Mario
Ambel, Il progetto curricolare per l’area linguistico-comunicativa*
1.
Competenza, competenze culturali, competenza linguistico-comunicativa.
1.1.La competenza.
Viene qui assunta questa accezione operativa di competenza,
trasversale a tutti gli ambiti disciplinari coinvolti nel progetto:
La competenza è un insieme
integrato di conoscenze,
abilità e atteggiamenti che un
soggetto, in determinati contesti, è in
grado di attivare, realizzando una prestazione consapevole finalizzata al raggiungimento di uno scopo.
Questa accezione comporta
alcune ulteriori considerazioni importanti anche per
la progettazione educativa, che vengono raccolta a parte[1].
1.2. La competenze
culturali e ‘scolastiche’. Si fa inoltre riferimento all’accezione di
competenza culturale descritta nel documento generale di progetto e si assume questa ulteriore delimitazione del concetto di competenza
culturale in contesto di apprendimento, ovvero di competenza scolastica
(inevitabilmente al plurale).
Le competenze ‘scolastiche’ (competenze culturali in contesto di insegnamento/ apprendimento) rappresentano l’insieme congiunto (acquisibile e incrementabile in modo progressivo e
graduale) di conoscenze, abilità e
atteggiamenti, che, sorretto da motivazioni adeguate, in un contesto cooperativo
di apprendimento, consente di compiere,
in modo efficace e gratificante, da soli o con altri, esperienze cognitive e conoscitive, relative a uno o più campi di
sapere e di agire, dotate di senso, per raggiungere scopi diversi (come
acquisire nuova conoscenza, impostare e risolvere problemi, svolgere attività
complesse, persino… imparare a imparare) e avendone consapevolezza
critica.
1.3. La competenza linguistico-comunicativa. In quest’ottica,
infine, possiamo delimitare il concetto di competenza linguistico-comunicativa
in prospettiva formativa e in due diverse accezioni.
La
competenza linguistico-comunicativa, in contesto di apprendimento e dal punto di vista
dell’acquisizione di una alfabetizzazione
comunicativa indispensabile all’esercizio della cittadinanza attiva, consiste
nel possesso, nell’esercizio consapevole e nell’incremento progressivo delle
conoscenze, abilità e atteggiamenti che consentono di utilizzare codici
linguistici, linguaggi e media in relazione a una pluralità definita e
descrivibile di contesti, testi e scopi.
La
competenza linguistico-comunicativa, in contesto di apprendimento e dal punto di vista dell’acquisizione di una alfabetizzazione
culturale funzionale all’esercizio della cittadinanza attiva, consiste
nell’uso consapevole dell’insieme conoscenze, abilità e atteggiamenti che
consentono di riflettere criticamente sull’esercizio contestuale (proprio e di di altri) e storicamente determinato dei codici linguistici,
dei linguaggi e dei media nella comunicazione interpersonale e sociale.
I
livelli di possesso, esercizio, controllo, padronanza di tali competenze possono e devono
essere opportunamente delineati, seppure a maglie larghe, per consentire la
progettazione (e poi la verifica e valutazione) di processi di
insegnamento/apprendimento finalizzati a quello scopo, in prospettiva curricolare coerenti con l’evoluzione dei processi
cognitivi degli allievi, singolarmente e collettivamente intesi.
L’assunzione di una
didattica finalizzata alle competenze culturali per la cittadinanza implica alcune
conseguenze :
-
comporta
un discreto tasso di progettualità
condivisa e di corresponsabilità educativa da parte dei docenti;
-
richiede
una capacità professionale di innovazione della mediazione culturale e
didattica e delle prassi metodologiche [2];
-
si
fonda sull’assunzione generalizzata di una didattica laboratoriale[3].
Queste conseguenze
andrebbero assunte come base comune di lavoro,
affinché costituiscano una sorta di patto condiviso dei presupposti e delle
finalità del progetto di ricerca-azione:
2.
Finalità, percorsi curricolari e profili attesi [In
fase di elaborazione]
In concomitanza con l’avvio dei lavori del gruppo verrà proposto un articolato profilo potenziale di uscita
dal biennio/dai bienni della scuola superiore.
3.
Implicazioni trasversali [4] [In
fase di elaborazione]
4.
Dinamiche ri-motivazionali [Elaborazione
collettiva del gruppo]
4.
