Caterina Pagliasso – Istituto Avogadro
Unità
Comprensione, imitazione e produzione di
testi biografici e autobiografici
DIARIO DI BORDO
26/1 - 1 h
ATTIVITA’ 1
La
prima attività è di tipo morfologico. L’idea è quella di mostrare come il
genere autobiografico vincoli a un uso
particolare di certe parti del discorso.
I
ragazzi leggono e sottolineano i pronomi personali in
un brano tratto da “Il pianista” di W. Szpilman, Loescher 2004.
Osservano la preponderanza del pronome “io”, tipica dell’autobiografia.
Sottolineano
poi gli aggettivi e i pronomi possessivi. Osservano di quale valenza emotiva e
affettiva si carica la ripetizione della parola “mio-mia”
(luoghi, oggetti, persone costitutivi della propria identità).
1/2
- 2 h
Si invitano
i ragazzi a costruire una tabella nella quale inserire i pronomi personali
individuati, classificandoli in base alla loro funzione (soggetto, complemento
oggetto, complemento indiretto, forma pronominale di un verbo...)
La
stessa operazione di classificazione viene proposta per
i pronomi e aggettivi possessivi.
In
questi esercizi non è importante valutare l’esattezza della classificazione, ma
la partecipazione dei ragazzi ad una riflessione grammaticale collettiva.
2/2
- 1 h
ATTIVITA’
2
La
seconda attività è sulle forme verbali.
Si
rileggono i brani osservando la presenza di diverse tipologie di verbi, che vengono individuate e descritte: alcuni verbi servono a
raccontare, altri alludono all’atto o alla fatica del ricordare, altri
sottolineano la riflessione su se stessi (acquisto di consapevolezza, tentativi
di bilanci, espressione di dubbi o speranze, espressione di sentimenti o stati
d’animo).
Anche
in questo caso si invitano i ragazzi a classificare le
diverse tipologie per mezzo di una tabella.
Si
accorgono così che, se certamente l’autobiografia è il racconto di una vita,
essenziale e
necessaria è anche l’autoriflessione che si
accompagna al racconto, una sorta di colonna sonora interiore che accompagna e
commenta i fatti.
Per
restare ancora sul terreno delle scelte grammaticali, si invitano
i ragazzi a fare considerazioni sulle ragioni dell’uso di certi tempi verbali:
analizzando l’uso del passato remoto, si è visto ad esempio che esso allude
anche a svolte importanti, a momenti di particolare drammaticità, a improvvise prese
di coscienza.
In
queste prime attività i ragazzi lavorano individualmente, ma è lasciata ampia
libertà a ciascuno di confrontarsi coi compagni.
15/2
- 2 h
ATTIVITA’
3
Con
l’ultimo esercizio sul Pianista ci si è soffermati sulle tipologie testuali. Si
è lavorato su una breve sequenza descrittiva: l’incendio del palazzo dove si
nasconde il narratore, passo a forte dominanza di sensazioni visivo-uditive. Si è poi chiesto di dilatarlo inserendo notazioni olfattivo-gustative.
Si
entra così nell’ambito della produzione intesa come riscrittura.
L’obiettivo è quello di accrescere la capacità di osservare e non trascurare i
dettagli, immaginare, usare e acuire i cinque sensi, arricchire il lessico,
tutte qualità necessarie all’autobiografo/biografo.
Per
la progettazione si formano piccoli gruppi di 2-3 persone scelti
dall’insegnante secondo il criterio dell’eterogeneità. I ragazzi sono liberi di
optare per la stesura individuale o collettiva.
16/2
- 1 h
Analogo
esercizio di dilatazione-riscrittura viene proposto su un brano a registro introspettivo. Il
testo è il “Cacciatore di aquiloni”, di K. Hosseini, Loescher 2007,
l’episodio quello della partenza di Alì e del figlio. Qui si chiede di immaginare il
contrastato stato d’animo del ragazzo di fronte alla partenza del suo migliore amico.
E’
un esercizio di ampliamento attraverso
l’immedesimazione nell’io narrante. Cosa prova il
ragazzo dietro la finestra, mentre l’amico se ne va via per sempre? Quali sono
presumibilmente i suoi pensieri?
Qui,
come negli esercizi successivi, si mostra tra l’altro che la letteratura (non
solo quella autobiografica) è strumento potentissimo
per entrare nella mente e nell’animo umani.
Progettazione
in piccoli gruppi. Stesura individuale o a gruppi.
22/2
- 2
ATTIVITA’
4
Si
sottopone ai ragazzi la descrizione della nonna di Elias
Canetti, tratta dalla “Lingua salvata”, Biblioteca di
Repubblica, 2002. Si osservano insieme i tratti per mezzo dei quali l’autore ha
descritto il personaggio (fisici, comportamentali, psicologici) e si chiede di
ampliare la descrizione con ulteriori dettagli.
