Flavio Pusset, Appunti sulle prove di italiano per la classe seconda e quarta della “scuola primaria”

 

Classe seconda

 

Il testo narrativo – Gianni Rodari, Il campanello dei ladri

Il testo di partenza è accessibile ai ragazzi ma non è certamente una delle storie migliori di Rodari

 

Le domande.

Presentano livelli di difficoltà molto eterogenei.

Alcune richiedono la comprensione locale di dati esplicitati dal testo, a volte con le stesse parole (1-8-10-11).

Altre tendono ad una comprensione sempre a livello locale, ma richiedono un certo livello di inferenza basata o su una parafrasi o su un collegamento di informazioni (3-5).

A metà strada si colloca la domanda 12, dove il bambino deve scegliere fra una risposta parzialmente corretta(B) e una totalmente corretta (C).

Ci sono due domande di comprensione  globale di dati espliciti(13-14).

Cinque domande (2-4-6-7-9) riguardano l’ortografia o la grammatica.

Alcune richiedono puramente di riconoscere la parola ritrovandola nel testo (2-7);

la 4 è un inutile trabocchetto perché l’articolo da mettere davanti al nome non corrisponde a quello usato nel testo, che ha di mezzo “loro”.

Nella 4 e nella 9 i risultati dipendono dal fatto che in seconda si siano già fatti i segni di punteggiatura e i nomi.

 

In conclusione mi pare che la prova sia leggermente migliore e meno complicata di quella dello scorso anno, ma che le domande servano a testare solo i livelli di comprensione più superficiali.

 

Classe quarta

 

Il testo espositivo- Pinin Carpi, La vita dei popoli.

Comprensibile e nel complesso adeguato nella prima parte. Assolutamente inutile e in parte fuorviante la parte successiva al “taglio”, che presenta anche un inopportuno cambio di tempi verbali.

 

Le domande.

Le domande che riguardano ortografia e punteggiatura sono 3 su 15 (2-12-14).

La 5-9 e 13 possono essere considerate domande di riflessione linguistica e padronanza lessicale adeguate.

La domanda 1 richiede una distinzione troppo sottile per l’età sul significato della formulazione linguistica delle diverse risposte.

La 3 più che un’inferenza richiede un giudizio arbitrario sulle intenzioni dell’autore, anche perché la spiegazione nel testo avviene subito dopo la frase citata.

La 4 e la 11 sono adeguate. Così pure la 6, che richiede però un’inferenza testuale, e il processo di inferenza per scartare la risposta D deve essere abbastanza approfondito.

La 7 e la 8 come test lessicali sono inadeguati, perché nel testo non sono fornite informazioni sufficienti per scegliere con sicurezza una risposta. Per cui o il bambino conosce il significato della parola, oppure nella 7 le risposte sono in una certa misura tutte plausibili, nella 8 lo sono le risposte B e C.

La 10 mi pare adeguata.

La 15 mi pare adeguata per testare il livello di comprensione profonda anche se io avrei evitato la parola”condiziona”.

 

 

Il testo narrativo. M. Rigoni Stern, Ce l’ hanno fatta

Uno bellissimo racconto di Rigoni Stern (adatto alla prima/seconda media) qui “ridotto e adattato” come nella (discutibile) prassi di tutte queste prove.

 

Le domande.

Questo in sintesi il quadro delle tipologie di domande:

-          2 domande di ortografia (2-13), la prima alquanto banale;

-          2 domande di riflessione linguistica (adeguate, 7 e 10);

-          2 domande di comprensione lessicale (la 3 è adeguata, nella 6 anche qui o si sa il significato o  il testo non dà informazioni sufficienti per rispondere)

-          1 di grammatica tradizionale(12 ), irrilevante rispetto al testo.

Per quanto riguarda la comprensione:

La domanda 1 è adeguata e richiede una comprensione locale con inferenza interna.

Nella 4 la differenza da cogliere fra la B e la C è complessa.

La 5 è adeguata e abbastanza facile.

La 8 fornisce risposte ambigue: presupponendo che la risposta corretta sia A, il testo fornisce elementi (…lo seguirono di corsa….urlò tra lo scroscio….chissà se la madre lo ritroverà…) che potrebbero giustificare anche le risposte C e D.

La 9 pare adeguata.

La 14  richiede una comprensione locale  e  la 15 una globale di tipo interpretativo. Tuttavia nel testo il fatto che uno dei boscaioli sia anche cacciatore è accennato “en passant” e gli elementi per scegliere la B rispetto alla C e alla D non sono così decisivi: del resto è proprio a questo livello che si paga lo scotto più alto al “taglio” del testo, guarda caso proprio sul messaggio centrale del racconto di Rigoni Stern.

 

Restano naturalmente valide le riserve generali sul fatto che le risposte siano tutte chiuse e sul fatto di considerare di pari livello di difficoltà tutte le domande.

 

Si veda anche l’analisi comparativa delle tipologie di domande in Mario Ambel, Da quale idea di comprensione sono state “ispirate” le prove Invalsi? [in preparazione]