Migliorare
i risultati dell’istruzione nei bienni delle scuole secondarie superiori
Progetto
di attività sperimentali rivolte all’innovazione nei
bienni
delle scuole secondarie superiori della Provincia
di Torino,
finalizzate all’orientamento, alla riduzione
della dispersione scolastica e al miglioramento dei risultati
dell’apprendimento
Attività di ricerca-azione nelle classe prime in obbligo di istruzione e in riferimento allo sviluppo di alcune competenze culturali
Scuola - Istituto Professionale di Stato per i Servizi commerciali, sociali e turistici
Paolo Boselli di
Torino
Classe - Classe I B – Biennio economico-aziendale e turistico
Periodo dell’anno scolastico – Venti (20) ore ca. tra il il 22 gennaio e il 4 marzo 2008
Insegnante – Massimo Serra
1.
Competenza da sviluppare
- Leggere e analizzare testi espositivi ed
argomentativi su temi di attualità noti e sufficientemente “sentiti”
(semplici/complessi) su quotidiani e riviste per incrementare conoscenze,
confrontare opinioni, ampliare punti di vista, confutare credenze scrivendo
brevi testi di commento, interpretazione e valutazione.
2. Descrizione delle caratteristiche della classe che sperimenta
l’attività –
La classe I B risulta
composta da 25 studenti, tra cui sei maschi. Due allievi sono diversamente abili e due insegnanti di sostegno sono
presenti in classe per diciotto ore settimanali complessive. Dieci studenti
sono di nazionalità non italiana, con diversi livelli di competenza
linguistica: una allieva di nazionalità cinese
necessita di particolare sostegno in quanto si trova nelle condizioni di
principiante reale. Quattordici studenti hanno una età
anagrafica superiore a quella regolare, dovuta a ripetente nel corso della
scuola media inferiore o superiore e/o ritardi causati dalle vicende
migratorie. Due sono ripetenti provenienti dall’Istituto Boselli.
Uno studente cinese ha interrotto la frequenza nel mese di settembre risultando irreperibile.
Nel complesso la classe dimostra un atteggiamento positivo nei confronti della esperienza scolastica e una padronanza delle competenze di base accettabile. L’eccezione è costituita da uno studente, seguito dai servizi sociali, che ha evidenziato una frequenza episodica e atteggiamenti non compatibili con l’impegno scolastico: essendo entrato nel diciottesimo anno di età è in corso un processo di ri-orientamento in collaborazione con la formazione professionale. Per quanto riguarda in particolare le competenze linguistiche e comunicative la classe ha svolto nel periodo iniziale dell’anno e continua a svolgere attività che contemplano la comprensione, l’utilizzo e la capacità di riflessione su testi scritti di carattere espositivo ed argomentativo, dimostrando di possedere atteggiamenti ed abilità accettabili e senza dubbio migliori rispetto a quelle evidenziate nella descrizione e nella riflessione morfologica e sintattica della lingua italiana e nella composizione scritta di matrice narrativa ed argomentativa. 3. Tema/titolo descrizione dell’attività che si intende attuare in riferimento alla macrocompetenzaMa che ci faccio qui è il titolo di una unità di insegnamento ed apprendimento che coinvolge in prima persona i soggetti che vivono l’esperienza scolastica: il senso, le difficoltà e le prospettive di una permanenza a scuola significativa proprio nell’anno dell’entrata in vigore della legge sull’elevamento dell’obbligo scolastico. Ricordiamo che la classe protagonista dell’esperienza è una prima di un Istituto professionale di un grande centro urbano che vive intensamente i fenomeni della deindustrializzazione e della immigrazione, composta da ragazze e ragazzi provenienti, in grande maggioranza, da famiglie prive di un titolo di istruzione superiore: la scuola rappresenta ancora una conquista e una scommessa (di cui non si è troppo convinti) e non un percorso obbligato a lieto fine.
Testi utilizzati (elenco provvisorio): stralci testo di legge, Statuto delle studentesse e degli studenti, ricerche OCSE, IARD, Censis, commenti, articoli, interviste.
