
Sono austero, si può anche
tranquillamente dire vecchio, ma finalmente saggio.
E tutti mi ascoltano. Si sono
disposti a semicerchio e ci sono tutti, di età diverse, in ascolto. Alcuni
(maestri pedanti) sembrano voler intervenire, contraddire, discutere, ma
rinunceranno: l’autorevolezza del testo e della lettura li dissuade.
Io sto al centro, leggo,
ammaestro.
Fanciulli portano pile di altri
libri. Ci vorrà altro tempo, ci vorranno altre letture, ma so che non si
stancheranno di ascoltare perché sta in queste parole il senso delle cose da
dire. E da fare.
…
Un tempo, almeno, la consolazione
di essere diventati vecchi era che ti stavano ad ascoltare con deferenza.
Forse. Certo se avevi l’autorevolezza di un portamento austero, le credenziali
di una vita dedicata allo studio e alla conoscenza, estranea al richiamo dei
beni terreni, se quasi emanavi un vago sentore di santità. Questo nei dipinti,
ovviamente…
E poi… fa solo in parte al caso
mio. Meglio non invecchiare!