I.T.I.S. “A. Avogadro” - Torino

Area linguistica: Inglese

Docente: Anna Maria V. Marchione

Classe che ha sperimentato l’attività: 2^E

 

 

 

                UNITA’ DI INSEGNAMENTO/APPRENDIMENTO (INGLESE)

 

                      Titolo - Discovering teenage personality: Who are you?

 

 

Obiettivo generale: describing personality (scrivo di me per conoscermi, riflettere sulla mia personalità, diventare consapevole dei miei limiti e delle mie potenzialità; leggo di altri  ( “testimonianze di vita”) per riconoscere l’adolescenza come fase ‘critica’ della vita di ognuno.

Competenze : leggere e comprendere brevi testi autobiografici/biografici di adolescenti riconoscendone le informazioni fornite in modo esplicito/implicito ed incrementare la capacità

di produzione scritta (describing personality).

Attività: lettura (comprensione), scrittura (produzione)

Percorso: analisi dei testi proposti, riscrittura, imitazione, attività di ‘taglia-incolla’, produzione autonoma

Destinatari: allievi di una classe seconda superiore nativi e non nativi

 

Testi proposti:

- e-mail di una adolescente inglese che descrive la propria personalità

Tempo previsto  : 2 ore settimanali per 3 settimane ( 6h totali) per iscriversi ad un

  Internet Penfriend Site

- una pagina di diario tratta da “The growing pains of Adrian Mole” di Sue Townsend

- il brano “Prince William” tratto dal libro di testo (“Horizons”, Oxford)

- “What kind of animal are you ?”, svolgimento di un test sulla personalità ed interpretazione del

  risultato

 

Obiettivi intermedi

Primo livello: manifestazione di superficie del testo

Reading (analisi del testo) : l’allievo è in grado di capire i punti essenziali di un testo in cui qualcuno racconta di sé o descrive sentimenti, opinioni e avvenimenti della vita di un’altra persona.

- pronomi (I –he/she), possessivi

- categorie di aggettivi

- tempi verbali (Present Simple/ Past Simple)

Writing (attività sul testo proposto e rinforzo competenze grammaticali): l’allievo è in grado di scrivere un testo semplice e coerente su di sé o su un’altra persona fornendo informazioni sul carattere e la personalità.

- riscrittura (cambio di pronome o verbo)

- imitazione (scrivo seguendo il modello)

-taglia-incolla’ (scrivo assemblando sample sentences)

 

Secondo Livello: struttura del testo (scelte lessicali- formali)

Reading: l’allievo è in grado di riconoscere le informazioni fornite in modo implicito, individuando gli atteggiamenti e/o i punti di vista assunti dagli autori, riconoscendo lo scopo generale del testo e sviluppandone un’interpretazione.

 

Writing: l’allievo è in grado di esprimere considerazioni, opinioni o giudizi  personali su aspetti della propria/altrui personalità prendendo così coscienza della dimensione sia soggettiva che collettiva di particolari problematiche individuali.

L’allievo sceglie un proprio registro/stile per raccontare/rsi.

- leggo e formulo un giudizio (es. rispondo a Marilyn perché ha una personalità interessante);

- scrivo di me (scrivo anch’io all’Internet Penfriend site, produco una pagina di diario riferita ad un episodio significativo della mia vita familiare, scolastica…); descrivo un amico/a ( fornisco la mia testimonianza sulle buone /cattive qualità di una persona).

 

Metodologia

Fase 1: lezioni frontali durante le quali tuttavia le attività saranno sempre svolte in interazione con gli allievi, cercando di favorirne il coinvolgimento e la partecipazione attiva.

Fase 2: lavoro in apprendimento collaborativo (pair work) e poi individuale (proseguimento del lavoro proposto a casa); lavoro guidato dall’insegnante per gli allievi in difficoltà.

