¢     Tuttoscuola e i “nostalgici” di Confindustria

 

 

«Sull'onda  della  nostalgia  per  i  favolosi  "periti,  ragionieri  e geometri" che hanno costruito il "miracolo italiano"  nel  dopoguerra,  la Confindustria torna a chiedere  che il decreto  legislativo  di attuazione della riforma riguardante il secondo ciclo  offra  agli attuali istituti tecnici una sorta di  corsia  preferenziale  verso  i futuri licei tecnologico ed economico,  che  a  tal  fine  dovrebbero articolarsi in vari indirizzi, almeno una decina.»

Così Tuttoscuola-news n. 119.

 

Va giù pesante la News di Tuttoscuola n. 119 con Confindustria, rea di non credere alle magnifiche sorti progressive del doppio canale. La News se la prende con il “delegato per l’Education”, Silvio Fortuna, che auspica la costituzione, nello stesso edificio, di corsi triennali, corsi quadriennali, licei tecnologici  e corsi IFTS, tutti appartenenti alla stessa area. Se ne potrebbe utilmente discutere, ma ai seguaci della lectio autentica del doppio canale non basta: non si separa abbastanza.

 

«Quello che Fortuna sembra non comprendere, o non voler  ammettere  per deferenza verso l'idealtipo del "liceo", -spiega Tuttoscuola-  è  che  il  rilancio  della formazione tecnico-professionale a livello secondario passa attraverso percorsi triennali, quadriennali e postesecondari  del  canale professionale, e non attraverso  i  licei  tecnologici  ed  economici. Questi ultimi sono il naturale  esito  della  tendenza  alla licealizzazione che ha caratterizzato l'evoluzione  dell'istruzione tecnica negli ultimi trent'anni, ed è  impensabile che  essa  torni  a svolgere una funzione che si e' storicamente esaurita. Per questo  non convince la richiesta che il  liceo tecnologico e  quello economico vengano articolati in  indirizzi. Ne uscirebbero 10 o  piu' (chi frenerà la subarticolazione?)  percorsi  anfibi,  né  liceali  né professionali, dall'identità incerta,  un "tertium  genus". Non uscirebbero né buoni liceali né  buoni tecnici. »

 

Lasci perdere, dottor Fortuna!  Sappia, però, che noi al CIDI siamo d’accordo con la sua ipotesi di istituiti superiori che offrano opportunità diverse nell’ambito della stessa area culturale e di future prospettive professionali.                      

Magari se ne potrà riparlare dopo le prossime elezioni. Con calma e senza timore per gli anfibi.