Migliorare i
risultati dell’istruzione nei bienni delle scuole secondarie superiori
Progetto di
attività sperimentali rivolte all’innovazione nei bienni
delle scuole
secondarie superiori della Provincia di Torino,
finalizzate all’orientamento,
alla riduzione della dispersione scolastica
e al
miglioramento dei risultati dell’apprendimento
Attività di ricerca-azione nelle classe prime in obbligo di istruzione e in riferimento allo sviluppo di alcune competenze culturali Scuola -I.P.S. “C.I. GIULIO” Classe – STUDENTI STRANIERI DI 1°A E 1°C Periodo dell’anno scolastico – GENNAIO – MARZO 2008 Insegnante - PATRIZIA CANNAVO’ PremessaL’unità didattica si rivolge a due tipologie di studenti: alla classe I G e agli studenti non nativi di I A e I C che presentano scarse competenze linguistiche essendo in Italia da un periodo limitato di tempo (qualche mese o al massimo un paio di anni).Questi studenti stranieri svolgono le ore currucolari di italiano in un gruppo separato dal resto della classe.Pur operando in ambiti diversi, noi insegnanti abbiamo progettato insieme l’unità didattica, nella convinzione che potesse essere utile avere una versione doppia di un’attività destinata, in prospettiva, a gruppi classe con stranieri al loro interno.Per questo motivo abbiamo previsto materiali e percorsi variati per i due gruppi. Tuttavia, nonostante la diversità dell’utenza, molte valutazioni sull’attività svolta sono state comuni.Per quanto riguarda la rimotivazione abbiamo cercato materiali il più possibile vicini all’esperienza degli studenti. Nel corso dell’intervento didattico abbiamo riscontrato un feed-back positivo nella prima lettura che ha determinato anche il successo delle attività curricolari connesse, sia in termini di discussione collettiva sia in termini di esercitazioni. Più difficoltoso è stata la seconda lettura: il testo (Eggars) consentiva minore possibilità di coinvolgimento e gli allievi ci hanno fatto mettere a fuoco la ripetitività della richiesta. Portata comunque a termine la seconda lettura e svolti gli esercizi ci siamo nuovamente interrogate sul rapporto tra la nostra proposta e gli obiettivi che ci eravamo poste. Innanzitutto abbiamo rilevato la positività della metodologia scelta in relazione al costante coinvolgimento degli studenti determinato in primo luogo dai temi affrontati e dal dibattito che hanno suscitato, in secondo luogo dalla gestione laboratoriale delle esercitazioni e dalla loro impostazione collaborativa. Altro elemento positivo, a nostro parere, è stata la valutazione formativa che ci ha permesso di rilevare in modo sistematico i progressi raggiunti.Il limite dell’unità lo abbiamo individuato nella scelta di alcuni contenuti. Dopo averne discusso insieme, abbiamo scelto due percorsi diversi.Per la I G – allievi tutti nativi - abbiamo concordato che un’apertura maggiore all’attualità e ad altri linguaggi potesse consentirci di recuperare l’entusiasmo iniziale. Le specificità dell’autobiografia sono state affrontate attraverso la versione cinematografica della graphic novel Persepolis . Abbiamo visto il film all’interno del progetto “Compagni di cinema” dell’Aiace. Abbiamo proceduto al confronto tra i due linguaggi (Graphic-novel/film). Abbiamo effettuato una ricerca sul Web per acquisire informazioni sulle realtà trattate. Dopo una discussione collettiva sul sistema di valori veicolati dalle fiction e un’analisi del senso di produrle in questo momento storico-politico, abbiamo, attraverso varie fasi, realizzato una recensione collettiva per il giornalino della scuola.Con le stesse modalità l’attività verrà svolta anche per il film Il cacciatore di aquiloni e per il romanzo di Khaled Hosseini.Per il gruppo di non nativi, constatata la difficoltà nell’esecuzione di alcuni compiti, è stata aperta una parentesi durante la quale si è lavorato per rafforzare la loro competenza linguistica di base (verbi, pronomi), si sono rallentati i tempi e ridotte le richieste. 1. Competenza da sviluppare -
- leggere e analizzare testi autobiografici di adolescenti (del passato e di oggi) per
a) riconoscere le caratteristiche
essenziali del genere;
b) acquisire consapevolezza
della dimensione sia soggettiva sia collettiva di particolari problematiche
individuali e sociali, storicizzandone alcuni aspetti.
-
scriver di sé in forma narrativa (il
racconto autobiografico)
-
collaborare e partecipare nel gruppo,
comprendendo i diversi punti di vista, contribuendo all’apprendimento comune ed
alla realizzazione delle attività collettive.
2. Descrizione delle caratteristiche della classe che sperimenta l’attività[clima, atteggiamenti, prerequisiti in riferimento all’attività da svolgere]
Il gruppo-classe su cui è stato attuato il progetto si compone di 12 non nativi provenienti da due prime del biennio unitario dell’istituto.
Le competenze linguistiche sono diversificate: dai non parlanti a quelli con un anno di scolarizzazione in Italia. Diverse anche le nazionalità rappresentate (rumena, brasiliana, peruviana, marocchina, egiziana, russa e filippina).
Pur partendo da una situazione linguistica eterogenea, la maggior parte degli studenti è motivata ad apprendere con un atteggiamento propositivo e senz’altro collaborativo.
Solo un paio di ragazzi appare particolarmente disorientato e un po’ in difficoltà soprattutto con le altre discipline del corso.
3. Tema/titolo descrizione dell’attività che si intende attuare in riferimento alla macrocompetenza-NARRAR DI SE’
Il racconto autobiografico come forma di rimotivazione
4. Tempi, insegnanti coinvolti, organizzazione didattica - Gennaio-Marzo 2008 , prof. Bricchetto Enrica e prof. Cannavò Patrizia 5. Diario di Bordo (relativo ad ogni unità di lavoro)
[Data, durata, descrizione
(narrativa) dell’attività svolta, metodologia didattica utilizzata (Strumenti
utilizzati, materiali con cui si è lavorato, materiali prodotti, compiti
assegnati), osservazioni (difficoltà incontrate e modalità utilizzate per
affrontarle, atteggiamenti e comportamenti, risultati raggiunti, efficacia
dell’attività svolta), materiali allegati]
-vedi allegati 6. Modalità, oggetto, forma e risultati della valutazione alla fine dell’attività [anche in riferimento con prerequisiti iniziali e compresa la valutazione delle scelte didattiche messe in atto]
- Valutazione
formativa: osservazione del lavoro individuale o di coppia, in termini di
progressi verificati in relazione alle competenze disciplinari di base e
riguardo alla collaborazione fra pari; valutazione dell'impegno e della partecipazione.
- Valutazione accertativa sulle singole
fasi e sulla produzione finale. I materiali relativi alle singole fasi sono
stati messi a confronto per accertare i progressi.