Appendice 3
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Domini nel Common European Frameweork |
Situazioni nell’Assessment Framework di OCSE/PISA |
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Ogni atto linguistico si inserisce
nel contesto di una precisa situazione all’interno di uno dei domini
(sfere d’azione e di interesse) della vita sociale. La scelta dei domini nei
quali gli apprendimenti devono essere preparati a
operare è determinata per la selezione di situazioni, scopi, compiti, temi e
testi dei materiali e delle attività di insegnamento e di valutazione. Il numero dei possibili domini è indeterminato, dal momento che ogni sfera d’azione e area di interesse
può costituire un dominio a cui fa riferimento un panicolare utente o un
corso d’istruzione. Per gli scopi generali dell’apprendimento e dell’insegnamento linguistico
può essere utile distinguere quattro grandi domini: |
La
definizione di situazione è stata presa in prestito da uno studio sull’uso
della lingua effettuato dal Consiglio d’Europa (2001). Rispetto alla
situazione, dunque, sono state individuate quattro variabili: lettura a uso privato, lettura a uso pubblico, lettura a fini professionali e lettura a fini scolastici. […] nell’ambito della valutazione OCSE/PISA, la dimensione della
situazione può essere considerata come una classificazione dei testi fondata
sul tipo di uso per il quale sono stati scritti, sulle relazioni con altre
persone implicitamente o esplicitamente legate al testo e sul contenuto
generale. I quattro
tipi di situazione tratti dallo studio sul linguaggio effettuato dal Consigliod’Europa (2001)
possono essere schematizzati come segue: |
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il dominio
personale, in cui l’individuo vive
come soggetto privato, è centrato sulla vita domestica con la famiglia e gli
amici ed è impegnato in pratiche individuali quali leggere per il proprio
piacere, tenere un diario personale, dedicarsi a un particolare interesse o a
un hobby ecc. |
Lettura
a uso privato (personale). Questo tipo
di lettura avviene per soddisfare i propri interessi personali, di ordine sia pratico sia conoscitivo. Tale categoria
comprende anche le letture fatte al fine di mantenere o sviluppare relazioni
personali con altre persone. Tra i contenuti caratteristici figurano le lettere personali, le opere narrative, le biografie e i testi
informativi letti per curiosità, nell’ambito di attività di svago. |
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il dominio pubblico, in cui l’individuo agisce come membro della società o
di qualche organizzazione ed è impegnato in transazioni di vario tipo con
scopi diversi |
Letture
a uso pubblico. Questo tipo di lettura è
praticato per partecipare ad attività della più ampia sfera sociale e
pubblica. Tale categoria comprende la lettura di documenti ufficiali così come quella di informazioni
che riguardano eventi pubblici. Normalmente questi compiti sono legati a contatti più o meno anonimi con altri. |
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il dominio professionale, in cui l’individuo è impegnato nel lavoro o nella
professione |
Lettura
a fini professionali. Anche se non sono molti i quindicenni impegnati a
livello professionale, è importante valutare in che misura essi siano preparati a entrare nel mondo del lavoro giacché, nella maggior parte dei
Paesi, più della metà di loro entrerà a far parte della popolazione attiva
nell’arco di un paio d’anni. Esempi tipici di questo tipo di compiti sono
quelli cui si fa normalmente riferimento con l’espressione “letture per
agire” (Sticht, 1975; Stiggins,
1982), in quanto sono legati all’esecuzione di una qualche operazione concreta. |
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il dominio educativo, in cui l’individuo è impegnato in attività di apprendimento
organizzato, soprattutto (ma non esclusivamente) in un’istituzione educativa. |
Lettura
a fini scolastici. Questo tipo di lettura, che ha per scopo l’acquisizione di informazioni, si inscrive generalmente nel più ampio
ambito dei compiti di apprendimento. Per lo più, si tratta di letture che non sono
scelte spontaneamente dal lettore, ma che sono assegnate da un insegnante e
il loro contenuto è generalmente concepito allo scopo di insegnare qualcosa. Si fa spesso
riferimento a questo tipo di compiti con l’espressione “letture per
apprendere” (Sticht, 1975; Stiggins,
1982). |
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Cfr.
AA.VV.(2002), Quadro
comune europeo di riferimento per le lingue, ed it.
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Cfr. OCSE/PISA (2004) |