TESTO DA SOMMINISTRARE IN TERZA MEDIA/PRIMO SUPERIORE

 

1998, l’annus horribilis

 

Nel dicembre del 1997 a Kyoto, in Giappone, si è tenuta una conferenza internazionale a cui hanno partecipato uomini politici e scienziati di tutto il mondo, impegnati nel comune sforzo di valutare i danni provocati dalle attività umane all’ambiente, in particolare all’atmosfera, e quali strategie debbano essere attuate per impedire che tali danni diventino irreparabili.

Al termine della conferenza, i rappresentanti della maggior parte delle nazioni mondiali hanno firmato un trattato che impegna i rispettivi governi a prendere provvedimenti contro le emissioni di anidride carbonica e di altre sostanze inquinanti nell’atmosfera.

Già il 1997 ha visto accadere fenomeni che hanno suscitato viva inquietudine, ma il 1998 è stato così ricco di calamità naturali che qualcuno, a buon diritto, lo ha definito l’ annus horribilis.

Interminabili periodi di siccità hanno colpito alcune parti del globo, mentre altre sono state devastate da precipitazioni violentissime; caldo e gelo si sono manifestati in modo estremo; trombe d’aria e maremoti di proporzioni eccezionali hanno desolato Paesi lontanissimi tra loro.

Vaste zone del pianeta sembrano andare incontro ad un processo di progressiva desertificazione, mentre fenomeni mai riscontrati in precedenza sconcertano gli scienziati. Si pensi, tanto per fare qualche esempio, che nel settembre del 1997 la Siberia ha conosciuto un periodo di caldo così insolito da consentire una fioritura assolutamente straordinaria di fragole e lamponi, mentre nel Mediterraneo si sono saldamente stabilite negli ultimi anni circa duecento specie di pesci tropicali!

Le cause di questi mutamenti non sono del tutto chiare: vi è chi parla dell’ inizio di una nuova era climatica dovuta a cause del tutto naturali, mentre altri ritengono che essi siano dovuti all’ influenza nefasta dell’ uomo sull’ ambiente.

 

Corriere della Sera         Sabato   28 Gennaio 2006

 

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