Migliorare i risultati dell’istruzione nei bienni delle scuole secondarie superiori

Progetto di attività sperimentali rivolte all’innovazione nei bienni 

delle scuole secondarie superiori della Provincia di Torino,

finalizzate all’orientamento, alla riduzione della dispersione scolastica

e al miglioramento dei risultati dell’apprendimento

 
Attività di ricerca-azione nelle classe prime in obbligo di istruzione 
e in riferimento allo sviluppo di alcune competenze culturali
 
 

Sintesi dell’unità di insegnamento/apprendimento

 

Scuola: ITIS “A. Avogadro”

 

Classe: 1 A ITIS

 

Periodo: febbraio-aprile 2008, per un totale di 20 ore

 

Docente: Caterina PAGLIASSO

 

Descrizione dell’attività: utilizzo delle risorse cognitive e linguistiche dell’intreccio fra lettura e scrittura per sollecitare una riflessione in ambito biografico e autobiografico

 

 

  1. Competenza da sviluppare.

Sviluppo del senso di identità e di consapevolezza di sé,  e del proprio ruolo nella comunità

 

Le abilità da sviluppare sono:

Ø     saper leggere, analizzare e comprendere brevi testi di natura bio/autobiografica

Ø     saper ascoltare i compagni nel processo di elaborazione collettiva

Ø     saper lavorare in gruppo accettando l’apporto di ognuno

Ø     saper riscrivere, variare, imitare un testo di partenza

Ø     saper produrre brevi testi bio/autobiografici

 

Le conoscenze da utilizzare/potenziare sono:

Ø     lettura e comprensione di un testo narrativo

Ø     riconoscimento dei segnali di varie tipologie di sequenze nel testo (e della loro alternanza a fini stilistici e/o di efficacia complessiva)

Ø     riconoscimento dei segnali linguistico-grammaticali legati a quella particolare tipologia testuale

Ø     individuazione di particolari tematiche (storiche, esistenziali…)

 

Il percorso didattico prevede:

Ø     analisi

Ø     imitazione-riscrittura

Ø     produzione autonoma

 

Gli ambiti di approccio al testo sono:

Ø     manifestazione di superficie

Ø     struttura

Ø     scelte pragmatiche

 

Affinché gli allievi raggiungano la competenza individuata occorre

Ø     realizzare contesti motivanti nei quali gli alunni siano indotti a riflettere su se stessi

Ø     raggiungere un adeguato livello di uso della lingua (lettura e produzione)

Ø     realizzare contesti di relazione collaborativa e non competitiva

 

 

2. Descrizione delle caratteristiche della classe che sperimenta l’attività:

 

La classe è numerosa (29 alunni) e assai vivace, impegnativa da gestire nella quotidianità scolastica ma nel complesso curiosa, disponibile al nuovo e ben disposta verso gli insegnanti. Il clima in cui si lavora è positivo, l’atteggiamento di collaborazione.

Sono presenti 6 alunni stranieri, con diversi gradi di competenza linguistico-comunicativa (ottima, media, molto bassa). Due ragazzi mostrano seri problemi di demotivazione allo studio. Un ragazzo fortemente demotivato si è ritirato nella seconda parte dell’anno. Un gruppo di 6 alunni evidenzia difficoltà di concentrazione e apprendimento.

Sin dall’inizio dell’anno è stata data all’attività di lettura un taglio autobiografico, presentando le caratteristiche del genere e le varie tipologie. Tra i film narrativi sono stati scelti quelli a tematica autobiografica.

 

3. Tema/titolo-descrizione dell’attività in riferimento alla competenza:

Comprensione, imitazione e produzione di testi biografici e autobiografici

 

4. Tempi, insegnanti coinvolti, organizzazione didattica

L’unità si svolge da febbraio ad aprile, per un totale di 20 ore, non concentrate. Le attività di lettura, analisi, riscrittura-imitazione e produzione autonoma di brevi testi vengono tutte svolte in classe, sia individualmente che a piccoli gruppi. Soltanto l’ultima attività, la stesura di un episodio estrapolato dall’intervista fatta all’inizio dell’anno dai ragazzi ai propri nonni, viene svolta a casa. Si tratta infatti di un’attività che richiede tempi individuali di pianificazione e organizzazione.

