Cronache dalla Sicilia che si risveglia
Stromboli, 30
dicembre 2002.
Due frane in rapida successione --la prima alle 13,11 e l'altra, molto più
consistente, otto minuti dopo-- fanno seguito a una vigorosa ripresa
dell'attività esplosiva. Il peso dei materiali eruttati provoca il collasso di
un settore di circa 4 milioni di m3 (grosso modo il volume di un grattacielo di
60 piani) che arriva in mare e solleva un piccolo tsunami presumibilmente con
onde di 4-5 metri di altezza, ma che la popolazione percepisce come di 20. Il
maremoto arriva in meno di un'ora a Milazzo e a Ustica, dopo aver investito
anche i porti di Panarea e di Salina. Sei feriti e danni pronunciati alle
abitazioni e alle barche sono il bilancio di questa fase ancora non
definitivamente conclusa.
Come nel 1879, nel 1916 e nel 1919, come ancora nel 1944 e nel 1954, i
parossismi di Stromboli hanno causato limitati tsunami. Sono fenomeni piuttosto
frequenti anche per la storia degli uomini: le frane del fianco
nord-occidentale hanno addirittura creato la Sciara del Fuoco, quando si
originò --fra 5.000 e 10.000 anni fa-- a partire dall'enorme scivolamento del
precedente pendìo. Esiste poi una Sciara del Fuoco sottomarina che è più ampia
di quella subaerea: si prolunga sott'acqua fino a -700 metri dove si trova la
sua naturale area di accumulo (ampia oltre 35 kmq), come succede peraltro in
altri vulcani del mondo, le Hawaii e il Piton de la Fournaise. La storia di
Stromboli è fatta di enormi frane e onde da crollo, oltre che di fontane di
lava e nubi di gas.
Ogni 5-15 anni i fenomeni esplosivi parossistici e le frane che scatenano i
maremoti provocano danni a persone e cose di Stromboli. Normalmente --invece--
l'attività stromboliana procede per getti modesti di vapore acqueo (le nubi
sono bianche, segno di scarsissimo trasporto di ceneri, come invece avviene
nella vicina Vulcano) che scaraventano in aria piccoli frammenti incandescenti
originati dalle bolle di gas che arrivano alla sommità della colonna magmatica
ogni 20 minuti circa. Qualche volta le fontane di lava raggiungono i 1.000 m di
altezza e per questo --da sempre-- Stromboli è il faro del Mediterraneo,
conosciuto da greci e fenici, da romani e punici, come un amico: è cambiato
qualcosa negli ultimi anni, o sono gli uomini che non ricordano la storia ?
E' arduo fare previsioni
per Stromboli, difficile rassicurare i turisti dell'estate prossima ventura,
convincerli che la boa approntata dalla Protezione Civile di fronte alla Sciara
sia sufficiente a metterli in salvo. La boa "avverte" le onde anomale
prima che ci sia il riflusso verso terra ed è collegata a un allarme che deve
spingere tutti a portarsi oltre i 10 metri di quota sul livello del mare per
evitare problemi. Ma è complicato azzardare previsioni anche per i
"gorghi" di Panarea, poco più a sud-ovest: si tratta in sostanza
dello stesso sistema geologico in continuità lungo un "binario"
orientato NE-SW (per alcuni scienziati si tratta dello stesso corpo magmatico
profondo). I fenomeni di liberazione dei gas non sono certo nuovi, ma acquistano
una luce diversa se messi in relazione temporale con l'attività esplosiva di
Stromboli e con i terremoti che si sono liberati nel palermitano nel settembre
2002.
Eruzioni esplosive a Stromboli, degassamento sottomarino a Panarea e terremoti
a largo di Palermo sono fenomeni legati a un unica causa, lo scontro che
avviene nel basso Tirreno tra Africa e Europa, due delle maggiori placche
litosferiche del pianeta Terra. In realtà la collisione dura da milioni di
anni, ma i segnali che ci vengono dall'arco delle isole Eolie ci avvisano che
tutta la fascia siciliana si è riattivata, come molte volte è avvenuto in
passato e come certamente ancora avverrà in futuro.
Mario Tozzi