Daniela  Violini

Istituto Giulio

 

 

UNITA’ DIDATTICA

 

Il racconto poliziesco: dalla lettura alla scrittura

 

 

 

 

DESCRIZIONE DEL LAVORO CONDOTTO IN CLASSE

 

 

 

1)    Conversazione in classe articolata intorno alle seguenti domande:

-che cosa si intende per genere (letterario, cinematografico)?

-che genere di libro (o film) preferisci?

-quali autori o titoli ricordi?

Gli studenti si accordano su una definizione generale di “genere”, indicano il poliziesco come genere preferito e forniscono un elenco di autori (Conan Doyle, Christie, Camilleri) e di serie televisive (“Poirot”, “L’ispettore Barnaby”, “La signora in giallo”, “Tenente Colombo”…) che amano seguire.

Le osservazioni vengono trascritte sulla lavagna e sui quaderni (tempo 2 ore).

 

 

2)    Lettura dall’antologia: Conan Doyle “La banda maculata”. Esercizio di analisi e di comprensione guidata del testo con particolare attenzione all’individuazione dei topoi (movente, indizi e falsi indizi, arma del delitto, circostanze di luogo e di tempo….)

Le osservazioni svolte in classe vengono segnate a margine del testo. A casa viene completato l’esercizio di comprensione proposto dal manuale . Si richiede inoltre si seguire almeno un episodio delle serie televisive programmate nel corso della settimana.

(tempo 2 ore)

 

 

3)    Dibattito. Facendo riferimento  ai libri, ai  telefilm e alla lettura del racconto si chiede di rispondere alle seguenti domande:

-chi sono i protagonisti delle vicende narrate?

-è possibile rintracciare una struttura comune a tutte le trame?

Le osservazioni  vengono annotate sulla lavagna.

A conferma, viene proposta la lettura, sull’antologia, del paragrafo introduttivo alla sezione “Il giallo”. (tempo 1 ora)

 

 

4)    Lettura dall’antologia: Christie “La tragedia di Marsdon Manor”. Esercizio di analisi e di comprensione guidata del testo.

La lettura viene interrotta in punti successivi e viene richiesto agli studenti di ipotizzare chi, tenendo conto degli indizi, è  secondo loro il colpevole. Le scelte devono essere motivate.

A fine lettura si riempie la seguente tabella:

 

 

movente

indizi

falsi indizi

alibi

Sospetto 1

 

 

 

 

Sospetto  2

 

 

 

 

Sospetto 3

 

 

 

 

 

Si confrontano le ipotesi formulate e rivelatesi errate con lo svelamento finale del racconto. (tempo 2 ore)

 

 

5)    Dibattito. Si chiede agli studenti di rispondere alla seguente consegna:

-gli investigatori sono tutti uguali?

Viene proposto di tabulare i dati utilizzando la seguente tabella.

 

 

Holmes

Poirot

Maigret

Colombo

Oggetti

Pipa di schiuma

Sigarette lunghe e fini

Pipa

Sigaro

Indumenti

Cappello con ali annodate cappotto con mantellina

Cappello e sciarpa scarpe lucidissime

Giacca e cappotto “normali”

Impermeabile spiegazzato

Aspetto fisico

Alto e magro

Piccolo e tondo. Baffi curatissimi

Grande e grosso

Capelli incolti e spettinati

Caratterizzazione

eccentrico

raffinato

flemmatico

disordinato

Stile investigativo

Scientifico

(scena del crimine, laboratorio)

Logico

(poltrona)

/

(scena del crimine, ufficio)

Intuitivo

(a colloquio con i sospetti)

 

Gli studenti sono guidati a concludere che i vari personaggi sono caratterizzati da alcuni oggetti, da alcuni indumenti, da alcuni tratti fisici (non troppo numerosi) che servono a delineare il loro temperamento e che sono coerenti al loro “stile di lavoro”. (tempo 2 ore)

Si assegna a casa la lettura del brano  “il commissario Maigret” tratto dall’antologia con la consegna di sottolineare le parti descrittive.

 

 

6)    Dalla lettura alla scrittura: si propone alla classe di inventare un proprio investigatore tenendo conto delle precedenti osservazioni. Gli interventi sono annotati sulla lavagna e sui quaderni e vengono corretti sulla base delle indicazioni via via fornite.

7)     

Dati anagrafici

Giulio Rota, 40 anni, torinese

Qualifica

Commissario

Aspetto fisico

Alto e magro, capelli castani e folti, occhi chiari

Indumenti

Pantaloni di velluto, maglione a collo alto, giaccone di pelle

Cose di cui si circonda

Succhia bastoncini di liquirizia (ha smesso di fumare), possiede un vecchio Maggiolino giallo, un cane labrador (Snorf), una fidanzata (Giovanna), una collezione di CD di musica classica.