L’attività coinvolge la sola insegnante di Lettere.

 

 

5. Diario di bordo

Vedi Allegato

 

 

6. Metodologia didattica utilizzata

 

L’unità di lavoro è stata preceduta, nella parte precedente dell’anno, da lettura di racconti, brani di romanzi, visione di film che hanno avuto la funzione di suscitare curiosità e domande e di far scoprire l’esistenza di un genere.

In classe si è lavorato su brevi brani finalizzati ad un’analisi puntuale. Dopo la lettura di tali brani ai ragazzi veniva chiesto di manipolare i testi; la riscrittura e l’imitazione hanno spesso assunto la forma di gioco che è divenuta parte del contesto motivante.

L’esperienza diretta dei testi si inscrive in una visione del sapere inteso come “scoprire facendo”,

che ha trovato la sua dimensione nell’attività di tipo laboratoriale e nella cooperazione di gruppo.

L’intervista ai nonni realizzata ad inizio anno è stata pensata e preparata dai ragazzi, che hanno scelto le tematiche da affrontare; da questa essi hanno poi estrapolato un passaggio significativo, che si prestasse ad essere trasformato in un episodio autobiografico o biografico.

Il coinvolgimento degli allievi è stato sempre alto. Quando in un’occasione il lavoro nei gruppi non ha prodotto i risultati sperati, è stato utile riformulare il compito in  maniera più chiara e guidata.

Tra le difficoltà incontrate si registra una scarsa propensione all’ascolto degli altri e la consuetudine a lavorare in un clima di scarsa concentrazione (indolenza, chiacchiericcio diffuso, risate, spostamenti fisici all’interno dell’aula). Abitudini, queste, molto difficili da scoraggiare e sradicare. E’ stata necessaria una continua sollecitazione dell’insegnante, tesa a ricondurre all’attenzione i gruppi di lavoro, o la classe nel suo insieme.

 

 

 

7. Modalità, oggetto, forma e risultati della valutazione alla fine dell’attività

 

Si è valutato l’impegno in misura maggiore del risultato, cercando di non scoraggiare il ragazzo e di rispettare e valorizzare la parte di soggettività da lui messa in gioco in questa esperienza.

Si è preferito mettere in risalto le capacità acquisite piuttosto che enfatizzare le carenze. Questo è valso in particolare per gli studenti stranieri e per i ragazzi più deboli e demotivati, ai quali si doveva riconoscere prima di tutto l’impegno nel lavoro individuale e di gruppo.

Per la valutazione del prodotto finale, l’episodio tratto dalla vita dei nonni, che è il coronamento dell’unità svolta, si è tenuto conto in misura maggiore della correttezza morfologico-sintattica, dell’adeguatezza espressiva, dell’efficacia narrativa.

Il bilancio è positivo. Il confronto all’interno dei piccoli gruppi ha prodotto idee, pensiero, ha  accresciuto la fiducia in se stessi, liberato l’immaginazione, messo alla prova conoscenze. Anche i ragazzi deboli e demotivati (ad eccezione di un’alunna rumena che non si è ancora impadronita della lingua italiana e che ha avuto in generale un atteggiamento molto appartato e svogliato) hanno dato il loro contributo durante le esercitazioni.

Il prodotto finale appare assai soddisfacente per tutti, seppure di qualità differenziata per ciascun alunno (dal discreto all’ottimo). Se 6 alunni non l’hanno ancora consegnato (2 di questi dichiarano di aver perduto l’intervista), la gran maggioranza della classe ha lavorato con impegno e motivazione, mostrando di aver compreso le risorse e gli stili della scrittura di sé. La competenza e gli obiettivi indicati all’inizio dell’attività individuata si possono perciò considerare raggiunti in buona misura. L’atteggiamento dei ragazzi riguardo alla motivazione al lavoro ha registrato punte alte, e questo emerge anche dalla “tavola rotonda”. Il rapporto con l’insegnante è stato sempre di disponibilità e fiducia.