I BAMBINI SOLDATO

da un documento di AMNESTY INTERNATIONAL

 

Il fenomeno

 

Almeno 300.000 sono i bambini e i ragazzi che stanno ora combattendo in una delle tante guerre che insanguinano il mondo. Centinaia di migliaia sono invece quelli che potrebbero, in ogni momento, essere arruolati - non sempre volontariamente - negli eserciti regolari o nelle file di qualche gruppo armato.

 

La maggior parte di questi soldati bambini ha tra i 15 e i 18 anni, ma numerosi sono quelli d’età inferiore (10 - 14 anni) e vi sono testimonianze di reclutamenti di bambini ancora più giovani.

 

 

 

Le cause

 

       

L’aumento di questo fenomeno ha varie cause. Le armi leggere che sono utilizzate sono facilmente trasportabili e utilizzabili anche da bambini, dopo soli pochi giorni d’addestramento. I ragazzi inoltre si assoggettano più facilmente degli adulti alla disciplina militare, non pretendono paghe, difficilmente disertano, e sono facilmente sacrificabili: è documentato, ad esempio, che nella guerra Iran - Iraq, bambini erano mandati all’attacco di postazioni d’artiglieria, anche attraverso campi minati.

 

L’arruolamento

Alcuni minori si arruolano "volontariamente" per sopravvivere, in paesi devastati economicamente dai continui conflitti o per proteggersi dalle violenze oppure per il desiderio di vendicare le atrocità perpetrate contro la propria famiglia o comunità…

Anche le ragazze sono reclutate, spesso con la forza, sebbene in numero minore dei loro coetanei maschi.

 

Paesi che reclutano minori di 18 anni nel loro Esercito

Australia

Austria

Bangladesh

Bhutan

Brasile

Burundi

Canada

Cile

Colombia

Corea

Croazia

Cuba

Danimarca

El Salvador

Estonia

Finlandia

Francia

Germania

Grecia

Honduras

India

Indonesia

Iran

Iraq

Irlanda

Israele

Giappone

Laos

Libia

Lussemburgo

Mauritania

Messico

Namibia

Nuova Zelanda

Nicaragua

Norvegia

Olanda

Pakistan

Perù

Polonia

Portogallo

Regno Unito

Sud Africa

Spagna

Stati Uniti

Sudan

Uganda

Yugoslavia

 

 

 

 

 

La vita militare

 

I bambini sono trattati spesso con brutalità e le punizioni per eventuali errori sono molto severe. Il tentativo di fuga è punito con la prigione o addirittura con esecuzioni sommarie.

Oltre al rischio ovvio di morire od essere feriti in modo grave durante i combattimenti, la fase di crescita rende i bambini particolarmente vulnerabili ai rigori della vita militare.

Le loro schiene e spalle possono deformarsi per il peso delle armi.

Il poco conto in cui i bambini sono tenuti, fa sì che siano gli ultimi beneficiari delle scarse risorse alimentari. Per questo motivo spesso sono malnutriti e, a causa anche delle pessime condizioni igieniche in cui sono costretti a vivere, soffrono d’infezioni respiratorie, cutanee, alimentari.

 

Le conseguenze

 

Le malattie fisiche non sono l’unica e più grave conseguenza dell’arruolamento. Tutti i bambini soldato porteranno nella loro vita ferite psicologiche difficili da rimarginare. L’essere stati testimoni, o l’aver essi stessi commesso atrocità, avrà serie conseguenze non solo nella loro esistenza (incubi ricorrenti, incapacità di riadattamento ecc.) ma nell’intera struttura sociale in cui essi stessi sono inseriti, poiché li renderà diffidenti ed ostili verso una società che non ha saputo proteggere e ha distrutto "la naturale fede del bambino nella vita".

 

 

 

 

 

L’uso dei bambini soldato ha ripercussioni anche negli altri minori. Infatti, se i ragazzi possono usare le armi od essere utilizzati come spie, tutti i bambini saranno guardati con sospetto. Si rischia così che altri ragazzi siano uccisi, imprigionati, interrogati solo per paura di un loro coinvolgimento con gruppi armati o con l’esercito.

A parte ogni altra considerazione di natura umanitaria, l’uso dei bambini - soldato non dovrebbe essere ammesso, perché le leggi nazionali di un gran numero di paesi stabiliscono a 18 anni l’età legale per il voto*. Permettere a ragazzi più giovani di combattere crea un paradosso: troppo giovani per votare, e quindi decidere della vita politica del paese, ma non troppo giovani per uccidere.

*La normativa internazionale (Convenzione sui diritti del fanciullo) definisce minore chiunque abbia meno 18 anni e quindi indirettamente fissa a 18 anni l’età di passaggio alla maturità. L’uso dei bambini soldato può essere considerato lavoro minorile illegale a causa della natura pericolosa di questa

Paesi in cui vi sono minori che hanno partecipato a conflitti armati recenti

 

 

 

Afghanistan

Albania

Algeria

 

 

 

Angola

Burundi

Cambogia

 

 

 

Colombia

Congo (Ex -Zaire)

Etiopia

 

 

 

Filippine

Guatemala

India

 

 

 

Indonesia

Iraq

Israele

 

 

 

Libano

Liberia

Messico

 

 

 

Myanmar

Papua

Perù

 

 

 

Russia (Cecenia)

Ruanda

Sierra Leone

 

 

 

Somalia

Sud Africa

Sri Lanka

 

 

 

Sudan

Tagikistan

Turchia

 

 

 

Uganda

 

 

 

 

 

professione. I trattati internazionali fissano a 18 anni l’età per lavori a rischio e pericolosi.

NOTA: Amnesty International aderisce, a livello internazionale, alla Coalizione per fermare l'uso dei bambini soldato. La coalizione si è prefissata lo scopo di fare una pressione sui governi per far ratificare il Protocollo Opzionale e perché decidano di non arruolare minorenni, anche se volontari.