Cronaca

 

Ansia per i turisti: 5 mila europei dispersi, 700 sono italiani
Indonesia: secondo un ambasciatore "verso 400.000 vittime"
Asia, una ecatombe senza fine
oltre 125 mila vittime accertare

 

 

ROMA - A quattro giorni dal terremoto e dalla catena di maremoti che hanno sconvolto il sud-est asiatico, il bilancio si fa sempre più apocalittico e rischia di aggravarsi: sono ormai più di 125 mila morti ma il loro numero potrebbe salire a 400 mila per la sola Indonesia, secondo quanto riferito dall'ambasciatore in Malaysia. Per i turisti, inoltre, l'allarme cresce: gli italiani dispersi sono circa 700 e il numero complessivo degli europei di cui non si hanno notizie è di circa 5 mila.

Dalla Thailandia oggi è arrivata la notizia che gli stranieri rimasti uccisi nei suoi paradisi di vacanze sarebbero 2.230. E il pessimismo è confermato da Stoccolma, dove il governo ha ammesso che i 1.000 svedesi dati per dispersi sono probabilmente tutti morti.

Si ingrossa anche l'esercito degli sfollati, giunto a almeno 5 milioni. In tutto il mondo continua la gara di solidarietà ma gli aiuti, che cominciano a giungere a destinazione, sono distribuiti con difficoltà.

Ecco un quadro con la situazione aggiornata paese per paese.

INDONESIA - Nel paese più colpito dalla catastrofe ed epicentro del sisma, il numero dei morti è praticamente raddoppiato nelle ultime 24 ore: dai 45 mila di ieri, oggi si è passati a 80 mila. L'ambasciatore di Giakarta in Malaysia, H. Rusdihardjo, ha detto di temere che si arrivi a 400 mila per la sola Indonesia.

Per la sua prossimità all'epicentro, la zona più devastata è la provincia di Aceh, sull'isola di Sumatra. Nella sola città di Meulaboh, a 150 chilometri dall'epicentro, si teme che 40 mila dei 120 mila abitanti siano morti. Due forti scosse di assestamento oggi hanno seminato altro panico tra la popolazione.

 

SRI LANKA - Nell'isola-stato il numero delle vittime ha raggiunto i 29 mila, i feriti sono oltre 12 mila e i dispersi 5 mila. La forza dello tsunami ha raso al suolo 76 mila case. Qui sono morti un centinaio di turisti e altri 60 risultano dispersi. La presidente Chandrika Kumatatunga ha visitato alcune delle zone disastrate ed ha detto che la lista delle vittime si allungherà. Unico risvolto positivo: le devastazioni del maremoto hanno allontanato il pericolo di una ripresa delle ostilità tra forze governative e ribelli Tamil.

INDIA - Il bilancio è di 12.500 morti, metà dei quali nelle remote Andamane e Nicobare, isole di rara bellezza, ora sfigurate dal maremoto. Migliaia i morti anche nello stato meridionale del Tamil Nadu. Oggi è stato segnalato il possibile arrivo di una nuova onda assassina e migliaia di persone in preda al panico sono fuggite dalle località costiere. L'allarme poi è rientrato.

THAILANDIA - E' il paese dove il numero dei turisti morti potrebbe risultare più alto. Il totale è oggi salito a 4.500 e più di 2 mila, secondo le autorità delle province meridionali, sono stranieri. Nella sola Khao Lak il maremoto ha raso al suolo diversi alberghi. Nonostante il pericolo di nuovi maremoti, alcuni turisti sono tornati a Patong Beach, dove 72 ore prima c'erano decine di morti. In altre località turistiche come Phuket ci sono bambini non riescono più a trovare i genitori e le loro foto sono state collocate su Internet. Le autorità dicono che non servono più squadre di soccorso ma esperti in grado di identificare i cadaveri.

MALDIVE - Nell'arcipelago sono morte 75 persone. Dodicimila abitanti sono rimasti senza casa e le infrastrutture di 13 delle 202 isole sono state distrutte. La situazione va lentamente migliorando ma nella capitale Male alcuni quartieri sono ancora allagati. L'areoporto è agibile e molti turisti, tra cui anche diversi italiani, non appena possono imbarcarsi su un aereo rientrano a casa. I turisti dispersi sono diverse decine.

MALAYSIA - Anche se il paese è piuttosto vicino all'epicentro, gran parte della sua costa è stata risparmiata dalle devastazioni. Qui ci sono stati 66 morti ma il loro numero è destinato comunque a aumentare. Secondo varie testimonianze, comunque, molte persone sono state risucchiate in mare dallo tsunami, dalle spiagge dell'isola settentrionale di Penang.

MYANMAR - Il bilancio finora disponibile è di una novantina di morti ma le autorità militari del paese non lasciano filtrare che scarne informazioni: solo una trentina sono confermati ufficialmente. Il paese sembra riluttante anche ad accettare aiuti. Secondo alcuni osservatori, il maremoto potrebbe essere la causa di un isolamento internazionale ulteriormente accentuato.

SOMALIA - E' il paese africano più colpito, con almeno 132 morti, quasi tutti pescatori che si trovavano in mare al momento dell'arrivo dell'onda killer. Diversi pescatori sono ancora dispersi. Gli sfollati sono almeno 50 mila e un team dell'Onu sta visitando il paese per valutare le necessità più immediate.

BANGLADESH, KENYA E TANZANIA - Sono i paesi toccati più marginalmente dall'evento sismico.

 

(Da repubblica 30 dicembre 2004)