Inserire definizioni e altri elementi esplicativi in incipit di romanzi 

 

Come se… 

L’uomo uscì di casa

 

potesse diventare……

 

Il mammifero bipede con una massa cerebrale superiore a quella degli altri animali andò fuori dall’edificio adibito ad abitazione privata, ovvero, nel senso psicologico, il luogo a lui caro, dove vive con la famiglia…

E.F.e E.S.

 

oppure…

 

Il mammifero bipede che si distingue dagli animali perché dotato di intelligenza e raziocinio si appropinquò fuori dall’abitazione costituita da fondamenta, mura e tetto…

A.P.

 

Esempio

 

 

 

Consigli all’(incauto) lettore: prenditi un po’ di tempo, fra un testo e l’altro…

Non si è fatto caso a che fossero anche facilmente digeribili: era altro il gioco… Se mai, mirabolanti e un po’ barocchi.

 

 

 

Da un’idea originale di C. Alvaro  4

 

Non è dotato di bellezza tale da suscitare emozioni psicofisiche ed estetiche lo stato di attività naturale di coloro che guidano al pascolo le greggi e che abitano nella regione montana dell’Aspromonte, durante la stagione  più fredda  dell’anno, che nell’emisfero boreale inizia intorno al 21 dicembre, quando i corsi d’acqua con forte pendenza e velocità pieni di sedimenti  procedono velocemente verso la distesa di acqua salata che copre la maggior parte del globo, e la superficie di terre emerse appare come se si stesse mantenendo e procedesse sulla superficie dell’acqua senza affondare.

E.F.

 

 

 

 

 

 

 

 

Da un’idea originale (insomma, originale…) di G.K. Gibran4

 

 

La magia dell’Amore

Stavo vivendo il diciottesimo anno dopo la mia nascita quando, con il suo fascio di luce dotato di poteri soprannaturali in virtù di incantesimi, il sentimento di trasporto vivo che lega due persone mi fece dischiudere gli organi della vista di forma sferica situati nelle orbite, e per la volta che precede tutte le altre passò vicino toccando appena la mia parte immateriale e immortale, sede dei sentimenti con le sue falangi con cui terminano gli arti superiori composte dall’insieme degli effetti di combustione dei corpi che si manifestano con la fiamma.

                                     G.G.

 

 

Erano passati diciotto anni dal momento della mia nascita quando, tramite la sua emissione di luce chiara e luminosa, un sentimento fisico, psichico, tale che talvolta porta all’irrazionalità, aprì la mia parte del corpo adibita alla vista, e per la prima volta toccò delicatamente la parte più interna e astratta di me, creduta da molte religioni immortale, con le sue dita di materiale distruttivo e

incandescente.

B.R.

 

 

Quando raggiunsi la maggior età, servendosi, con un meccanismo magico, del fascio luminoso proveniente generalmente dal sole, il sentimento particolare che provano due persone di sesso diverso quando si incontrano, a me spalancò gli organi della vista, e inizialmente mi passò vicino, delicatamente accanto alla parte astratta interiore di ogni essere vivente con le falangi degli arti superiori che sprigionano un calore insopportabile che può ridurre in cenere.

G.R. e L.A

 

Lievi varianti di stile e d’atmosfera

 

numerico

E se l’amore diventasse una questione matematica?

Possedevo 216 mesi, raggruppati in 18 anni, nel momento in cui, con il  segmento corrispondente alla distanza di un punto qualsiasi della circonferenza dell’amore dal suo centro, il cuore, secondo il teorema della magia originata da esseri emettenti luce propria e dotati di poteri magici, detti fate, la circonferenza stessa dell’amore stabilì un’ampiezza a piacere sul compasso dei miei bulbi oculari a forma di semicirconferenza, e per il soffitto concavo ed ovale divisibile solo per uno e per sé stesso si intersecò con l’insieme infinito di trasmissioni nervose a carattere elettrico passanti per il sistema nervoso umano, da alcuni chiamati pensieri/emozioni/sentimenti, impiegando allo scopo due segmenti ossei e dotati di articolazioni, detti falangi, esterni ma collegati alla circonferenza e apparentemente formati dal prodotto della combustione di diverse sostanze solide, per O2  e originante una massa gassosa.