Temperamento

Tranquillo, riflessivo

 (tempo 1 ora)

 

 

8)    Si propone alla classe di realizzare l’incipit di un racconto giallo che ha come protagonista il commissario Rota.

La fase preliminare consiste nella progettazione di massima della trama che viene messa a punto attraverso la discussione collettiva. Gli interventi sono annotati sulla lavagna e sui quaderni e man mano corretti. Si insiste perché i nomi dei personaggi siano ordinari e quelli dei luoghi riferiti possibilmente ad angoli noti della città. Si ribadisce che il racconto non verrà sviluppato interamente e che pertanto non è necessario dettagliare lo sviluppo della storia.

 

Vittima: Gaspare Bonamici, 52 anni, avvocato. Ricco, sposato, residente in corso Galileo Ferrarsi n. 18. Ha un’amante (una cliente del suo studio).

Luogo del delitto: il corpo viene ritrovato al n. 20 di via Saluzzo, dove Bonamici ha un appartamento . Qui si incontra clandestinamente con la sua amante.

Circostanze del delitto: è stato accoltellato. Gli sono stati inferti sette colpi, di cui uno fatale al cuore.

Possibili colpevoli: la moglie di Bonamici, spinta dalla gelosia o, mosso dalla stessa ragione, il marito dell’amante.

(tempo 1 ora)

 

 

9)    Si propone alla classe di riflettere intorno al seguente problema:

-quali sono le tecniche di scrittura più efficaci per realizzare un racconto poliziesco avvincente?

Vengono distribuiti alcuni romanzi polizieschi, scritti da autori recenti (Mankell, Carlotto, Nesser, Perissinotto,..). Si richiede di fare una lettura di scorrimento, molto veloce, delle prime dieci pagine e di rispondere alle domande seguenti:

-quanto sono lunghe in media le frasi?

-qual è la punteggiatura prevalente?

-quanto sono frequenti gli “a capo”?

-perché ogni tanto ci sono interlinee bianche? A cosa servono?

-con quale frequenza compaiono i dialoghi?

-sono lunghi o brevi?

-come sono disposte le battute nella pagina? Ci sono formule introduttive?

I risultati dell’osservazione vengono annotati. Alla luce di quanto emerso, si sceglie di adottare alcune regole di scrittura che dovranno essere rispettate sia quando si scrive tutti insieme che quando si lavora da soli:

-si scrivono frasi brevi, lineari, rinunciando di norma alla subordinazione

-si usano virgole e punti. I “punto di seguito” sono frequenti.

-si presta grande attenzione all’andare “a capo”, rendendo evidente la successione delle varie sequenze narrative.

-si scrive per scene (come nella sceneggiatura di un film). Ogni scena, che si sviluppa in uno spazio/tempo unitario, è separata dalla successiva da un’interlinea vuota.

-REGOLA SUPPLEMENTARE:  si usa il presente dell’indicativo come tempo base della narrazione.

(tempo 2 ore)

 

 

10)                     Si passa alla realizzazione del racconto. Una breve discussione definisce la cornice della prima scena.

SCENA I: nell’ufficio del commissario Rota, in Questura. Rota riceve una telefonata che lo avverte del delitto.

PRODUZIONE: l’esercizio è di scrittura collettiva. Gli studenti propongono la formulazione di frasi che vengono trascritte sulla lavagna e sui quaderni e che vengono corrette e modificate dagli interventi successivi. Le correzioni riguardano  gli aspetti morfo-sintattici, lessicali, talora i contenuti.

 

   E’ sera e fa freddo. Il commissario Rota ha avuto una giornata parecchio pesante. Sorseggia* un caffè che gli hanno appena portato dal bar della Questura e intanto rilegge con fastidio una pratica rimasta in sospeso*.

   Di colpo il telefono squilla e Rota sobbalza*. E’ strano che il centralino gli* passi una telefonata a quell’ora, Alza la cornetta e risponde con riluttanza*.

   “Pronto”.

   “Aiuto…in via Saluzzo...al 20…nell’androne*…c’è un uomo morto” dice una voce stridula di donna, piena di spavento.

   Rota rassegnato* si alza. “Arrivo” dice. Afferra il giaccone di pelle e si precipita fuori.

 

(Le parole contrassegnate dall’asterisco sono quelle che hanno dato luogo a discussione. Si mettono a fuoco alcune regole grammaticali (uso dei pronomi) e si ragiona sulle possibili scelte lessicali con l’aiuto del dizionario).

(tempo 2 ore)

 

 

11)                     Esercizio di scrittura collettivo. Come prima, il testo proposto dagli studenti viene trascritto sulla lavagna e sui quaderni. Una breve discussione preliminare definisce la cornice delle seconda scena.

