Migliorare i risultati dell’istruzione nei bienni delle scuole secondarie superiori

Progetto di attività sperimentali rivolte all’innovazione nei bienni 

delle scuole secondarie superiori della Provincia di Torino,

finalizzate all’orientamento, alla riduzione della dispersione scolastica e al miglioramento dei risultati dell’apprendimento

Attività di ricerca-azione nelle classe prime in obbligo di istruzione 
e in riferimento allo sviluppo di alcune competenze culturali

 

 

Scuola  -  Istituto Professionale di Stato per i Servizi commerciali, sociali e turistici  

                        Paolo Boselli di Torino

 

Classe - Classe I B – Biennio economico-aziendale e turistico
 
Periodo dell’anno scolastico – Venti (20) ore ca. tra il il 22 gennaio e il 4 marzo 2008 
 
Insegnante – Massimo Serra
 

1. Competenza da sviluppare  - Leggere e analizzare testi espositivi ed argomentativi su temi di attualità noti e sufficientemente “sentiti” (semplici/complessi) su quotidiani e riviste per incrementare conoscenze, confrontare opinioni, ampliare punti di vista, confutare credenze scrivendo brevi testi di commento, interpretazione e valutazione.

 

2. Descrizione delle caratteristiche della classe che sperimenta l’attività

La classe I B risulta composta da 25 studenti, tra cui sei maschi. Due allievi sono diversamente abili e due insegnanti di sostegno sono presenti in classe per diciotto ore settimanali complessive. Dieci studenti sono di nazionalità non italiana, con diversi livelli di competenza linguistica: una allieva di nazionalità cinese necessita di particolare sostegno in quanto si trova nelle condizioni di principiante reale. Quattordici studenti hanno una età anagrafica superiore a quella regolare, dovuta a ripetente nel corso della scuola media inferiore o superiore e/o ritardi causati dalle vicende migratorie. Due sono ripetenti provenienti dall’Istituto Boselli. Uno studente cinese ha interrotto la frequenza nel mese di settembre risultando irreperibile.

               Nel complesso la classe  dimostra un atteggiamento positivo nei confronti della esperienza scolastica e una padronanza delle competenze di base accettabile. L’eccezione è costituita da uno studente, seguito dai servizi sociali, che ha evidenziato una frequenza episodica e atteggiamenti non compatibili con l’impegno scolastico: essendo entrato nel diciottesimo anno di età è in corso un processo di ri-orientamento in collaborazione con la formazione professionale.
               Per quanto riguarda in particolare le competenze linguistiche e comunicative la classe ha svolto nel periodo iniziale dell’anno e continua a svolgere attività che contemplano la comprensione, l’utilizzo e la capacità di riflessione su testi scritti di carattere espositivo ed argomentativo, dimostrando di possedere atteggiamenti ed abilità accettabili e senza dubbio migliori rispetto a quelle evidenziate nella descrizione e nella riflessione morfologica e sintattica della lingua italiana e nella composizione scritta di matrice narrativa ed argomentativa.
 
3. Tema/titolo descrizione dell’attività che si intende attuare in riferimento alla macrocompetenza
               Ma che ci faccio qui è il titolo di una unità di insegnamento ed apprendimento che coinvolge in prima persona i soggetti che vivono l’esperienza scolastica: il senso, le difficoltà e le prospettive di una permanenza a scuola significativa proprio nell’anno dell’entrata in vigore della legge sull’elevamento dell’obbligo scolastico. Ricordiamo che la classe protagonista dell’esperienza è una prima di un Istituto professionale di un grande centro urbano che vive intensamente i fenomeni della deindustrializzazione e della immigrazione, composta da ragazze e ragazzi provenienti, in grande maggioranza, da famiglie prive di un titolo di istruzione superiore: la scuola rappresenta ancora una conquista e una scommessa (di cui non si è troppo convinti) e non un percorso obbligato a lieto fine.
               Testi utilizzati (elenco provvisorio): stralci testo di legge, Statuto delle studentesse e degli studenti, ricerche OCSE, IARD, Censis, commenti, articoli, interviste.