Fase 3: attività  di produzione individuale

 

Valutazione

Osservazione del lavoro, valutazione dell’interesse, della partecipazione e dell’impegno. Valutazione formativa sul progresso;  valutazione finale sulla produzione.

 

 

Classe che sperimenta l’attività

E’ una seconda Biennio I.T.I.S., costituita da 20 allievi. Cinque di questi sono stranieri, ma comprendono e si esprimono in italiano senza grandi difficoltà; tre hanno una competenza più che sufficiente nella lingua inglese, due presentano invece lacune generalizzate e si impegnano in modo piuttosto discontinuo. Tra i nativi, quattro allievi padroneggiano discretamente l’inglese; in particolare, due allieve sono molto ricettive e si sono sempre mostrate disponibili ad attività di approfondimento. Con l’eccezione di alcuni allievi il cui profitto è gravemente negativo – a causa sia di carenze di base sia di un impegno molto scarso  – la maggior parte degli studenti ha riportato nel corso dell’anno risultati che si assestano tra la mediocrità e la sufficienza; tali risultati sono dovuti non  tanto alla mancanza di potenzialità, quanto piuttosto ad una attenzione saltuaria in classe, associata a superficialità e discontinuità nello studio individuale.

La classe è stata scelta per la sperimentazione poiché, nonostante  le caratteristiche evidenziate, è più preparata di altre nella materia, è meno numerosa e più semplice da gestire e si caratterizza per una discreta disponibilità al dialogo educativo e alle sollecitazioni all’approfondimento (anche se non sempre al coinvolgimento fa seguito l’impegno).

 

Diario di bordo

Vedi allegato

 

Valutazione finale

La prima parte dell’attività (Who are you?) ha suscitato un certo interesse anche tra gli allievi di solito meno motivati ed in genere poco competenti o in difficoltà con la materia e quindi poco propensi a studiarla. Alcuni, attratti dalla ‘novità’ e stimolati dall’insegnante a cogliere l’occasione proposta  per saggiare le proprie potenzialità, si sono impegnati più del solito e quindi hanno prodotto più del solito; altri, al di là dell’iniziale entusiasmo, non hanno dato prova di maggiore applicazione e non sempre hanno svolto i compiti assegnati. (Va segnalato che l’unità è stata svolta in concomitanza con lo svolgimento dei corsi di recupero pomeridiani ).

Dal punto di vista dei risultati concreti, le conclusioni sono certamente meno esaltanti; gli allievi più deboli non posseggono spesso neanche le strutture di base ed attività di riscrittura come quelle proposte possono certamente contribuire a produrre consapevolezza, ma restano fini a sé stesse se non accompagnate dalla volontà di acquisire un metodo di lavoro e farlo proprio. Inoltre le difficoltà che alcuni allievi incontrano nella comprensione (anche di semplici domande) e ancor

più nella produzione (sia scritta che orale) li porta ad un atteggiamento di frustrazione e quindi di conseguente demotivazione quando, nel confronto con allievi più competenti, non riescono ad          esprimere con precisione ciò che vorrebbero (per mancanza spesso anche di lessico oltre che di strutture grammaticali). Di qui il ricorso all’italiano per completare/rendere comprensibile il messaggio, la rinuncia o il rifiuto  a mettersi in gioco per il timore di essere derisi e/o giudicati (nonostante le rassicurazioni dell’insegnante, che in tali situazioni tende a privilegiare lo sforzo comunicativo più che la correttezza della comunicazione). Buona la partecipazione, il coinvolgimento e la qualità dei materiali prodotti dagli allievi comunque competenti e motivati, pur con qualche ‘caduta’  di rendimento in particolare da parte dei ragazzi (dovuta all’argomento  scelto?). Il tempo dedicato alla sperimentazione è stato talmente esiguo (7 ore) da non poter ipotizzare una ricaduta diretta ed immediata sui risultati; ogni allievo ha reso in relazione alle proprie capacità e competenze.