                                                                                                                 I.M.

 

cronaca

Respiravo l’aria di questo mondo da ormai 6754 giorni quando, un cono di luce incantato detto amore e a detta di alcuni capace di scaldare il cuore delle persone, portandole all’attrazione verso un altro, inebriandone i sensi e riscaldandone l’animo, spalancò i miei bulbi oculari permettendomi di vederlo, toccando appena la mia essenza immortale che sopravvive anche dopo la morte con le falangi dei suoi arti superiori calde come il fuoco.

G.M.

 

 

bingo

Io possedevo un numero compreso tra diciassette e diciannove di un periodo lungo 365 giorni quando,  con una luce incantata, il sentimento profondo che si prova di fronte a un individuo mi spalancò gli organi della vista situati in cavità del cranio e adibiti a trasmettere immagini al cervello, e per la prima volta toccò la mia parte interna che nessuno vede né può toccare, adibita a racchiudere i sentimenti, con i suoi arti allungati di un elemento creato dalla combustione che genera calore.   

F.P.

 

 

fisico

Ero in possesso del numero naturale dell’età umana successore di diciassette, nel momento in cui mediante un’emissione o un’emanazione di luce da una fonte luminosa, dotato di poteri magici che gli appartengono, il sentimento rivolto a qualcosa o qualcuno a cui ci si sente legati da ragioni affettive mi disserrò l’organo della vista che trasforma gli stimoli in immagini. Per il primo momento in cui avviene, qualcosa toccò appena appena il principio vitale comune ad ogni essere vivente definito secondo la religione cristiana l’entità immortale, usando ciascuna delle formazioni articolate della mano e del piede dell’uomo paragonate ad uno sviluppo di calore e di luce sotto forma di fiamma per effetto della combustione.

C.C.

 

 

extradiegetico

L’individuo che scrive era nel suo diciottesimo anno di vita biologica di essere umano quando, con un sentimento che indica il prolungamento magico della seguente definizione, la sensazione psicofisica di attrazione verso l’altro sesso, gli spalancò le sue orbite o bulbi oculari da cui si vede e si guarda, e, per la prima volta, toccò impercettibilmente la sua coscienza interiore - indicante, in senso religioso, il profondo di ogni essere umano - con le parti mobili delle mani distinte ed articolate che si dividono in falange falangina e falangetta, terminanti nell’unghia,  infuocate o infiammate, ossia in corso od in via di combustione.

E.S.

 

 

 

 

 

 

 

 

Da un’idea originale (e già di per sé un po’ compilativa…) di A. Čechov 4

 

 

Erano passate otto ore dalla mezzanotte, era quindi il periodo di tempo della durata di sessanta minuti nel quale i militari graduati con una certa anzianità, i lavoratori impiegati nelle attività statali e le persone venute da un paese estraneo abitualmente, passata la parte del giorno non illuminata dalla luce solare e che aveva avuto una temperatura piuttosto elevata e oltretutto aveva reso difficile la respirazione, erano soliti effettuare delle immersioni parziali o totali nella vasta distesa di acqua salata che ricopre i due terzi della superficie totale terrestre ed in seguito si recavano all’edificio che con altri fa parte di un unico complesso per ingerire per via orale la bevanda che si ottiene mediante l’infusione dei chicchi della pianta del caffè tostati e macinati oppure la bevanda ricavata dall’infusione delle foglie tritate del tè che è di colore giallo o arancione, di sapore gradevole e leggermente eccitante.

D.T.