 

 

Attività 1

LO STATUTO

Modalità. Gli studenti lavorano a coppie, secondo criteri di opportunità esplicitati dall’insegnante e integrati da eventuali sorteggi. L’attività è introdotta da una sintetica spiegazione dell’insegnante che illustra contesto, finalità, suddivisione interna del documento proposto.

Consegne.  Leggete con attenzione gli articoli dello Statuto, discutendo e risolvendo all’interno della coppia di lavoro eventuali dubbi e difficoltà di comprensione ed interpretazione. Leggete quindi la prima situazione (1) che viene esposta, valutando se rispetta (SI) o viceversa viola (NO) i principi esposti nello Statuto. Proseguite così con le successive situazioni presentate. Motivate le vostre risposte presentando sempre articoli e comma   che a vostro avviso contengono le ragioni della vostra scelta. Per es: NO, art.2, comma 5. Se lo ritenete opportuno potete esprimere due risposte (non più di 2), collocando per prima quella che ritenete più importante.

Livello di competenze attivato (indicazioni PISA):

Livello 3  da 481 a 552 punti

Riflettere e valutare

 Stabilire connessioni o paragoni,

fornire spiegazioni su un aspetto

di un testo o valutarlo. Dimostrare una comprensione dettagliata di un testo mettendolo in relazione a nozioni familiari o della vita quotidiana, oppure attingendo a nozioni meno comuni.

 

Statuto delle studentesse e degli studenti della scuola secondaria

 Art. 1 (Vita della comunità scolastica)

 1. La scuola è luogo di formazione e di educazione mediante lo studio, l'acquisizione delle conoscenze e lo sviluppo della coscienza critica.
 2. La scuola è una comunità di dialogo, di ricerca, di esperienza sociale, informata ai valori democratici e volta alla crescita della persona in tutte le sue dimensioni. In essa ognuno, con pari dignità e nella diversità dei ruoli, opera per garantire la formazione alla cittadinanza, la realizzazione del diritto allo studio, lo sviluppo delle potenzialità di ciascuno e il recupero delle situazioni di svantaggio, in armonia con i principi sanciti dalla Costituzione e dalla Convenzione internazionale sui diritti dell'infanzia fatta a New York il 20 novembre 1989 e con i principi generali dell'ordinamento italiano.
 3. La comunità scolastica, interagendo con la più ampia comunità civile e sociale di cui è parte, fonda il suo progetto e la sua azione educativa sulla qualità delle relazioni insegnante-studente, contribuisce allo sviluppo della personalità dei giovani, anche attraverso l'educazione alla consapevolezza e alla valorizzazione dell'identità di genere, del loro senso di responsabilità e della loro autonomia individuale e persegue il raggiungimento di obiettivi culturali e professionali adeguati all'evoluzione delle conoscenze e all'inserimento nella vita attiva.
 4. La vita della comunità scolastica si basa sulla libertà di espressione, di pensiero, di coscienza e di religione, sul rispetto reciproco di tutte le persone che la compongono, quale che sia la loro età e condizione, nel ripudio di ogni barriera ideologica, sociale e culturale.

Art. 2 (Diritti)

