memorbalia

educazione linguistica - ricerca didattica - politica scolastica di... con... da.... su.... mario ambel

 

Aristotele riteneva che conoscenza e insegnamento fossero inseparabili. Le sue ricerche venivano portate avanti collettivamente, lungi dal conservare i suoi pensieri come patrimonio privato, ne faceva parte ad amici e allievi. Pensava, infatti, che non si possa asserire di conoscere qualcosa se non si è capaci di trasmettere ad altri tale conoscenza, e considerava l'insegnamento la manifestazione specifica della conoscenza.

da J. Barnes (1982), 2002, Aristotele, Einaudi, Torino, p.9..

ultimo aggiornamento: 10/03/2012

il sito è in fase di rinnovamento / lavori in corso

.

ambienti di lavoro

 

(non attivi)

Progetto profili biennio IP Bolzano (non attivo)
Laboratorio scrittura Liceo Cavour e altre scuole
Elaborazione e scambio descrittori (non attivo)

Emergenza valutazione(non attivo)
 

smetti anche tu!

 

 primo piano

Sono ammirato dallo sforzo che alcuni insegnanti e dirigenti stanno facendo, non solo per fare scuola nel miglior modo possibile, ma persino per valutare e certificare le competenze in questo paese, nelle condizioni strutturali in cui è tenuta la scuola e con queste normative sulla valutazione.

Sono grato a tutti coloro - come avviene su education 2.0, sul sito dell'Adi o in convegni o attività di formazione in rete come quelli del Cidi Milano - si attivano per fornire al riguardo alle scuole proposte e strumenti coerenti ed efficaci.

Lo sarei ancora di più se in quei luoghi si dicesse con maggior forza e chiarezza che fra la "scuola del voto" e la "scuola delle competenze" non solo non c'è compatibilità ma c'è contraddizione insanabile e che il quadro normativo attuale, oltre che inconciliabile e non solo carente e lacunoso con la certificazione delle competenze, contiene anche delle stupidaggini, come la richiesta che sia realizzata con o corredata da scale decimali.

Le stupidaggini restano tali anche quando sono approvate per legge: semplicemente diventano delle stupidaggini obbligatorie, di cui si assume la responsabilità storica, politica e culturale chi le ha approvate.

In democrazia è obbligatorio applicare le leggi anche quando le si ritengano sbagliate, ma non è obbligatorio condividerle o farsene una ragione. Anzi, in democrazia, è preciso dovere civile di chi non condivide una norma, proprio mentre la applica, far di tutto per ridurne il danno, ma anche criticarla e lavorare perché sia abolita o modificata.

Se invece si è obbligati anche a condividerla o ad abbassare i toni del dissenso, come sembrerebbero far credere alcuni interventi sulla non possibilità dei dipendenti pubblici di criticare le scelte del Ministero, allora vuol dire che senza accorgercene non viviamo  più in democrazia, ma nella pulsione verso il pensiero unico. Per obbligo o per opportunità.

Io sono un dipendente pubblico, ritengo le normative attuali sulla valutazione sbagliate e pericolose e invito insegnanti e dirigenti, mentre le applicano, ad esercitare il proprio diritto e la propria dignità professionale nel criticarle e nell'operare affinché siano al più presto modificate.

mario ambel

attività di formazione

Corso di Cosenza

Seminario di Vicenza

materiali alle pagine interne

Ho relegato in una pagina interna (politacally incorrect) le aperture più direttamente politiche, che possono però fungere da lettura... preventiva
 
 
 
Slide della relazione tenuta a Piossasco il 31 marzo 2009 sulla Comprensione
pagina descrittori e valutazione (work in progress)
 

(r)esistere

 

repertori

 

   
  girel (non attivo)
attività di formazione 2008/09 (non attivo)
attività di formazione 2007/08 (non attivo)
attività di formazione 2006/07 (non attivo)
provv provv

le lavagne di melbam

 

scritti recenti

 
 
Mario Ambel, Dentro e oltre le discipline, testo della relazione tenuta a Torino e Foggia, primavera 2009
Mario Ambel, Quale idea di scuola fra progettualità e valutazione, in Nuvole. per la ragionevolezza dell'utopia , n. 37, febbraio 2009
Mario Ambel, E se fossero le discipline a "fare" lingua?, articolo tratto da insegnare, n. 2, 2008

   

lettere aperte (e vane)

   
   
2008 Alla scuole
2006 Agli editori scolastici
   

archivi

archivio generale
materiali per la formazione in servizio
interventi a seminari e convegni
articoli e altri scritti
ambienti di lavoro conclusi
 

 

è ancora possibile lavorare con impegno e passione per difendere e diffondere una buona scuola pubblica di tutti e di ciascuno?

bacheca

 

Merito e Costituzione

Nota dedicata ai colleghi affetti da meritonite, malattia non endemica che sta mietendo vittime anche autorevoli tra gli educatori progressisti e che si manifesta con la spiccata tendenza a voler a tutti costi individuare una via di sinistra al merito.