 

 

 

Era l’ottava delle ventiquattro parti del giorno solare, ovvero la parte nella quale coloro che sono rivestiti di pubbliche funzioni, anche temporanee, a servizio dello Stato, delle Province o dei Comuni, i magistrati, le autorità e gli impiegati e chi è di un altro paese di solito, dopo l’intervallo di tempo tra il tramonto e l’alba, con una temperatura superiore all’ordinaria e che non lascia respirare, immergevano il loro corpo nella massa delle acque salate che coprono la maggior parte della superficie del globo terrestre e in seguito andavano al riparo di stoffa simile a una grande tenda quadrata o tonda terminante generalmente a punta, per bere a piccoli sorsi aspirando leggermente la bevanda aromatica ricavata dall’arbusto sempreverde, della famiglia delle Rubiacee, originarie dell’Abissinia, oggi coltivato in tutti i paesi tropicali o la bevanda che si ottiene per infusione di foglie disseccate da un arbusto originario della Cina.  

E.D.B. e G.S.

 

 

IL COMBATTIMENTO AD ARMI PARI

Lo strumento misuratore del tempo indicava in maniera precisa che erano trascorse otto ore dal punto di mezzo fra il tramonto ed il sorgere del sole, il che vale come se si dicesse il momento in cui i personaggi che nelle forze armate hanno autorità di vario grado e ne portano le insegne, coloro i quali adempiono una mansione pubblica e i personaggi di provenienza straniera, in maniera consuetudinaria ed usuale, a seguito del trascorrere del tempo dal tramonto al sorgere del sole, periodo in cui la terra è coperta dalle tenebre, fervida in modo ardente e tale da impedire di respirare ed opprimere privando dell’aria, immergevano se stessi nella massa d’acqua salata che si distende per tre quarti della superficie del globo e che raggiunge grandi profondità. In un momento successivo a quanto sopra descritto portavano se stessi nella direzione della grande tenda di drappo che andava a terminare in una punta, al fine di prendere, aspirando a sorsi, una certa quantità di bevanda ricavata dalla decozione dei chicchi tostati dell’arbusto sempreverde proveniente dall’Arabia meridionale, oggi coltivata in tutto il mondo o dall’infusione delle foglie lasciate seccare e sminuzzate di quell’altra pianta diffusa in gran parte dell’Asia.

non firmato

 

 

 

 

 

 

Gli incipit originali

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Esempio di rielaborazione di incipit fasullo [prof]

 

 

L’uomo uscì di casa alle sette e trenta in punto. Si guardò attorno: era sera; si avviò verso la fermata dell’autobus facendosi largo nella nebbia, come se attraversarla gli comportasse realmente uno sforzo fisico. Sentiva freddo.

 

Entro la massa umida

L’essere vivente bipede e terrestre emerse dall’edificio privato, se di proprietà o in affitto non è dato sapere, nel quale viveva con i suoi familiari (più intimi), proprio nel momento in cui tutti gli apparecchi misuratori del tempo indicavano esattamente che erano trascorsi trenta minuti dopo la diciannovesima ora del giorno. Osservò attorno a sé: era la parte della giornata che segue il pomeriggio e precede la notte; iniziò a muovere se stesso nella direzione del luogo presso il quale i mezzi pubblici di trasporto urbano effettuano fermate obbligatorie o a richiesta, spartendo l’aere che lo circondava entro la massa umida e lattiginosa prodotta dal vapore acqueo che si alza dal suolo a causa di uno sbalzo di temperatura improvviso, come se fenderla implicasse nella realtà sensibile e materiale delle cose viventi un dispendio di energie e risorse di quelle che attengono alla dimensione organica, muscolare e tendinea dell’esistenza. Percepiva sulla propria epidermide una sensazione di abbassamento della temperatura corporea.