 1. Lo studente ha diritto ad una formazione culturale e professionale qualificata che rispetti e valorizzi, anche attraverso l'orientamento, l'identità di ciascuno e sia aperta alla pluralità delle idee. La scuola persegue la continuità dell'apprendimento e valorizza le inclinazioni personali degli studenti, anche attraverso un'adeguata informazione, la possibilità di formulare richieste, di sviluppare temi liberamente scelti e di realizzare iniziative autonome.
 2. La comunità scolastica promuove la solidarietà tra i suoi componenti e tutela il diritto dello studente alla riservatezza.
 3. Lo studente ha diritto di essere informato sulle decisioni e sulle norme che regolano la vita della scuola.
 4. Lo studente ha diritto alla partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola. I dirigenti scolastici e i docenti, con le modalità previste dal regolamento di istituto, attivano con gli studenti un dialogo costruttivo sulle scelte di loro competenza in tema di programmazione e definizione degli obiettivi didattici, di organizzazione della scuola, di criteri di valutazione, di scelta dei libri e del materiale didattico. Lo studente ha inoltre diritto a una valutazione trasparente e tempestiva, volta ad attivare un processo di autovalutazione che lo conduca a individuare i propri punti di forza e di debolezza e a migliorare il proprio rendimento.
 5. Nei casi in cui una decisione influisca in modo rilevante sull'organizzazione della scuola gli studenti della scuola secondaria superiore, anche su loro richiesta, possono essere chiamati ad esprimere la loro opinione mediante una consultazione. Analogamente negli stessi casi e con le stesse modalità possono essere consultati gli studenti della scuola media o i loro genitori.
 6. Gli studenti hanno diritto alla libertà di apprendimento ed esercitano autonomamente il diritto di scelta tra le attività curricolari integrative e tra le attività aggiuntive facoltative offerte dalla scuola. Le attività didattiche curricolari e le attività aggiuntive facoltative sono organizzate secondo tempi e modalità che tengono conto dei ritmi di apprendimento e delle esigenze di vita degli studenti.
 7. Gli studenti stranieri hanno diritto al rispetto della vita culturale e religiosa della comunità alla quale appartengono. La scuola promuove e favorisce iniziative volte all'accoglienza e alla tutela della loro lingua e cultura e alla realizzazione di attività interculturali.
 8. La scuola si impegna a porre progressivamente in essere le condizioni per assicurare:

a) un ambiente favorevole alla crescita integrale della persona e un servizio educativo-didattico di qualità;
b) offerte formative aggiuntive e integrative, anche mediante il sostegno di iniziative liberamente assunte dagli studenti e dalle loro associazioni;
c) iniziative concrete per il recupero di situazioni di ritardo e di svantaggio nonché per la prevenzione e il recupero della dispersione scolastica;
d) la salubrità e la sicurezza degli ambienti, che debbono essere adeguati a tutti gli studenti, anche con handicap;
e) la disponibilità di un'adeguata strumentazione tecnologica;
f) servizi di sostegno e promozione della salute e di assistenza psicologica.

 9. La scuola garantisce e disciplina nel proprio regolamento l'esercizio del diritto di riunione e di assemblea degli studenti, a livello di classe, di corso e di istituto.
 10. I regolamenti delle singole istituzioni garantiscono e disciplinano l'esercizio del diritto di associazione all'interno della scuola secondaria superiore, del diritto degli studenti singoli e associati a svolgere iniziative all'interno della scuola, nonché l'utilizzo di locali da parte degli studenti e delle associazioni di cui fanno parte. I regolamenti delle scuole favoriscono inoltre la continuità del legame con gli ex studenti e con le loro associazioni.

Art. 3 (Doveri)

 1. Gli studenti sono tenuti a frequentare regolarmente i corsi e ad assolvere assiduamente agli impegni di studio.
 2. Gli studenti sono tenuti ad avere nei confronti del capo d'istituto, dei docenti, del personale tutto della scuola e dei loro compagni lo stesso rispetto, anche formale, che chiedono per se stessi.
 3. Nell'esercizio dei loro diritti e nell'adempimento dei loro doveri gli studenti sono tenuti a mantenere un comportamento corretto e coerente con i principi di cui all'art.1.
 4. Gli studenti sono tenuti ad osservare le disposizioni organizzative e di sicurezza dettate dai regolamenti dei singoli istituti.
 5. Gli studenti sono tenuti a utilizzare correttamente le strutture, i macchinari e i sussidi didattici e a comportarsi nella vita scolastica in modo da non arrecare danni al patrimonio della scuola.
 6. Gli studenti condividono la responsabilità di rendere accogliente l'ambiente scolastico e averne cura come importante fattore di qualità della vita della scuola.

Art. 4 (Disciplina)