Attività 1
LO STATUTO
Modalità.
Gli studenti lavorano a coppie,
secondo criteri di opportunità esplicitati dall’insegnante e integrati
da eventuali sorteggi. L’attività è introdotta da una sintetica spiegazione
dell’insegnante che illustra contesto, finalità,
suddivisione interna del documento proposto.
Consegne.
Leggete con
attenzione gli articoli dello Statuto, discutendo e risolvendo
all’interno della coppia di lavoro eventuali dubbi e difficoltà di comprensione
ed interpretazione. Leggete quindi la prima situazione (1) che viene
esposta, valutando se rispetta (SI) o viceversa viola (NO) i principi esposti nello Statuto.
Proseguite così con le successive situazioni presentate. Motivate le vostre
risposte presentando sempre articoli
e comma che
a vostro avviso contengono le ragioni della vostra scelta. Per es: NO,
art.2, comma 5. Se lo ritenete opportuno potete esprimere due risposte (non
più di 2), collocando per prima quella che ritenete più importante.
Livello
di competenze attivato (indicazioni PISA):
Livello 3
da
|
Riflettere e
valutare |
|
Stabilire connessioni o paragoni, fornire spiegazioni su un aspetto di un testo o valutarlo. Dimostrare una
comprensione dettagliata di un testo mettendolo in
relazione a nozioni familiari o della vita quotidiana, oppure attingendo
a nozioni meno comuni. |
Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria
Art. 1 (Vita della comunità scolastica)
1. La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle
conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.
2. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza
sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in
tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari
dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla
cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle
potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in
armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione
internazionale sui diritti dell'infanzia fatta a New York il 20 novembre 1989 e
con i principi generali dell'ordinamento italiano.
3. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e
sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla
qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della
personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e
alla valorizzazione dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità e
della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi
culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e
all'inserimento nella vita attiva.
4. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione,
di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le
persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio
di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.
Art. 2 (Diritti)
1. Lo studente ha diritto ad una
formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi,
anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia
aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità
dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche
attraverso un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di
sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.
2. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla
riservatezza.
3. Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle
norme che regolano la vita della scuola.
4. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla
vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste
dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti
un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di
programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della
scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale
didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una
valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti
di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
5. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante
sull'organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria
superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la
loro opinione mediante una consultazione. Analogamente negli stessi casi e con
le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o
i loro genitori.
6. Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento
ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività curricolari integrative e tra le attività aggiuntive
facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curricolari
e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità
che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle
esigenze di vita degli studenti.
7. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale
e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e
favorisce iniziative volte all'accoglienza e alla tutela della loro lingua e
cultura e alla realizzazione di attività
interculturali.
8. La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni
per assicurare:
a) un ambiente favorevole alla crescita integrale
della persona e un servizio educativo-didattico di
qualità;
b) offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle
loro associazioni;
c) iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio
nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;
d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a
tutti gli studenti, anche con handicap;
e) la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica;
f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica.
9. La
scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto
di riunione e di assemblea degli studenti, a livello
di classe, di corso e di istituto.
10. I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano
l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola secondaria
superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative
all'interno della scuola, nonché l'utilizzo di locali da parte degli studenti e
delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono
inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro
associazioni.
Art. 3 (Doveri)
1. Gli studenti sono tenuti a
frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente
agli impegni di studio.
2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto,
dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso
rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.
3. Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli
studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i
principi di cui all'art.1.
4. Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e
di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti.
5. Gli studenti sono tenuti a utilizzare correttamente le strutture, i
macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo
da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
6. Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente
l'ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della
vita della scuola.
Art. 4 (Disciplina)
1. I regolamenti delle singole
istituzioni scolastiche individuano i comportamenti che configurano mancanze
disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell'articolo 3, al corretto
svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica e alle situazioni
specifiche di ogni singola scuola, le relative
sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento,
secondo i criteri di seguito indicati.
2. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al
rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti
all'interno della comunità scolastica.