L’articolazione della competenza disciplinare e la progettazione-realizzazione
di processi di insegnamento/apprendimento
Il lavoro di
progettazione curricolare si fonda su questi
presupposti:
A. verranno ipotizzati percorsi didattici che identifichino e
mettano concretamente in atto le tre grandi finalità d’uso della lingua
e dei testi (e quindi dei processi di insegnamento/apprendimento):
Apprendere ad usare la lingua …
·
per comunicare,
ovvero per stabilire e intrattenere relazioni e scambi comunicativi
interpersonali e sociali, conn particolare attenzione
alle dimensioni interlinguistiche e multiculturali;
·
per accedere alla
dimensione estetica, ovvero per fruire in modo autonomo, consapevole agli
usi ludici, simbolici, estetici della lingua e dei linguaggi multimediali, alla produzione letteraria e più in generale
alla costruzione dell’immaginario collettivo;
·
per apprendere e
interpretare, ovvero per acquisire, elaborare, memorizzare e riusare
conoscenze e criteri interpretativi (disciplinari o interdisciplinari) della
realtà, da punti di vista e con approcci metodologici diversi.
B. verranno progettate e
sperimentate unità di insegnamento/apprendimento che favoriscano l’incontro fra
i soggetti (gli allievi) e la specificità degli oggetti e degli approcci
disciplinari, sulla base di questi tre criteri di progettazione convergenti:
B.1. le unità perseguono competenze linguistico-comunicative
definite sulla base delle seguenti variabili, (che concorrono quindi a delineare gli aspetti
costitutivi della competenza comunicativa, ma anche la natura e le componenti delle
unità e dei percorsi finalizzati a esercitarla e incrementarla):
·
il soggetto o
i soggetti coinvolti (certamente come
mittenti, ma anche come destinatari-fruitori)
·
le abilità
coinvolte e le strategie attivate:
-
lettura, ascolto e comprensione
-
letto-scrittura e riscrittura di testi
-
produzione scritta e orale
-
scambio dialogico
·
i testi,
organizzati per tipi di testo e generi, ovvero gli oggetti dell’esperienza
comunicativa (esiti di attività procedurale) ma anche gli oggetti conoscitivi
disciplinari di apprendimento, visti e analizzati nella loro testualità
·
gli argomenti,
le aree tematiche
·
il contesto,
ovvero la situazione comunicativa o il dominio
(sistema organizzato di comunicazione sociale) di riferimento
·
gli scopi ,
ovvero le intenzioni e finalità pragmatiche che si pone l’emittente
(individuale o collettivo) nei confronti del destinatario, a livello sia
interpersonale che sociale
B.1. all’interno delle
singole unità vengono assunti quali oggetti disciplinari particolari forme
della comunicazione, mettendone in evidenza le specificità attraverso l’impiego
di adeguate metodologie di indagine proprie della disciplina;
B.2. sul piano
metodologico, viene sfruttata la complementarità
cognitiva e linguistica fra abilità
ricettive e abilità produttive,
in particolare fra lettura e scrittura, favorendo ogni forma di intreccio
operativo fra queste “abilità”: ri-scritture,
scrittura da modelli, sintesi, mediazione linguistica e traduzione, risposta a
domande, ecc.
Ad esempio, sono possibili aree di competenza attivabili:
-
Adottare
strategie autonome di selezione e raccolta delle informazioni da testi
espositivi per ampliare le proprie conoscenze su argomenti noti
-
Leggere testi giornalistici su temi di attualità contemporanea
per informarsi
-
Scrivere
lettere per comunicare a destinatari noti o ignoti attorno a tematiche
di interesse individuale o collettivo
-
Leggere,
analizzare e scrivere testi di natura autobiografica per prendere coscienza
della dimensione sia soggettiva che collettiva di
particolari problematiche individuali e sociali, storicizzandone almeno alcuni
aspetti
-
Imitare
forme di scrittura espositiva su tematiche
disciplinari per incrementare le proprie capacità di comprensione, gestione e
produzione di testi espositivi su argomenti oggetti di studio in contesti
disciplinari diversi
-
Confrontare
testi narrativi con realizzazioni filmiche per accrescere le capacità di fruizione consapevole e di interpretazione critica
Ad esempio, questo è invece un elenco di possibili unità di insegnamento/apprendimento
(tra le quali verranno scelte quelle su cui intenderà lavorare il gruppo);
oggetto del lavoro sarà anche discutere queste ipotesi e l’aderenza o
impraticabilità di ciascuna rispetto alle finalità di rimotivazione
e lotta alla dispersione
·
la lingua per per comunicare,
-
La
lettera a destinatari e per scopi diversi
-
La
scrittura informativa/espositiva su modelli reali *
-
La
recensione*
-
Il
giornalismo quotidiano locale
-
Dalla
comprensione al commento di testi espositivi e argomentativi
-
Progettazione
e realizzazione di news cartacee e on-line*
-
Il
“Pro & Contro”: tesi e opinioni a confronto
·
per accedere alla dimensione
estetica,
-
L’ironia,
la parodia, l’imitazione, il rovesciamento
-
La
scrittura poetica, la canzone, la pubblicità
-
Il
comico televisivo: frame, topoi,
meccanismi *
-
Temi
e struttura del racconto tra fine ottocento e
novecento
-
Racconto
autobiografico / la memoria e la scrittura di sé*
-
La
scrittura di sceneggiature televisive
-
Adolescenza
e amore nella narrativa di consumo
-
Un tema letterario fra storicizzazione
e universalità; proposte: il diverso / la città / il viaggio / l’amicizia / il
lavoro
·
La lingua per apprendere e interpretare
-
La
selezione delle fonti e raccolta consapevole di informazioni
*
-
L’esposizione
mirata nella scrittura documentata
-
Rappresentazioni
grafiche della conoscenza come supporto alle attività di studio*
-
L’uso
dei frame disciplinari nella comprensione dei manuali
scolastici
* unità caratterizzata da significativo
utilizzo delle tecnologie digitali di comunicazione
5. La proposta di lavoro
Al
gruppo di lavoro dell’area linguistico-comunicativa verranno fatte le seguenti proposte, fra cui scegliere,
anche in accordo con le altre aree, quelle prioritarie:
A.
