¢     Ci pensa la sottosegretaria

Da una nota comparsa su Repubblica del 21 marzo 2004

 

Il paese è distratto da molte preoccupazioni, ma trova il tempo di scoprire che, con la riforma Moratti, il tempo di insegnamento di inglese (una delle tre “I”, Do you remeber it?) viene dimezzato nella scuola media.

Non c’è problema. La sottosegretaria Valentina Aprea, dopo un disperato tentativo dell’on. Bondi di rifare dei calcoli non ideologici,  non smentisce,  ma rassicura:

 

« E' vero, ci sarà una diminuzione del monte ore annuale  compensata però da un aumento alle elementari: un'ora a settimana nella prima classe e due nelle successive quattro.»

 

La stessa sottosegretaria, che pure non si stanca di dispensare, com’è doveroso nel suo ruolo, fantasiose rassicurazioni a chi teme un’involuzione della scuola italiana per effetto della riforma, deve aver sospettato che potesse trattarsi di una scusa un po’ peregrina e allora ha aggiunto:

 

« Le scuole, nella loro autonomia didattica, possono utilizzare gli spazi dei laboratori per veicolare in una lingua comunitaria anche insegnamenti diversi da quelli linguistici. Inoltre ci sono altre misure di accompagnamento che, soprattutto in ambito domestico, possono consolidare l'uso e la conoscenza della lingua. »

 

Qui riconosciamo l’autenticità del pensiero pedagogico che alimenta la riforma (l’autonoma intesa come arte di affrontare l’impoverimento economico e culturale e la capacità di svilire questioni serie e complesse come la didattica disciplinare in lingua non nativa); ma soprattutto (da “inoltre” in poi…)  riconosciamo il pensiero del Presidente del Consiglio: il modo migliore per imparare l’inglese è senz’altro quello di avere una tata anglofona (attenzione alla pronuncia però, non è sempre perfetta!) o di guardare la televisione in lingua o di imbarcarsi con il padre su una nave da crociera dove egli si esibisca in una band multietnica, così si fa anche una “Unità didattica” di “Educazione alla Cittadinanza” e una di geografia; poi si torna e si dà il biglietto al tutor che lo mette nel Portfoio (alla voce “crediti” nautici).