 1. I regolamenti delle singole istituzioni scolastiche individuano i comportamenti che configurano mancanze disciplinari con riferimento ai doveri elencati nell'articolo 3, al corretto svolgimento dei rapporti all'interno della comunità scolastica e alle situazioni specifiche di ogni singola scuola, le relative sanzioni, gli organi competenti ad irrogarle e il relativo procedimento, secondo i criteri di seguito indicati.
 2. I provvedimenti disciplinari hanno finalità educativa e tendono al rafforzamento del senso di responsabilità ed al ripristino di rapporti corretti all'interno della comunità scolastica.
 3. La responsabilità disciplinare è personale. Nessuno può essere sottoposto a sanzioni disciplinari senza essere stato prima invitato ad esporre le proprie ragioni. Nessuna infrazione disciplinare connessa al comportamento può influire sulla valutazione del profitto.
 4. In nessun caso può essere sanzionata, né direttamente né indirettamente, la libera espressione di opinioni correttamente manifestata e non lesiva dell'altrui personalità.
 5. Le sanzioni sono sempre temporanee, proporzionate alla infrazione disciplinare e ispirate, per quanto possibile, al principio della riparazione del danno. Esse tengono conto della situazione personale dello studente. Allo studente è sempre offerta la possibilità di convertirle in attività in favore della comunità scolastica.
 6. Le sanzioni e i provvedimenti che comportano allontanamento dalla comunità scolastica sono sempre adottati da un organo collegiale.
 7. Il temporaneo allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto solo in caso di gravi o reiterate infrazioni disciplinari, per periodi non superiori ai quindici giorni.
 8. Nei periodi di allontanamento deve essere previsto, per quanto possibile, un rapporto con lo studente e con i suoi genitori tale da preparare il rientro nella comunità scolastica.
 9. L'allontanamento dello studente dalla comunità scolastica può essere disposto anche quando siano stati commessi reati o vi sia pericolo per l'incolumità delle persone. In tal caso la durata dell'allontanamento è commisurata alla gravità del reato ovvero al permanere della situazione di pericolo. Si applica per quanto possibile il disposto del comma 8.
 10. Nei casi in cui l'autorità giudiziaria, i servizi sociali o la situazione obiettiva rappresentata dalla famiglia o dallo stesso studente sconsiglino il rientro nella comunità scolastica di appartenenza, allo studente è consentito di iscriversi, anche in corso d'anno, ad altra scuola.
 11. Le sanzioni per le mancanze disciplinari commesse durante le sessioni d'esame sono inflitte dalla commissione di esame e sono applicabili anche ai candidati esterni.

Art. 5 (Impugnazioni)

 1.Per l'irrogazione delle sanzioni di cui all'articolo 4, comma7, e per i relativi ricorsi si applicano le disposizioni di cui all'articolo 328, commi 2 e 4, del decreto legislativo 16 febbraio 1994, n. 297.
 2. Contro le sanzioni disciplinari diverse da quelle di cui al comma 1 è ammesso ricorso, da parte degli studenti nella scuola secondaria superiore e da parte dei genitori nella scuola media, entro 15 giorni dalla comunicazione della loro irrogazione, ad un apposito organo di garanzia interno alla scuola, istituito e disciplinato dai regolamenti delle singole istituzioni scolastiche, del quale fa parte almeno un rappresentante degli studenti nella scuola secondaria superiore e dei genitori nella scuola media.
 3. L'organo di garanzia di cui al comma 2 decide, su richiesta degli studenti della scuola secondaria superiore o di chiunque vi abbia interesse, anche sui conflitti che sorgano all'interno della scuola in merito all'applicazione del presente regolamento.
 4. Il dirigente dell'Amministrazione scolastica periferica decide in via definitiva sui reclami proposti dagli studenti della scuola secondaria superiore o da chiunque vi abbia interesse, contro le violazioni del presente regolamento, anche contenute nei regolamenti degli istituti. La decisione è assunta previo parere vincolante di un organo di garanzia composto per la scuola secondaria superiore da due studenti designati dalla consulta provinciale, da tre docenti e da un genitore designati dal consiglio scolastico provinciale, e presieduto da una persona di elevate qualità morali e civili nominata dal dirigente dell'Amministrazione scolastica periferica. Per la scuola media in luogo degli studenti sono designati altri due genitori.

[OMISSIS]

 

Situazioni

Risposte

Motivazioni

1

 

 

2

 

 

3

 

 

4

 

 

5

 

 

6

 

 

7

 

 

8

 

 

9

 

 

10

 

 

 

 

 

 

 

SITUAZIONE 1: L’insegnante decide di rendere noti ai compagni la situazione familiare e i problemi giudiziari dello studente M. S. (Soluzione: art.2,2.)

