
Gino Tremoloso, Da quale idea di scienza sono
state “ispirate” le prove Invalsi?
Quello che viene qui presentato vuole essere un tentativo di esame e di valutazione del test per l’area scientifica proposto dall’INVALSI per la fascia quinta elementare - prima media. C’è da premettere, però, che questo lavoro non si pone come obiettivo quello di analizzare le difficoltà dei singoli quesiti. Si propone piuttosto, forse più ambiziosamente, di cercare di capire qual è, se c’è, la logica che complessivamente lo ispira. Il fine è di verificarne cioè, il reale e complessivo valore conoscitivo. Non solo. L’intendimento è anche di proporre qualche spunto di riflessione sugli obiettivi che una valutazione di sistema dovrebbe proporsi e sui criteri per realizzarli.
Per eseguire questo accertamento
ci è sembrato opportuno partire da
alcune domande che puntassero a far emergere i criteri di costruzione del test.
Sulla base di ciascuna di
esse si è quindi cercato di organizzare delle tabelle ne
permettessero una qualche lettura
d’insieme.
Minime considerazioni, più che
altro dubbi, sono proposti, infine, alla riflessione.
Prima domanda: Quali sono stati i temi scelti?
Lo scopo di questa prima parte è quello di verificare quanto, in che rapporto, i quesiti
proposti siano espressione di ciascuna
delle diverse tematiche in cui è
suddiviso il programma di scienze. Abbiamo scelto come riferimento i programmi
della scuola elementare del 1985, primo, perché i ragazzi a cui il test è
rivolto sono stati formati sulla base di quelle enunciazioni, secondo, perché
il peso specifico formativo, delle conoscenze che si vogliono indagare, è
decisamente spostato sul versante della
scuola primaria.
I dati sono riassunti qui di seguito:
|
quesito |
Tema |
|
1 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
2 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
3 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
4 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
5 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
6 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
7 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
8 |
Misura |
|
9 |
Misura |
|
10 |
Misura |
|
11 |
Misura |
|
12 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
13 |
Misura |
|
14 |
Misura |
|
15 |
Misura |
|
16 |
Fenomeni fisici e chimici/Uomo: mondo produzione |
|
17 |
Fenomeni fisici e chimici |
|
18 |
Strumenti di indagine (lettura grafico) |
|
19 |
Misura |
|
20 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
21 |
Fenomeni fisici e chimici |
|
22 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
23 |
Uomo: mondo della produzione |
|
24 |
Ambienti e cicli naturali (?)/Organismi |
|
25 |
Organismi: piante, animali, uomo |
|
26 |
Fenomeni fisici e chimici |
|
27 |
Uomo: mondo della produzione |
|
28 |
Fenomeni fisici e chimici |
I risultati riassunti graficamente sono i seguenti:

(Detto per inciso, nei programmi
citati la misura non è considerata
un’area, quanto uno degli strumenti costitutivi del procedimento
scientifico).
Da questa prima verifica è facile constatare come alcune tematiche
tendano a prevalere su altre, facendo emergere
una sorta di gerarchia.
Non pensiamo che questo sia
casuale. E’ probabile che ciò sia stato scelto
perché si ritiene che alcune di tali aree siano, nelle scuole, più
trattate di altre.
Tuttavia non si può non interrogarsi sullo scopo del test. L’indagine deve verificare lo stato complessivo delle conoscenze (alla luce delle indicazioni programmatiche) o immaginare di aderire al sistema per tentare di fotografarlo? Credo che la risposta non sia così scontata. In ogni caso, anche se si ritenesse corretto l’approccio che è stato scelto, occorre verificarne l’efficacia alla luce della coerenza e della pregnanza dei quesiti proposti.
Seconda domanda: Quali sono le conoscenze indagate? Ossia: Esiste una significatività dei concetti scelti?