Discussione e
condivisione preliminare dell’ oggetto generale della ricerca-azione (comune alle altre aree) : le implicazioni
ambientali, tematiche e metodologiche di una didattica per competenze culturali
per la cittadinanza come strategia di miglioramento degli esiti formativi e
come contenimento della dispersione.
B.
C. Scelta, discussione e sperimentazione di una o più unità di insegnamento/ apprendimento fra quelle proposte dal
coordinatore o emerse dalle proposte e dal lavoro collettivo del gruppo di
docenti. In particolare progettazione della prima unità di
lavoro d’inizio d’anno come momento di messa in campo (in parte implicita e
in parte esplicita) dell’essenzialità epistemologica e metodologica dell’agire
disciplinare.
D. Discussione delle innovazioni metodologiche e didattiche
necessarie a rimotivare gli allievi nell’ottica dell’ampliamneto del
successo formativo e della lotta a alla dispersione
E. Discussione e sperimentazione dei criteri che è possibile/opportuno
adottare per descrivere un possibile profilo di uscita
(delle competenza linguistico-comunicative) e per
dotarsi di criteri e strumenti di osservazione / verifica / valutazione
delle competenze linguistico-comunicative
F.
Discussione e confronto
su alcuni nodi problematici della disciplina [in
fase di elaborazione]; ad esempio l’opportunità di accrescere l’incidenza dei
testi espositivi e funzionali per
accrescere il coinvolgimento e il rendimento degli allievi con maggiori
difficoltà linguistiche ed espressive; l’idea e la pratica di “comprensione” o
di “scrittura”; il ruolo delle forme di comunicazione ed espressive di massa;
la trasversalità degli apprendimenti linguistici, ecc.
*
Estratto da una
dispensa di progettazione in progress, pubblicata (provvisoriamente) su www.memorbalia.it/etàdileonardo/torino
- Nella versione on line saranno via via consultabili
note e approfondimenti.
Fonti bibliografiche
Ambel M., 2004, Percorsi
modulari per il consolidamento delle competenze di base. Modello standard e
criteri di progettazione, Franco Angeli, Milano
Ambel M. e Chiesa D. (a cura di),
2007, Competenze culturali per la
cittadinanza, “dossier insegnare”, 1, 2007, editoriale ciid, Roma
Ambel M. e Serra M. , 2004, Percorsi modulari per il consolidamento
delle competenze di base. Le competenze linguistiche, Franco Angeli, Milano
Note e
ampliamenti
[1] La competenza, così intesa,
-
esprime
(in generale) la capacità strategica, processuale di affrontare problemi o di
svolgere attività complesse e (negli specifici casi di attivazione ed
esercizio) l’effettiva mobilitazione che di quelle capacità (fin lì maturate
dal soggetto) viene esercitata in un contesto particolare e che - in settori
specifici di esercizio abituale (non necessariamente ‘professionali’) - l’esercizio stesso consente di incrementare via via
fino a livelli elevati di padronanza;
-
è soggettiva, riconducibile al rapporto individuale
fra una persona e una o più dimensioni conoscitive e operative, ma è
socialmente attestata, descrivibile a
livelli diversi di possesso e di esercizio, e - in contesti e con
attenzioni particolari - verificabile e certificabile;
-
rappresenta
una risorsa potenziale dell’individuo che si esplica attraverso l’agire in
contesto e si concretizza in prestazioni che la rendono in parte (solo in
parte!) osservabile e verificabile;
-
richiede
l’applicazione contestuale di automatismi consolidati, di consapevolezza (anche
metacognitiva), di controllo delle procedure, di
riflessività;
-
si acquisisce e si esercita in contesto, è storicamente e socialmente
determinata, ma è effettivamente tale solo quando almeno in parte trasferibile
fra contesti e ambiti diversi, anche in
funzione delle sue componenti cosiddette ‘trasversali’.