 

SITUAZIONE 2: Uno studente richiede all’insegnante delle spiegazioni riguardo ad un voto insufficiente assegnato. (Soluzione: art.2,4.).

 

SITUAZIONE 3: Il dirigente scolastico comunica ad allievi e genitori la decisione di abolire le lezioni del sabato mattina e di avere introdotto, a partire dal II quadrimestre, le lezioni pomeridiane il martedì.( Soluzione: art.2,5.)

 

SITUAZIONE 4: Una circolare annuncia il calendario del corso integrativo di flauto a cui devono iscriversi almeno otto allievi della classe. (Soluzione art. 2,6.).

 

 SITUAZIONE 5: Il regolamento della scuola prevede che la  palestra dell’Istituto sia disponibile per i gruppi di studenti che ne fanno richiesta il martedì e il venerdì dalle 17 alle 19. (Soluzione: art. 2,10).

 

SITUAZIONE 6: L’allievo M. S. si rifiuta di sedere accanto all’allieva A. M. perché di nazionalità non italiana.  (Soluzione: art.3,3. rif. Art.1,4.).

 

SITUAZIONE  7: L’assemblea degli studenti approva un documento che assegna esclusivamente ai bidelli la responsabilità della pulizia e dell’ordine di aule, laboratori e degli altri locali della scuola. (Soluzione art.3, 6)

 

SITUAZIONE 8: Il dirigente della scuola rifiuta la proposta del Consiglio di classe di sospendere l’allievo M. S. e lo invita ad un colloquio per spiegare il suo comportamento.

(Soluzione: art.4,3,).

 

SITUAZIONE 9: L’allievo M. S. , sospeso dalle lezioni per 8 giorni, non sarà di conseguenza ammesso alla classe successiva al termine dell’anno scolastico. (Soluzione: art. 4, 6.)

 

SITUAZIONE 10: Gli studenti dell’I. P. C. Balducci richiedono di eleggere un loro rappresentante all’interno dell’organo  di garanzia dell’istituto (Soluzione art. 5,  2.).

 

Attività 2

 

Allieva/o  __________________________________________________________    

 

Tab. 2.10 Iscritti, promossi e dispersi nei vari gradi dell’istruzione, per otto leve

anagrafiche tra il 1984/85 e il 2003/04

 

Modalità di svolgimento

 

            Gli studenti lavorano individualmente, dopo una presentazione del materiale che ne mette a fuoco la fonte, gli scopi, le modalità di lettura.

 

Competenza

 

Livelli di competenza attivati

(Individuati sulla base delle formulazioni e dei livelli previsti nell’indagine Ocse-Pisa)

 

Tipologia testuale e dominio di riferimento

 

Testo utilizzato

Tab. 2.10 Iscritti, promossi e dispersi nei vari gradi dell’istruzione, per otto leve anagrafiche tra il 1984/85 e il 2003/04.

 

(http://www.provincia.torino.it/fidati/scuola/archivio_istruzione/iard.pdf

, p.72)

 

 

            Leggete con attenzione la tabella proposta. Valutate se le affermazioni riportate sotto sono confermate (V) o no (F) dalla lettura e dalla interpretazione dei dati presi in esame, integrando la risposta con una sintetica motivazione che utilizza i dati ritenuti significativi in proposito.

 

1.      Il numero dei bambini iscritti in prima elementare nell’arco di tempo preso in considerazione è diminuito

 

V                         F

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2.      Fino al 2003 il fenomeno della dispersione scolastica nella scuola secondaria inferiore è andato diminuendo

V                         F

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3.      Nel periodo preso in considerazione il tasso di dispersione nella scuola primaria è diminuito costantemente

V                         F

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4.      Nel periodo preso in considerazione il numero dei diplomati è costantemente aumentato

                                                                 V                         F        

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5.      Tra i nati nel 1978 circa 15.000 giovani non hanno completato gli studi superiori regolarmente

V                         F

 

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6.      Provate a formulare delle ipotesi di spiegazione sul fatto che, in tutti gli anni scolastici presi in considerazione, il numero degli iscritti in prima superiore risulta maggiore del numero di coloro che l’anno precedente hanno conseguito la licenza media.