3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere
sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre
le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento
può influire sulla valutazione del profitto.
4. In nessun caso può essere sanzionata, né
direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente
manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.
5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione
disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione
del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo
studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore
della comunità scolastica.
6. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla
comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale.
7. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica
può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari,
per periodi non superiori ai quindici giorni.
8. Nei periodi di allontanamento deve essere
previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo studente e con i suoi
genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.
9. L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere
disposto anche quando siano stati commessi reati o vi sia pericolo per
l'incolumità delle persone. In tal caso la durata dell'allontanamento è
commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di
pericolo. Si applica per quanto possibile il disposto del comma 8.
10. Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la
situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente
sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza,
allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra
scuola.
11. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni
d'esame sono inflitte dalla commissione di esame e sono applicabili anche ai
candidati esterni.
Art. 5 (Impugnazioni)
1.Per
l'irrogazione delle sanzioni di cui all'articolo 4, comma7, e per i relativi
ricorsi si applicano le disposizioni di cui all'articolo 328, commi 2 e 4, del
decreto legislativo 16 febbraio 1994, n. 297.
2. Contro le sanzioni disciplinari diverse da quelle di cui al comma 1 è ammesso ricorso, da parte degli studenti nella scuola
secondaria superiore e da parte dei genitori nella scuola media, entro 15
giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di
garanzia interno alla scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle
singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante
degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola
media.
3. L'organo di garanzia di cui al comma 2 decide, su richiesta degli
studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse,
anche sui conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito
all'applicazione del presente regolamento.
4. Il dirigente dell'Amministrazione scolastica periferica decide in via
definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria
superiore o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente
regolamento, anche contenute nei regolamenti degli istituti. La decisione è
assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia composto per la
scuola secondaria superiore da due studenti designati dalla consulta
provinciale, da tre docenti e da un genitore designati dal consiglio scolastico
provinciale, e presieduto da una persona di elevate
qualità morali e civili nominata dal dirigente dell'Amministrazione scolastica
periferica. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri
due genitori.
[OMISSIS]
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Situazioni |
Risposte |
Motivazioni |
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1 |
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2 |
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3 |
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4 |
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5 |
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6 |
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7 |
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8 |
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9 |
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10 |
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SITUAZIONE 1:
L’insegnante decide di rendere noti ai compagni la situazione familiare e i problemi giudiziari
dello studente M. S. (Soluzione: art.2,2.)
SITUAZIONE 2: Uno studente richiede all’insegnante delle
spiegazioni riguardo ad un voto insufficiente assegnato. (Soluzione:
art.2,4.).
SITUAZIONE 3: Il dirigente scolastico comunica ad allievi e
genitori la decisione di abolire le lezioni del sabato mattina e di avere
introdotto, a partire dal II quadrimestre, le lezioni
pomeridiane il martedì.( Soluzione: art.2,5.)
SITUAZIONE
4: Una
circolare annuncia il calendario del corso integrativo di flauto a cui devono
iscriversi almeno otto allievi della classe. (Soluzione
art. 2,6.).
SITUAZIONE
5: Il regolamento della scuola prevede che la palestra dell’Istituto sia disponibile
per i gruppi di studenti che ne fanno richiesta il martedì e il venerdì dalle
17 alle 19. (Soluzione: art. 2,10).
SITUAZIONE
6: L’allievo
M. S. si rifiuta di sedere accanto all’allieva A. M. perché di nazionalità non
italiana. (Soluzione:
art.3,3. rif. Art.1,4.).
SITUAZIONE 7: L’assemblea degli studenti approva un documento che assegna
esclusivamente ai bidelli la responsabilità della pulizia e dell’ordine di
aule, laboratori e degli altri locali della scuola. (Soluzione
art.3, 6)
SITUAZIONE
8: Il
dirigente della scuola rifiuta la proposta del Consiglio di classe di
sospendere l’allievo M. S. e lo invita ad un colloquio per spiegare il suo
comportamento.
(Soluzione: art.4,3,).