 

 

 

Due esempi del lavoro di preparazione e rielaborazione del testo

 

 

Avevo: possedevo

Diciotto anni: età della vita in cui si raggiunge la maturità e si viene considerati adulti

Quando: nel momento in cui

Con il suo raggio: grazie a ciascuna delle proprie  linee sottili lungo le quali la luce sembra propagarsi da un corpo luminoso.

Fatato: dotato di caratteristiche immaginarie e fantastiche.

Amore: sentimento di affetto vivo tra due persone di sesso diverso, il trasporto dell’animo verso una persona o una cosa: liberamente o con costrizione, istinto di conservazione comune anche agli animali. Mi aprì: mi disserrò.

Gli occhi: gli organi della vista, diversamente complessi e strutturati negli invertebrati e nei vertebrati costituito nell’uomo da una formazione sferoidale contenuta in ognuna delle cavità orbitarie del cranio.

E per la prima volta: nel turno che è al principio nell’ordine di tempo.

Sfiorò: passò accanto toccando leggermente di sfuggita.

La mia anima: il mio principio vitale, parte immateriale e immorale dell’uomo, per cui egli pensa, vuole e agisce concepita come sostanza distinta dal corpo.

Con le sue dita: con ciascuna delle parti terminali della mano e del piede, mobili e articolate in una serie di piccole ossa.

Di fuoco: dell’insieme degli effetti della combustione dei corpi che si manifestano con la fiamma.

 

 

 

 

 

Possedevo l’età della vita in cui si raggiunge la maturità e si viene considerati adulti nel momento in cui grazie a ciascuna delle proprie  linee sottili lungo le quali la luce sembra propagarsi da un corpo luminoso dotato di caratteristiche immaginarie e fantastiche, il sentimento di affetto vivo tra due persone di sesso diverso, il trasporto dell’animo verso una persona o una cosa: liberamente o con costrizione, istinto di conservazione comune anche agli animali mi disserrò gli organi della vista, diversamente complessi e strutturati negli invertebrati e nei vertebrati, costituito nell’uomo da una formazione sferoidale contenuta in ognuna delle cavità orbitarie del cranio nel turno che è al principio nell’ordine di tempo …

G.S. e S.V.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Avevo diciotto anni: avevo compiuto il diciottesimo anno di età, e avevo raggiunto la maturità sociale e politica.

Quando:  durante                                          Con il suo raggio: Ogni radiazione ondulatoria o corpuscolare che si propaga nello spazio ed emessa da una sorgente e che sembra propagarsi da un corpo luminescente.

Fatato: inviata dal destino e resa invulnerabile.

L’amore: “ un sospiroso pargolo che ad ogni impavido fè vacillare il cuore”. In altre e semplici parole...una fregatura.

Mi aprì:  dischiuse a me

Occhi:  gli organi della vista situati in due cavità poste nella parte superiore del cranio.

Per la prima volta: per la prima volta

Sfiorò: toccò di sfuggita facendo fare leggerissima abrasione

La mia anima: il mio principio vitale e immateriale grazie al quale sento, penso e opero.

Dita: parti distinte e articolate con cui terminano le mani e piedi dell’uomo.

Fuoco: sviluppo simultaneo di calore e di luce che si produce nella combustione.

 

Avevo compiuto il diciottesimo anno di età e avevo raggiunto la maturità sociale e politica, quando con ogni radiazione ondulatoria o corpuscolare che si propaga nello spazio emessa da una sorgente e che sembra diffondersi da un corpo luminescente, inviata dal destino e resa invulnerabile, “un sospiroso pargolo che ad ogni impavido fé vacillare il cuore” – in altre e semplici parole... una fregatura- dischiuse a me gli organi della vista, situati in due cavità poste nella parte superiore del cranio, toccò di sfuggita, procurandole una leggerissima abrasione, il mio principio vitale e immateriale grazie al quale sento, penso e opero, con le parti distinte e articolate con cui terminano le mani e piedi dell’uomo come con uno sviluppo simultaneo di calore e di luce che si produce nella combustione.

A.P. e E.R.