 

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7.      Componete un breve testo utilizzando i dati dell’indagine e facendo riferimento anche alle vostre conoscenze ed esperienze personali in cui rispondete, manifestando accordo o disaccordo, alla seguente affermazione:

§         Ormai tutti hanno un diploma, a scuola non c’è più serietà e promuovono anche chi non sa nulla

 

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Attività 3

 

Allieva/o ____________________________________________________________            

 

Testo tratto da: Perché mai di serie B?, Torino, 2007, pp. 68-71

 

            Il testo che segue, dedicato al rapporto con lo studio e ai risultati scolastici, è tratto da una indagine svolta tra gli studenti degli Istituti professionali Statali della Regione Piemonte.

            Leggete con attenzione il testo in ciascuna sua parte e, tenendo conto anche delle informazioni contenute nei grafici, spiegate l’incidenza di ciascuno dei fattori sotto-elencati sull’attività di studio.

 

  1. Il genere di appartenenza

 

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  1. La famiglia di appartenenza

 

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  1. Il luogo di residenza

 

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  1. L’indirizzo frequentato

 

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  1. I risultati conseguiti nella scuola media

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Attività  4

 

Allieva/o ____________________________________________________________   

 

Testo:

Rapporto giovani. Sesta indagine dell’Istituto IARD sulla condizione giovanile in Italia, Il Mulino, Bologna, 2007. (pp. 51/55)

 

Il testo proposto è tratto dal secondo capitolo della ricerca: Come funziona la scuola oggi: opinioni ed esperienze dei giovani italiani.

Leggete con attenzione il testo ed esaminate i dati riportati nella Tabella 2.1 nelle colonne Studenti delle scuole superiori.

Dopo aver letto le domande che seguono, raccogli le informazioni che pensi possano essere utili alle risposte alle domande 2 e seguenti. Per ciascuna domanda rispondi con dei brevi testi.

 

1.      Componete una tabella ed inserite le vostre personali risposte ai quesiti sulle motivazioni alla frequenza scolastica. Ricordate che in caso di disaccordo parziale o totale dovete barrare lo spazio (/) e rispondere invece SI se siete abbastanza o molto d’accordo.

2.      Valutate le vostre  risposte in confronto a quelle date dagli studenti interpellati nella indagine: in un testo di circa 100 parole spiegate come vi collocate rispetto ai risultati dell’inchiesta.

3.      Leggete con attenzione l’ultimo capoverso del testo fino a “ … in misura più ridotta degli istituti tecnici.  In base a questa affermazione valutate con quale, tra quelle sottoindicate, ipotesi generale di riforma della scuola secondaria superiore concorderebbero gli autori, indicandone sinteticamente le motivazioni.

A.     La scuola è troppo teorica, si devono organizzare più esperienze legate al mondo del lavoro.

B.    Si devono rendere più severi gli studi, i giovani avvertono che la scuola serve a poco o a nulla.

C.    La scuola superiore deve essere più unitaria, devono essere ridotte le differenze tra licei ed istituti professionali.

D.    Bisogna organizzare dei test di ammissione ai diversi indirizzi scolastici basati sulle capacità degli studenti.

E.     La divisione tra licei, istituti tecnici ed istituti professionali è la base di qualsiasi ipotesi di riforma.

 

Motivazioni

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……………………………………………………………………………………………..

……………………………………………………………………………………………..

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Attività  5

 

Allieva/o ____________________________________________________________   

 

 

Testo: Ricerca sul fenomeno del bullismo http://www.formazione.it/cs/files/14/ricerca_bullismo/entry107.aspx,

 

Nel corso del 2007 l’istituto ADR, per conto del Centro Servizi Didattici della Provincia di Torino, ha condotto una inchiesta sul fenomeno del “bullismo” in quattro istituti scolastici superiori intervistando 690 studenti. Vi presentiamo alcuni risultati della ricerca: nella prima parte potrete leggere alcuni definizione di carattere generale sul fenomeno; nella seconda alcune risposte date dagli studenti torinesi.

            Dopo aver letto con attenzione le due parti estrapolate dalla ricerca svolgete le seguenti attività.

 

 I parte

 

CONOSCERE PER RICONOSCERE

 E’ importante distinguere tra comportamenti rasgressivi delle regole della convivenza “civile”, che sembrano diventare sempre più frequenti e violenti nelle scuole, e il bullismo vero e proprio.

