Una piccola comunità ha capito i segni
dell'imminente tsunami
e si è rifugiata in collina. "Con noi il mare è sempre
stato buono"
Thailandia, i pescatori nomadi
salvati dalla saggezza dei vecchi
"Gli anziani ci hanno detto che quando l'acqua si ritira
torna rapidamente e nella stessa quantità"
BANGKOK - "I vecchi ci hanno detto che quando
l'acqua si ritira improvvisamente, torna rapidamente, e riappare nella stessa
quantità di quando è scomparsa". Così, affidandosi alla saggezza e al
legame con la natura dei membri più anziani della comunità, un intera tribù di
pescatori nomadi thailandesi si è salvata dallo tsunami che ha devastato il
sud-est asiatico e che probabilmente l'avrebbe cancellata per sempre dalla
faccia della Terra.
Domenica, mentre molti correvano verso l'imminente ondata per raccogliere i
pesci lasciati sulla sabbia dal recedere delle acque, i nomadi del mare di
Morgan fuggivano in direzione opposta, verso le colline dell'entroterra. Quando
lo tsunami è arrivato, spazzando via tutto quello che trovava lungo il suo
percorso, i 181 membri della comunità erano tutti in salvo e al sicuro in un
tempio buddista dove hanno atteso il passaggio della calamità.
La vicenda è stata raccontata da The Nation, un quotidiano in lingua
inglese di Bangkok. I nomadi del mare di Morgan hanno un legame profondo e
antico con il mare. Ogni anno, nella stagione dei monsoni, vivono in barca,
battendo le coste del mare di Andaman dall'India all'Indonesia. Nel periodo tra
aprile e dicembre si stabiliscono in capanne sulla spiaggia e vivono pescando
gamberetti.
Uno stile di vita che si mantiene immutato nei secoli e che ha salvato questa
piccola comunità dalla probabile distruzione. "Con noi il mare è stato
sempre gentile", ha dichiarato il capo villaggio Sarmao Kathalay.
"Non vuole fare male a nessuno, ma bisogna sapere quando trovarcisi in
mezzo, e quando no".
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(repubblica on line 2 gennaio 2005)