Lo
scopo di questa seconda domanda è
quello di verificare se la scelta dei
quesiti proposti, per ciascuna area
tematica, dimostra al proprio interno una certa coerenza ed una sua efficacia
di indagine. E’ chiaro infatti, data la vastità dei concetti coinvolti, che occorra stabilire dei criteri. Si può
tendere ad un accertamento di tipo estensivo: concetti che toccano punti
diversi e vari dell’area tematica in modo da ottenere un riscontro generico, ma
ampio; oppure in profondità: enucleare l’acquisizione di alcuni dei concetti
portanti, all’interno del quadro conoscitivo
di quell’area, stabilendo una sorta di graduatoria di valore degli
stessi. In quest’ultimo caso è
necessario uno sforzo preliminare, ma si ottiene un esito più significativo.
Questi sono i
risultati:

Cosa dire? L’unico corpo di concetti che sembra avere
una coerenza è quello relativo alla misura. In questo caso infatti, emerge una
chiara organicità di indagine (sin insistita e ridondante, si mettano ad
esempio a confronto i quesiti 8 e15)
I concetti relativi ai viventi
sono vari e misti, slegati tra loro, ma, poiché sono complessivamente numerosi,
possono offrire un qualche criterio valutativo. Per quanto riguarda le altre aree tematiche, se esiste una scelta
ragionata dei concetti, a noi
decisamente sfugge. Sembrano piuttosto frutto di una selezione casuale ed
episodica, senza alcun criterio chiaro.
Viene da chiedersi: Quale scopo ci
si è prefissi proponendoli? Non sarà
che si volesse verificare altro, qualcosa di livello superiore che non
l’acquisizione di singoli concetti?
Terza
domanda: Sono per caso state prese in
considerazione le competenze e le strategie che la soluzione di ciascun
quesito mette in gioco?
In fondo non si tratta di una normale verifica fatta da
semplici insegnanti. E’ una prova di sistema, e quindi è
plausibile che esista una qualche diversificazione nel modo di proporre i
quesiti che faccia emergere altro.
Una nuova analisi:
Quesito
|
Classe di competenza |
Strategia risolutiva |
|
1 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
2 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
3 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
4 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
5 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
6 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
7 |
Interpretazione (recupero) di informazioni (osservazioni) |
Confronto e selezione |
|
8 |
Interpretazione (recupero) di informazioni |
Confronto e selezione |
|
9 |
Logico- matematica |
Calcolo |
|
10 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
11 |
Relazione tra dati (informazioni) |
Confronto e selezione |
|
12 |
Interpretazione (recupero) di informazioni |
Confronto e selezione |
|
13 |
Relazione tra dati per la soluzione di problemi |
Logica+esperienza+confronto e selezione |
|
14 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
15 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
16 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
17 |
Interpretazione (recupero) di informazioni (osservazioni) |
Logica+esperienza+confronto e selezione |
|
18 |
Relazione tra
rappresentazione di dati |
Confronto e selezione |
|
19 |
Relazione tra dati per soluzione di problemi |
Calcolo, logica |
|
20 |
Relazione tra
rappresentazione di dati |
Confronto e selezione |
|
21 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
22 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
23 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
24 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
25 |
Recupero e connessione di informazioni |
Confronto e selezione |
|
26 |
Integrazione di dati per soluzione di problemi |
Logica+esperienza+formulaz. ipotesi |
|
27 |
Recupero e connessione di informazioni |
logica |
|
28 |
Integrazione di dati per soluzione di problemi |
Logica+esperienza+formulaz. ipotesi |
Da questo tipo di indagine non emerge niente di particolare. Abbiamo provato a ragionare sulle ipotetiche competenze da mettere in gioco. Più del 70% degli esercizi è costruito in modo che l’allievo selezioni tra le sue conoscenze e cerchi la risposta più adeguata alla domanda del quesito. La strategia da utilizzare è altrettanto monotona. Per ogni quesito, quasi invariabilmente, l’allievo deve:
-
riflettere sugli indizi;
-
stabilire delle relazioni o confrontare in base ai dati
qualitativi o quantitativi;
-
scegliere una sequenza o un elemento;
-
sulla base di un linguaggio più o meno specifico.
Procedura questa che, è facile supporlo, non differenzierà di
molto la prova di scienze da quella di italiano o, con qualche calcolo in più,
da quella di matematica.