 

 Questo si caratterizza per la forte asimmetria di forza e potere tra chi agisce e chi subisce.

 

Il bullismo è prepotenza, prevaricazione, ripetuta, spesso costante e continuativa, fino a

costituire veri e propri ruoli fissi di persecutore e perseguitato.

 Lo “stile relazionale” generale della vita scolastica è ovviamente favorente o sfavorente il

fenomeno.

Ciò risulta chiaro dal fatto, confermato dai nostri dati, che fare il bullo da solo non dà molta

soddisfazione.

Il bullismo si sostiene e si fortifica se fatto in gruppo: se c’è un pubblico, un “coro” che lo

contiene, lo tollera, magari lo approva.

 Tale tolleranza ed approvazione diventano tanto più sostenibili psicologicamente e socialmente quanto più il fenomeno viene banalizzato derubricato in “scherzo”, o meglio ancora, imputabile alla vittima.

 

C’E’ UNA “CARTA DI IDENTITA’” DEL BULLO?

 Olweus ha individuato degli “indicatori”:

1. Comportamentali: l’atteggiamento aggressivo, prevaricatore, di umiliazione è ripetuto e rivolto a chi è percepito come debole, indifeso, isolato

2. Fisici: il bullo è o cerca di sentirsi (bullo gregario, “manodopera”) più forte e abile nelle attività fisiche

3. Psicologici: forte bisogno di dominare, di affermare se stessi con il potere e la minaccia; impulsività, bassa tolleranza della frustrazione, intolleranza delle regole, oppositività e arroganza verso gli adulti

4. Di rendimento scolastico: tende progressivamente ad abbassarsi con il delinearsi di un atteggiamento negativo verso la scuola scherzo” o, meglio ancora, imputabile alla vittima

 

STILI EDUCATIVI E BULLISMO

Poco amore, poca cura e incapacità o noncuranza a definire in modo chiaro limiti da rispettare e regole da seguire, paradossalmente accompagnate da un uso coercitivo del potere da parte del genitore in forma di punizioni fisiche od esplosioni violente, contribuiscono allo sviluppo di un modello comportamentale aggressivo e prevaricatorio

 

 Gli esiti di questo stile educativo si notano nello stile e nel contenuto di molte riposte “Faccio il bullo perché…”

 

C’E’ UNA CARTA DI IDENTITA’ DELLA VITTIMA?

Sempre Olweus indica alcune caratteristiche generali, tra cui le più significative sono:

1. Più debole fisicamente dei coetanei

2. Cauto, sensibile, tranquillo, riservato, passivo

3. Ha difficoltà ad affermare se stesso nel gruppo dei pari

4. Spesso si rapporta meglio con gli adulti

5. In un certo senso “segnala” agli altri che è inadeguato, senza valore

 

BULLISMO AL FEMMINILE

Anche i fatti di cronaca segnalano che, a differenza di quanto l’immaginario collettivo

tende a costruire, le ragazze sono spesso protagoniste di episodi di prevaricazione

sistematica e continuata.

Il bullismo al femminile sembra essere più sfuggente, subdolo e quindi più difficile da

affrontare perché si manifesta per lo più non con azioni apertamente violente, ma attraverso l’esclusione, la ridicolizzazione, la diffusione di “storie” che denigrano il soggetto e ne minano la stima e l’immagine nel gruppo dei pari.

 

II parte

Ecco alcuni dati emersi dalla ricerca. Numeri assoluti e percentuali riguardano le risposte dei ragazzi sulle prepotenze, definibili come atti di bullismo, a cui hanno assistito.

• Prese in giro 549 (79,6%)

• Offese e insulti 338 (49,0%)

• Esclusione dalle compagnie 237 (34,3%)

• Furti di oggetti di scarso valore 182 (26,4%)

• Furti importanti 145 (21,0%)

• Minacce 122 (17,7%)

• Scherzi pesanti 120 (17,4%)

• Aggressioni fisiche 113 (16,4%)

• Prepotenze a sfondo sessuale 40 (5,8%)

• Estorsioni di denaro 31 (4,5%)

• Altro 17 (2,5%)