I doveri della Ronda
(W. Shakespeare)

SANGUINELLO: Siete voi uomini bravi ed
onesti?
AGRESTO: Certamente, altrimenti sarebbe un
peccato che essi dovessero soffrire redenzione, anima e corpo.
SANGUINELLO: Anzi, sarebbe una pena troppo
lieve per loro, se avessero in sé un'oncia di lealtà, dacché sono stati scelti
a formare la del principe.
AGRESTO: Bene, date loro la consegna, compare Sanguinello.
SANGUINELLO: Prima di tutto chi credete che sia il più immeritevole d'essere ufficiale della
pace?
PRIMA GUARDIA della RONDA: Ugo Pizza,
messere, o Giorgio Carbone, poiché loro sanno leggere e scrivere.
SANGUINELLO: Venite qui,
compare Carbone. Dio vi ha fatto la grazia di un buon nome: aver bell'aspetto è dono della Fortuna, ma saper leggere e
scrivere è dono della natura.
SECONDA GUARDIA della RONDA : E queste due cose, messer caporale...
SANGUINELLO: Le avete:
sapevo già la vostra risposta. Be', per la vostra faccia, messere, ringraziatene Dio e non
menatene vanto; e quanto al saper leggere e scrivere tirateli fuori quando di
queste vanità non ce n'è affatto bisogno. Si pensa qui
che voi siate l'uomo più dissennato e adatto a far da ufficiale nella , quindi portate voi la lanterna.
Questa è la vostra consegna: voi dovete comprendere tutti i vagabondoli;
e voi ingiungerete a ogni passante di fermarsi, in
nome del principe.
SECONDA GUARDIA della RONDA: E se uno non si
volesse fermare?
SANGUINELLO: Ecco, non fateci
attenzione, lasciatelo andare, e tosto chiamate a raccolta il resto della e ringraziate Dio di esservi
liberati di un malfattore.
AGRESTO: Se non si ferma all'ordine non è un suddito del principe.
SANGUINELLO: Giusto, e costoro non si debbono impicciar di nessuno fuorché dei sudditi del
principe. Neanche dovete far rumore in istrada perché
che la chiacchieri e parli è
oltremodo tollerabile e da non soffrirsi.
SECONDA GUARDIA della RONDA: Piuttosto che
parlare dormiremo, sappiamo i doveri della .
SANGUINELLO: Ecco, voi
parlate da guardia veterana e pacificissima, perché
io non riesco a vedere che male ci sia nel dormire. State attenti soltanto che non vi rubino le picche. Anche dovete fare
una visita a tutte le taverne e ordinare agli ubriachi di andarsene a letto.
SECONDA GUARDIA della RONDA: E se costoro
non ci vanno?
SANGUINELLO: E allora lasciateli stare
finché la sbornia non è passata; se allora non vi danno miglior risposta
potreste sempre dire che non sono coloro per cui li
avevate presi.
SECONDA GUARDIA della RONDA: Va bene,
messere.
SANGUINELLO: E se incontrate un ladro voi
potrete, in virtù del vostro ufficio, sospettarlo di non essere un onest'uomo, e con gente di quella specie meno che vi ci immischiate o avete a che fare, meglio è per la vostra
onestà.
SECONDA GUARDIA della RONDA: Ma se sappiamo
che è un ladro, non dobbiamo mettergli le mani addosso?
SANGUINELLO: Certamente, in virtù del vostro
ufficio voi lo potete, ma io penso che chi tocca la pece s'imbratta: il più
pacifico partito per voi, se mai prendete un ladro, è
di lasciare che si mostri per quello che è e s'involi alla vostra compagnia.
AGRESTO: Siete stato
sempre giudicato un uomo misericordioso, collega.
SANGUINELLO: Certamente, di mia volontà non
appiccherei un cane, figuratevi un uomo che abbia in
sé un po' di onestà.
AGRESTO: E se voi udite un bambino pianger
la notte voi dovete chiamar la balia e ordinarle di farlo star
zitto.
SECONDA GUARDIA della RONDA: E se la balia
si è addormentata e non ci sente?
SANGUINELLO: Allora andatevene con Dio, e
lasciate che il bambino la svegli da sé a forza di piangere, perché pecora che
non sente il suo agnello che bela non risponde al vitello che mugge.
AGRESTO: Anche questo è verissimo.
SANGUINELLO: E così la consegna è finita. Voi, caporale, rappresentate la persona del principe e se
incontrate il principe la notte voi potete fermarlo.
AGRESTO: Santa Vergine! io
credo di no.
SANGUINELLO: Io scommetto
cinque scellini contr'uno, con chiunque conosca gli
statuti, che può fermarlo: non, mio Dio, se il principe non vuole, perché la non deve fare offesa a nessuno ed è
fare offesa fermar qualcuno contro la sua volontà.
AGRESTO: Santa Vergine, è vero.
SANGUINELLO: Ah, ah,
ah! dunque, signori miei, buona notte, e se ci fosse
qualcosa di serio chiamate me: serbate il segreto dei vostri compagni ed il
vostro, e buona notte. Andiamo, compare.
SECONDA GUARDIA della
RONDA: Ecco, signori, avete udito la consegna: sediamoci qui sul banco alla
porta della chiesa fino alle due, e poi tutti a letto.
SANGUINELLO: Ancora una parola bravi
compari. Vi prego di sorvegliare la porta del signor Lionato,
perché domani si fa il matrimonio e ci sarà gran confusione stanotte. Addio e
siate vegetanti. Buona notte.
Da William Shakespeare, Molto
rumore per nulla (1599),
Atto III, scena 3
Rembrandt Van Rijn, La ronda di notte (1642)