|
Tetto del 30% di stranieri per
classe a Bolzano
La notizia è di quelle che
stupiscono e allarmano. Il fatto, poi, che la scelta sia
stata fatta da una giunta di centrosinistra, con il
consenso pressoché unanime di tutti, stranieri compresi,
e che appaia come una risposta democratica alla proposta
leghista delle classi differenziali, invece di
rassicurare, turba ancora di più!
Il fatto è questo: la Povincia
di Bolzano ha stabilito un tetto massimo del 30% di
alunni stranieri per classe, nell'interesse, pare, di tutti:
italiani e stranieri.
Già la cosa in sé appare preoccupante.
Molto preoccupante. Alcune motivazioni della legge, poi,
sono francamente
imbarazzanti: "Il 70% degli alunni dovrà essere locale:
italiani, tedeschi o ladini. Se gli stranieri fossero di
più, saremmo noi a dover essere integrati"; e a poco
valgono le rassicurazioni sul fatto che gli
amministratori di Bolzano non nutrano intenzioni
razziste: " Sia ben chiaro, non è una decisione per
salvaguardare la razza. Anzi, nasce dalla lunga
esperienza sull’integrazione tra italiani e tedeschi" (Luis
Durnwalder, Presidente della Giunta della Provincia
Autonoma di Bolzano).
Così come non appare
consolante che le comunità di stranieri avessero
chiesto di adottare soluzioni simili già da tempo o che,
peggio, il Presidente della consulta per gli immigrati
della provincia di Bolzano abbia da tempo iscritto i
suoi figli alla scuola tedesca per garantire loro un
contesto educativo di qualità.
Ciò che lascia perplessi è che
ancora una volta si adottano soluzioni con parametri
inadeguati: il "tetto" di stranieri
per classe è un dato insufficiente perchè considera una
sola modalità organizzativa della scuola, la classe, per
rispondere a esigenze nuove.
Si lascino gli allievi dove
sono e dove li hanno portati a vivere le politiche economiche
ed occupazionali e non certo la volontà dei loro
genitori. E si diano alle scuole risorse e strumenti
per affrontare in modo adeguato la loro educazione linguistica e
culturale.
Altrimenti, quello che non si
capisce, è perché non estendere l'applicazione del tetto
massimo a livelli misurabili di Q.I. Solo perchè
sembrerebbe un tantino più "razzista"?
Certo il problema è complesso
e le soluzioni non facili, ma questa, come tutte le
soluzioni che individua i "noi" e li separa dagli
"altri", appare inadeguata e inopportuna. Nessuno ha mai
pensato, negli anni sessanta, di proporre un tetto di
settentrionali nelle scuole di Torino e Milano.
O forse, qualcuno lo fece, ma
altri ebbero il buon gusto di fargli cambiare idea. |