelle singole prove (alcuni esempi sono forniti nel percorso 2) è il risultato di  una complessa progettazione e gestione dei singoli item, secondo un modello che prevede l’esplicitazione dell’abilità specifica da esercitare, relativa a una delle aree di competenza su una delle tipologie testuali previste.

Ad esempio

 

 

 

 

 

 

Esempi tratti dalla mappa dei quesiti

 

Individuare informazioni

Interpretare il testo

Riflettere e valutare

Testi continui

Testi non continui

705: ELABORARE IPOTESI riguardo a un fenomeno inatteso utilizzando conoscenze esterne al testo, oltre che tutte le informazioni rilevanti contenute in una TABELLA COMPLESSA

riguardante un argomento relativamente poco familiare

 

 

 

 

 

600: ELABORARE IPOTESI riguardo a una scelta dell’autore, mettendo in relazione i dati di un grafico con il tema principale che si desume da RAPPRESENTAZIONI GRAFICHE MOLTEPLICI.

 

 

 

 

 

581: COMPARARE E VALUTARE lo stile di due LETTERE aperte.

 

 

 

 

 

567: VALUTARE il finale di un LUNGO TESTO NARRATIVO in rapporto alla trama

 

 

 

 

 

447: INTERPRETARE le informazioni fornite

in un singolo capoverso allo scopo di comprendere

l’ambientazione di un TESTO NARRATIVO.

 

 

 

 

 

445: Distinguere fra variabili e CARATTERISTICHE

STRUTTURALI in un DIAGRAMMA AD ALBERO.

 

 

 

 

 

397: Dedurre l’IDEA PRINCIPALE di un semplice

DIAGRAMMA A BARRE a partire dal titolo.

 

 

 

 

 

392: LOCALIZZARE una singola informazione

espressa in modo letterale in un TESTO dotato

di una chiara struttura testuale.

 

 

 

 

 

356: RICONOSCERE L’ARGOMENTO di un articolo

dotato di un sottotitolo chiaro e di una considerevole

quantità di informazioni ridondanti.

 

 

 

 

 

 

Accanto a ciascun quesito compare un numero che ne rappresenta un indice di difficoltà rapportabile alle scale quantitative che definiscono i parametri numerici di ciascun livello. Non si tratta però di una corrispondenza diretta. Se ad esempio un quesito ha un indice 567 (che rientra come punteggio nel 4° livello) significa che i “quindicenni” che hanno raggiunto un punteggio complessivo di 567 avranno circa il 62% di possibilità di rispondere esattamente a quel quesito, mentre dovrebbero aver risposto più agevolmente ai quesiti con un indice inferiore.

 

Si tratta quindi di procedure di una certa complessità i cui risultati non possono essere ridotti a quei pochi dati sfruttati strumentalmente dalla gran cassa mediatica, solitamente a supporto di tesi già preconfezionate. Per avere un riscontro utile dei risultati dell’indagine è bene affidarsi ad una lettura attenta e critica della documentazione ufficiale. L’apprendimento degli allievi e la fatica che allievi e insegnanti fanno per perseguirlo è una faccenda troppo seria perché ci si accontenti di qualche  numero dato più o meno a caso.

 

Approfondimenti Un esempio di mappatura dei quesiti è a pag. 125-6 del report OCSE/PISA (2004)

 

Un altro interessante strumento di approssimazione ai criteri di formulazione dei singoli quesiti o compiti specifici di lettura è fornito da Nardi (2003), pag 138, con questa tabella che esemplifica il rapporto fra grandi aree di competenza, operazioni mentali sottese ed esempi di prestazione corrispondente.

Le oscillazioni terminologiche rispetto alle pagine precedenti sono anche dovute al fatto che questa documentazione risale alla prima indagine PISA, quella che tra l’altro ha affrontato in modo diretto la comprensione testuale.

 

OBIETTIVO

OPERAZIONI MENTALI

ESEMPI

Localizzare l’informazione

estrarre dal testo l’informazione, semplice o complessa, necessaria

Individuare su un orario fer­ roviarlo l’ora dl partenza di un treno

Comprendere globalmente il testo

cogliere le caratteristiche generali dl un testo ed i suoi scopi comunicativi

Individuare I ‘obiettivo e i destinatari di una pagina di un ­sito internet

Sviluppare un’interpretazione

individuare la struttura logica del testo e mettere in atto inferenze per ricostruirne elementi impliciti

Capire l’intenzione dell’autore del testo

Riflettere sul testo e rispondervi

confrontare le conoscenze contenute nel testo con conoscenze diverse che il lettore deriva da altre fonti per esprimere il suo punto di vista personale

Valutare se le informazioni lette sono pertinenti oppure no

Riflettere sul testo e rispondervi

Individuare le intenzioni dell’autore e valutare la stia efficacia espositiva

Capire se il testo è utile per uno scopo determinato