[2] L’ innovazione metodologica
Per utilizzare
didatticamente un approccio alle competenze, è auspicabile un rinnovamento
profondo dei processi di insegnamento/apprendimento
disciplinari. La ricerca e la sperimentazione in contesto
scolastico (e quindi, inevitabilmente e almeno in prima istanza, disciplinare)
dovrebbe cercare di arricchire il concetto di competenza e la sua applicazione
in queste sei direzioni, tra loro peraltro fortemente intrecciate:
ð la dimensione emotiva e relazionale
- il ruolo delle componenti non direttamente cognitive della dimensione
soggettiva, come fonte di motivazioni o (spesso purtroppo) come deterrente;
ð la dimensione strategica e metacognitiva
- l’attenzione alla
consapevolezza, al controllo delle procedure, ai processi di autovalutazione e autoregolazione di sé, del proprio agire
cognitivo e operativo, dei risultati raggiunti;
ð la valenza costruttiva
- i processi di
costruzione della conoscenza nel loro divenire, capaci di essere
portatori di senso solo se posti in relazione con gli orizzonti di attesa e di
prospettiva dei soggetti che ne devono fare esperienza attiva;
ð la mediazione linguistica, simbolica e testuale
- il rapporto fra
acquisizione di conoscenze e controllo di modelli di rappresentazione del
sapere e strategie
linguistico-cognitive (lessicali, sintattiche e
testuali) e più in generale di rappresentazione e di mediazione simbolica;
ð la dimensione contestuale: situazioni, contesti, domini
- l’acquisizione e
l’esercizio di competenze, viste in relazione con le situazioni reali o
simulate, i contesti reali o culturali, i domini
storicamente e socialmente determinati (sfere di attività sociale e di sapere,
anche professionali) ;
ð la dimensione valutativa
- per una valutazione e
una certificazione coerenti e non riduttive: dalla tassonomia lineare e
gerarchica alla visione sistemica e integrata di osservazione,
documentazione, memoria e valutazione.
[3] La dimensione laboratoriale
La dimensione laboratoriale e cooperativa dei processi di
insegnamento/ apprendimento non è un “altro”, un “di più”, un “altrove”
organizzativo e metodologico; non è solo operatività contrapposta a trasmissività; è il modo privilegiato e prioritario di
intendere e praticare i processi di insegnamento/ apprendimento che viene
scelto perché in grado di affrontare tre ambiti particolarmente problematici
dei progetti educativi.
1. La dimensione laboratoriale fonde e porta a
sintesi le diverse dimensioni che compongono i processi di apprendimento:
-
la dimensione cognitiva ed emotiva (relativa ai
soggetti, allievi e insegnanti )
-
la dimensione conoscitiva (relativa agli oggetti di conoscenza e di
esperienza)
-
la dimensione operativa e procedurale (relativa alle
pratiche)
-
la dimensione metacognitiva
(relativa alla consapevolezza e all’ autocontrollo dei processi).
Le altre pratiche metodologiche tendono a tenere
distinte queste dimensioni e spesso privilegiano
quella conoscitiva a scapito delle altre.
2. La dimensione laboratoriale è coerente con la dimensione
formativa delle discipline perché
-
ne esalta la componente esplorativa, di ricerca, di problematizzazione, formulazione e verifica di ipotesi;
-
ne evolve la componente osservativa
verso la sistematizzazione e la relativizzazione
contestuale e storica della conoscenze;
-
accede alla componente sistematica, definitoria
e classificatoria sulla base di esperienze reali;
-
deve essere integrata da forme di apprendimento dai testi
e successivamente dalla storicizzazione delle
esperienze, delle interpretazioni e delle spiegazioni disciplinari
3. La dimensione laboratoriale, infine, consente di integrare (concettualmente
e operativamente) modi diversi di intendere e praticare gli “obiettivi” di
apprendimento:
-
trasmissione e acquisizione di conoscenze;
-
esercizio e rinforzo di abilità;
-
operatività individuale, di gruppo, collettiva per l’esercizio e
l‘incremento di competenze culturali;
-
trasferimento e applicazione di conoscenze e abilità;
-
autovalutazione e verifica di obiettivi raggiunti, di risultati
conseguiti, di competenze consolidate.
. Da CIDI - L’età di leonardo a
[4]
Cfr. in Ambel M. e Chiesa D. (a
cura di), 2007, Competenze culturali per
la cittadinanza, “dossier insegnare”, 1, 2007, editoriale ciid, Roma