SCENA II: davanti al portone di via Saluzzo. Dialogo tra il commissario Rota e l’ispettore Colombo (personaggio marginale/nessuna descrizione) che gli fornisce informazioni sull’identità della vittima. Rota entra quindi nell’androne e osserva il cadavere. Il nuovo brano è preceduto da un’interlinea vuota  che segnala lo stacco spazio-temporale.

 

    Davanti al numero 20 di via Saluzzo le volanti della polizia, con i lampeggianti accesi, sono già piazzate a bloccare la strada. Intorno si è raccolta una piccola folla di curiosi.

   Rota scende dalla macchina e si avvia a passo svelto verso il portone, dove ha visto l’ispettore Colombo che sta raccogliendo la testimonianza di una donna anziana.

   Cosa abbiamo questa volta?”

   “Ah, buonasera Commissario. La vittima è Gaspare Bomamici, 52 anni, avvocato divorzista, sposato con Alessandra Biondi. Abita…abitava in corso Galileo Ferraris, al numero 18. Omicidio classico, Commissario: sette coltellate, una al cuore.

   “Qualche testimone?”

   “Sì. C’è un’inquilina che ha sentito dei rumori insoliti. La stavo sentendo…”

   “Va bene Ispettore. Più tardi l’interrogherò.

   Rota entra nell’androne. Si avvicina alla vittima, stesa sugli scalini, e l’osserva attentamente. E’ un uomo alto e decisamente attraente. Si capisce subito che è ricco: cappotto nero di cachemire, orologio d’oro al polso. Dal taschino della giacca spunta il cappuccio di una Mont-Blanc.

   “E’ stato rubato qualcosa?”

   “No Commissario” risponde l’agente Lazzari “è tutto al suo posto. Il portafoglio era* nella tasca interna del cappotto e dentro c’erano* duecento euro. Non è certo una rapina!”

 

(Si discute sulla funzione del dialogo, che in questo caso consente di risolvere rapidamente e con efficacia la fase di stesura delle informazioni, la cui scrittura  risulterebbe altrimenti piuttosto difficile da realizzare. Le battute vengono isolate (come si è osservato sui libri) e non sono precedute dalle formule “dice”, “risponde”, ecc. Per risolvere eventuali ambiguità (chi dice che cosa?) si decide di inserire nel testo degli indicatori (“Buonasera Commissario”, “Va bene Ispettore”).  Si riflette sull’uso dei tempi verbali e in particolare dell’imperfetto (contrassegnato dagli asterischi).  Spostare indietro sulla linea del tempo la condizione dell’”esserci” equivale a dire in modo sintetico che prima il portafoglio stava lì, ma adesso non più perché noi lo abbiamo preso e ci abbiamo guardato dentro.)

(tempo 2 ore)

 

 

12)                     Esercizio di scrittura individuale. Realizzazione della scena III: il commissario Rota dialoga con il medico legale (dottor Ferri), che inginocchiato accanto al cadavere sta facendo i propri rilievi. Devono essere fornite le seguenti informazioni:

-le ferite sono sette, inferte tutte con grande forza (da un uomo?)

-l’assassino è mancino

-l’arma del delitto, che non è stata ritrovata, è presumibilmente un coltello da cucina.

Non c’è stacco rispetto al testo precedente. Una breve sequenza narrativa introduce la presenza del medico legale.

 

   Rota rimane in silenzio per un po’ ad osservare le manovre del medico legale che ha sbottonato la camicia del morto, intrisa di sangue, e sta controllando le ferite.

 

Il testo deve contenere cinque/sei battute di dialogo ed essere prodotto in trenta minuti. Trascorso il tempo assegnato, gli studenti leggono quanto hanno scritto, individuano errori formali e di contenuto, propongono correzioni.

(tempo 2 ore)

 

 

13)                     Lezione conclusiva. Dibattito intorno a “cosa abbiamo imparato?”

Gli studenti vengono invitati a dichiarare di quali cose (nuove?) si sono dotati in quanto lettori e in quanto scrittori, se ravvisano un nesso tra il leggere e lo scrivere, se infine ritengono che le acquisizioni (quali?) possano essere trasferibili ad altre situazioni di lettura e/o di scrittura.

Le osservazioni vengono annotate sulla lavagna.

 

Lettura:

(abbiamo imparato)

-qual è la “ricetta base” del racconto poliziesco

-quali tecniche di scrittura usano i “professionisti”

 

Scrittura:

(abbiamo imparato)

-come caratterizzare un personaggio attraverso descrizioni di dettaglio

-come scrivere in modo lineare (frase breve/  punteggiatura/ divisione del testo in paragrafi)

-come usare l’interlinea vuota per realizzare stacchi spazio-temporali

-quando usare i dialoghi e come formularli

-che è importante collocare coerentemente la storia sulla linea del tempo.

(tempo 1 ora)