Facendo questa analisi, come si è
visto finora, abbiamo cercato di evitare di entrare nel merito dei singoli
quesiti. Ci siamo prefissi di tentarne una lettura complessiva, d’insieme.
Eppure bisogna ammettere che alcuni quesiti ci hanno veramente sorpreso. Per la
loro particolare distanza dagli altri. E questo ci ha indotto a fare qualche
riflessione ulteriore.
Ultima
domanda: Quanto ed in che modo i quesiti fanno riferimento al “fare”,
all’esperienza e quanto invece alla ricezione? Ossia, quali sono le modalità
conoscitive che vengono ipotizzate?
Questo è il risultato:
Quesito
|
Modalità conoscitiva |
|
1 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
2 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
3 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
4 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
5 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
6 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
7 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
8 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
9 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
10 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
11 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
12 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
13 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
14 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
15 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
16 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
17 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
18 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
19 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
20 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
21 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
22 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
23 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
24 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
25 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
26 |
fenomenologico-esperienziale |
|
27 |
(attraverso) comunicazione e ricezione |
|
28 |
fenomenologico-esperienziale |
Non sorprende l’uniformità del risultato. Semmai sorprendono i due quesiti finali. Sembrano infatti far riferimento ad esperienze concrete, di laboratorio . Come è possibile immaginarlo? Se si tratta di un test generale, insistiamo, di sistema, come è possibile proporre dei quesiti che facciano riferimento a delle situazioni così particolari? In realtà, forse, non fanno riferimento a nessuna esperienza. Il primo è giocato sulla sfumatura di significato tra : “si disperde” e “ si scioglie” Il secondo fa riferimento alla conoscenza del concetto di agitazione molecolare. Se c’è da prevedere per quali quesiti si rileverà il maggior numero di insuccessi o di risposte casuali siamo pronti a scommettere.
Conclusione
Il senso di questo lavoro è stato, come si è visto, quello
di tentare di cogliere quale fosse l’architettura seguita nella costruzione
della prova. Come se coglierla potesse
aiutare a restituirne anche il senso. Pensiamo sia fondamentale, per
partecipare con convinzione a qualcosa, coglierne -meglio- conoscerne la trama, saperla dotata di
significato. Quando invece ci si trova di fronte a qualcosa di più o meno
apparentemente casuale e quindi imperscrutabile e inintelligibile, si prova un
senso di disorientamento vagamente
minaccioso. Quasi un messaggio kafkiano che arriva da un potere lontano che
pone domande di cui sfugge il disegno ed il senso e che, in quanto interroga,
si erge a giudice. Questo è più o meno quello che generalmente gli insegnanti
avvertono. L’unica scappatoia logica
possibile è quella di confidare nella bontà (?) delle intenzioni.
Sarebbe diverso se alle scuole e agli insegnanti arrivasse,
per ciascuna prova, una griglia che riporti i criteri di come le prove sono
state pensate e costruite:
-
i programmi di riferimento (non è così automatico di questi
tempi);
-
i temi su cui la prova si sofferma;
-
il numero di domande per tema;
-
il valore delle domande ( conoscenza di concetti di base,
dei nuclei portanti delle diverse sottosezioni del tema, o, semplicemente,
scelti randomicamente, ecc.)
-
se all’interno di ogni tema vengono verificate competenze e
strategie diverse;
-
se ci si propone di farlo in temi diversi;
-
se invece si sceglie una competenza e una strategia più o
meno uniforme (come sembra essere avvenuto);
-
quali sono gli obiettivi che la prova si pone;
-
quali sono i criteri di valutazione;
-
come si utilizzeranno i risultati;
-
come verranno comunicati;
-
come le scuole e gli
insegnanti potrebbero trarre vantaggio dai medesimi.
All’Invalsi dovrebbero sapere che fa parte del
contratto formativo esplicitare anche le forme, le modalità e i criteri della
valutazione.
Stupisce che l’istituzione somma della valutazione
scolastica di questo Paese, venga meno a questo che ne è un requisito di fondo
ed uno dei criteri minimali per una valutazione corretta e democratica.