SITUAZIONE 9: L’allievo M. S. , sospeso
dalle lezioni per 8 giorni, non sarà di conseguenza ammesso alla classe
successiva al termine dell’anno scolastico. (Soluzione:
art. 4, 6.)
SITUAZIONE
10: Gli
studenti dell’I. P. C. Balducci richiedono di
eleggere un loro rappresentante all’interno dell’organo di garanzia dell’istituto (Soluzione art.
5, 2.).
Attività 2
Allieva/o __________________________________________________________
Tab. 2.10 Iscritti, promossi e dispersi nei
vari gradi dell’istruzione, per otto leve
anagrafiche
tra il 1984/85 e il 2003/04
Modalità di svolgimento
Gli studenti lavorano individualmente, dopo una presentazione del materiale che ne mette a fuoco la fonte, gli scopi, le modalità di lettura.
Competenza
Livelli di competenza attivati
(Individuati sulla
base delle formulazioni e dei livelli previsti nell’indagine Ocse-Pisa)
Tipologia testuale e dominio di riferimento
Testo
utilizzato
Tab. 2.10 Iscritti,
promossi e dispersi nei vari gradi dell’istruzione, per otto leve anagrafiche
tra il 1984/85 e il 2003/04.

(http://www.provincia.torino.it/fidati/scuola/archivio_istruzione/iard.pdf
, p.72)4.
Nel periodo preso in considerazione il numero dei
diplomati è costantemente aumentato
5.
Tra i nati nel 1978 circa 15.000 giovani non hanno
completato gli studi superiori regolarmente
§
Ormai tutti hanno un diploma, a scuola non c’è più
serietà e promuovono anche chi non sa nulla
Allieva/o
____________________________________________________________
Testo tratto
da: Perché mai di serie B?, Torino, 2007, pp. 68-71
-------------------------------------------------------------------------------------------
Allieva/o
____________________________________________________________
A.
La scuola è troppo teorica, si
devono organizzare più esperienze legate al mondo del lavoro.
B.
Si devono rendere più severi gli studi, i giovani
avvertono che la scuola serve a poco o a nulla.
.....…………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………..
……………………………………………………………………………………………..
……………………………………….............................................................................
Allieva/o
____________________________________________________________
Dopo aver letto con attenzione le
due parti estrapolate dalla ricerca svolgete le seguenti attività.
Questo si caratterizza per la forte asimmetria
di forza e potere tra chi agisce e chi subisce.
Il bullismo è prepotenza, prevaricazione, ripetuta, spesso
costante e continuativa, fino a
costituire veri e propri ruoli fissi di persecutore e perseguitato.
Lo “stile relazionale” generale della vita scolastica
è ovviamente favorente o sfavorente il
Ciò risulta chiaro dal fatto, confermato dai nostri dati, che
fare il bullo da solo non dà molta
Il bullismo si sostiene e si fortifica se fatto in gruppo: se
c’è un pubblico, un “coro” che lo
contiene, lo tollera, magari lo approva.
C’E’ UNA
“CARTA DI IDENTITA’” DEL BULLO?
Olweus ha
individuato degli “indicatori”:
C’E’ UNA
CARTA DI IDENTITA’ DELLA VITTIMA?
Sempre Olweus indica alcune caratteristiche generali, tra cui le
più significative sono:
1. Più debole
fisicamente dei coetanei
2. Cauto,
sensibile, tranquillo, riservato, passivo
4. Spesso si
rapporta meglio con gli adulti
Anche i fatti
di cronaca segnalano che, a differenza di quanto l’immaginario collettivo
tende a costruire, le ragazze sono spesso protagoniste di
episodi di prevaricazione
Il bullismo al femminile sembra essere più sfuggente, subdolo
e quindi più difficile da
• Offese e
insulti 338 (49,0%)
• Esclusione
dalle compagnie 237 (34,3%)
• Furti di oggetti di scarso valore 182 (26,4%)
• Furti
importanti 145 (21,0%)
• Aggressioni
fisiche 113 (16,4%)
• Prepotenze
a sfondo sessuale 40 (5,8%)