Una valutazione in itinere – di tipo formativo - ha accompagnato tutto lo svolgimento dell’unità: la verifica della capacità di ognuno di usare la lingua sul piano sia ricettivo che produttivo è inevitabile nell’insegnamento della lingua straniera e segue passo passo tutto  il percorso di  insegnamento-apprendimento. La valutazione complessiva, alla fine del percorso di lavoro, ha tratto  spunto dal giudizio sulle nuove conoscenze/abilità acquisite basato sia sugli elaborati prodotti dagli allievi sia sull’osservazione dell’atteggiamento di ognuno relativamente alla partecipazione alle attività proposte, all’interesse  nei confronti degli argomenti suggeriti e agli spunti personali che ne sono derivati, all’impegno e all’applicazione nel portare a termine le consegne e gestire le attività proposte.

Relativamente al risultato finale, in termini di nuove conoscenze e competenze, non si sono riscontrati progressi particolarmente significativi; gli allievi più motivati hanno ampliato il lessico ed ulteriormente sviluppato le proprie capacità, quelli meno interessati e preparati hanno lavorato in modo altalenante, incuriositi da quanto proposto, ma per lo più poco coinvolti e disponibili nei momenti di lavoro.

Gli obiettivi dell’unità didattica possono essere considerati correttamente calibrati per quanto riguarda la fasci medio-alta della classe, un po’ alti per la fascia medio-bassa ( in particolare sarebbero stati opportuni più esercizi guidati sul secondo brano) che ha faticato a tenere il passo con le richieste – ed il confronto con i compagni – a causa di carenze di base specifiche (lacune nella conoscenza della grammatica, povertà di lessico e di conseguenza difficoltà nelle abilità produttive sia scritte che orali). Nello svolgimento di alcuni task ha anche inciso la mancata/errata comprensione della consegna, alla quale non sempre viene prestata la dovuta attenzione.

Come già evidenziato, è mancato il tempo perportare avanti in classe veri e propri lavori di gruppo; ci sono stati spesso momenti di confronto, con scambi soprattutto orali, che hanno visto talvolta in competizione glui allievi più bravi ed in disparte quelli meno, nonostante il loro contributo fosse sollecitato costantemente dall’insegnante.

Si può invece considerare raggiunto l’obiettivo “trasversale” che sottendeva al lavoro proposto: tutti gli allievi hanno colto gli spunti offerti per riflettere sul proprio carattere e quello dei compagni, su stati d’animo e sentimenti di cui ognuno ha esperienza personale e che sono normalmente parte dell’esperienza di tutti. Sarebbe stato ottimo se gli allievi non fossero passati anche attraverso la propria lingua per esprimersi, ma poiche è del tutto utopistico pensare che ciò non accada sono stati ben accolti anche i contributi in italiano.

 

Nota. Le ore complessive dedicate allo svolgimento dell’unità sono state complessivamente 7 (una in più delprevisto). Ciò nonostante non si è riusciti a svolgere la parte di unità relativa al testo C su Prince William.Il lavoro in classe è stato più lento di quanto ipotizzato, soprattutto hanno richiesto parecchio tempo le attività di preparazione alla lezione (warming up) o di confronto e scambio di opinioni durante le attività : l’obiettivo di conversare in inglese non è risultato di agevole

realizzazione per molti allievi e i tempi si sono dilatati. E’ quindi venuto a mancare tempo per lavorare classe - nel caso con la supervisione dell’insegnante o in collaborazione con uno o più compagni (pair-work/group work) – e molte attività sono state concluse o svolte a casa (con le difficoltà di cui si è detto). Non è stato d’altra parte possibile dedicare all’unità più tempo di quello preventivato; una settimana di febbraio era già stata dedicata ad attività di recupero con sospensione della attività didattica e di conseguenza un rallentamento nel programma, che si è ritenuto di non modificare nei contenuti ( strutture grammaticali e funzioni comunicative) per non penalizzare gli allievi (in terza verranno smistati in classi diverse a seconda della specializzazione scelta).