E’
un esercizio di dilatazione-riscrittura che richiede
uso dell’immaginazione, precisione, capacità di osservazione.
Si
lavora a piccoli gruppi.
23/2
- 1 h
Poiché
molti ragazzi mostrano difficoltà nel ritratto, si fornisce uno schema più
preciso di caratterizzazione del personaggio, e si ricomincia il lavoro in base a questo.
29/2
- 2 h
ATTIVITA’
5
Si
propone un altro passo della “Lingua salvata” di Canetti.
E’ la descrizione di uno stato d’animo, che i ragazzi devono ampliare.
Esercizio
di dilatazione che richiede capacità di immedesimazione
e quindi di analisi e autoanalisi. La consegna è di mantenere la prima persona
e il presente storico, che restituisce immediatezza.
La
progettazione è per piccoli gruppi. La stesura a gruppi o individuale.
7/3
- 2 h
ATTIVITA’
6
Un
brano tratto da “Terza persona singolare”, di M. S. Conte, è l’occasione per
immaginare il proprio stato d’animo in una situazione realmente vissuta. La
consegna è di ricordare e raccontare un’ingiustizia subita da parte di un
adulto utilizzando la stessa modalità del monologo interiore usata dall’autrice
(frasi interrotte e sospese, interrogativi, dubbi)
E’
un esercizio di scrittura imitativa, che passa attraverso lo scambio nel gruppo.
La stesura può essere, a scelta, di gruppo o individuale.
10/3 - 2 h
ATTIVITA’
7
Si
passa alla scrittura biografica, con pagine tratte da S. Ballestra,
“Tutto su mia nonna”, Einaudi 2005. Il passo serve a
mostrare le diverse declinazioni della scrittura biografica: la presentazione
anagrafica; l’ideazione di episodi di vita del
personaggio a partire da un dettaglio fornito dal personaggio stesso; la
composizione del ritratto del personaggio attraverso l’osservazione di una
fotografia; la composizione del ritratto del personaggio attraverso il ricordo
di un’azione ripetuta o attraverso il ricordo delle parole del personaggio; le
parti di riflessione del biografo, le parti propriamente narrative, di
ricostruzione della vicenda umana del personaggio.
Questo
esercizio di analisi, svolto con tutta la classe
riunita, è propedeutico alla stesura di un episodio biografico ispirato alla
vita di un nonno/nonna, che i ragazzi dovranno stendere come fase conclusiva
dell’unità didattica, estrapolandolo da un’intervista realizzata a inizio anno.
14/3 - 2 h
ATTIVITA’
8
Si
sottopongono ai ragazzi esempi di fotografie con didascalia tratti dal volume
di Lalla Romano “Nuovo romanzo con figure” (Einaudi
1997). Le fotografie mostrano come la didascalia
possa scaturire da una lettura attenta dell’immagine,
che non solo dà conto di caratteristiche evidenti della persona ma anche
fornisce elementi rivelatori della sua vita interiore.
Lavoro
svolto con tutta la classe riunita.
15/3
- 1 h
Con
l’aiuto dell’insegnante ciascuno rintraccia nella propria intervista ai nonni
spunti o dettagli particolarmente suggestivi che
possano essere sviluppati per dar luogo ad un vero e proprio episodio
narrativo.
Si
lavora individualmente avvalendosi del confronto con i compagni.
17/3
- 2 h
ATTIVITA’
9
Si
osservano fotografie del nonno/nonna portate dai ragazzi, cercando dettagli
rivelatori del carattere e della psicologia che possano essere utili nella
stesura dell’episodio.
Si
lavora in gruppi di 3-4 persone: ciascun componente
del gruppo a turno racconta e descrive la foto che ha portato, poi si avvale
della consulenza dei compagni per stendere una didascalia sul modello di Lalla
Romano. I compagni pongono domande, insinuano dubbi, aiutano a vedere
nell’immagine aspetti che il proprietario della foto tende a trascurare.
28/3
- 1 h
ATTIVITA’
10
Vengono
impartite le ultime istruzioni per la stesura dell’episodio biografico. Chi non
ha rintracciato spunti significativi dovrà nuovamente
ricorrere ai nonni, rivolgendo domande più precise. Se i nonni sono lontani
occorre ampliare la parte di invenzione, aiutandosi
con le fotografie.
L’episodio
deve essere svolto a casa entro una quindicina di giorni.
Entro
la fine dell’anno gli episodi narrati verranno
acquisiti e trattati in forma digitale e raccolti in una pubblicazione.
11/4
e 16/4- 2 h
“Tavola rotonda” di riflessione sul lavoro svolto