Uno dei sintomi più acuti e duri da debellare della meritonite consiste nell'affermare che il richiamo al "merito" è contenuto anche nell'art.34 della Costituzione: "I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto  a raggiungere i gradi più alti degli studi". Che in questo articolo si parli di "merito" è noto e certo. Altrettanto noto, ma dimenticato dai meritonitici, difficile dire se solo in preda al delirio meritotonico o anche in condizioni di riconquistata lucidità, è che in quell'articolo sta semplicemente a significare che gli alunni capaci e meritevoli se di estrazione sociale umile e privi di mezzi economici devono essere sostenuti dallo Stato nella possibilità di "raggiungere i gradi più alti gradi degli studi".

Affermò al riguardo il costituente on. Ruini: "Uno dei punti al quale l'Italia deve tenere è che nella sua Costituzione, come in nessun altra, sia accentuato l'impegno di aprire ai capaci e meritevoli, anche se poveri, i gradi più alti di istruzione. Alla realizzazione di questo impegno occorreranno grandi stanziamenti; ma non si deve esitare; si tratta di una delle forme più significative per riconoscere un diritto della persona, per utilizzare a vantaggio della società forse che resterebbero latenti e perdute, di attuare una vera e integrale democrazia".

Che cosa questa idea fortemente inclusiva e perequatrice nei confronti delle classi sociali meno abbienti (se ci è concesso questo parlar volgare) centri con l'idea di fondare tutto il sistema educativo e sociale sui principi della meritocrazia è difficile da intendere se non nella consapevolezza di quanto acuta e tristemente ottenebrante possa essere questa malattia.

Purtroppo non sono allo stato attuale disponibili cure semplici ed efficaci perché la perdita di sé, delle proprie certezze,  dei propri punti fermi e delle proprie speranze che questa malattia provoca è purtroppo intensa e persistente.

 

 

 

Le punizioni e il merito sono le due facce di una stessa medaglia che non ha nulla a che fare con pratiche educative degne di questo nome e che non è neppure una novità: la logica premiale e punitiva alimenta da sempre le quotidianità schizoide dei sistemi educativi (e dei modelli sociali) deboli e contraddittori e per questo autoritari.  I sistemi educativi (e sociali) coerenti e autorevoli e per questo forti si fonderebbero invece sull'esercizio e il riconoscimento delle responsabilità individuali e collettive, che sono tutt'altra cosa e si ispirano a tutt'altri valori.

 

(auto) suggestioni

la parodia come forma di (r)esistenza attiva

 2007

2008

2009

2010/11

le lavagne di melbam
egoteca (lavori in corso)
spunti d'autore (new)
politically incorrect

 

 

Oggi come oggi non più tanto: quello dei tre cui in fondo toccava di meno ... si è messo a studiarla: per gli altri due non c'è speranza!


servizi

   
  sitobiblografie  (non attivo)
  glossari  (non attivo)
   
   

 

suggerimenti

Giorgio Gaber,

La razza in estinzione

Qualcuno era comunista

La libertà
 
collegamenti (provvisorio)

   

    Supplemento on line di insegnare

Cidi Nazionale

Cidi Torino  

 
 
 
Radio3 Filodiffusione4 Filodiffusione5 Gr Parlamento
 

Se si escludono istanti prodigiosi e singoli che il destino può donare l'amare il proprio lavoro (che purtroppo è privilegio di pochi)     costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra.

da Primo Levi, La chiave a stella

Nel corso del 2008 i contatti sono stati 9245.

Nel corso del 2009 i contatti sono stati 11455

Nel corso del 2010 i contatti sono stati 5640  (il sito non è stato aggiornato per mesi)

Dal 1° gennaio 2011

Hit Counter

 Visto che il paese vota per realizzare "Comunità territoriali di interessi" (De Rita),

vorrei che questo sito potesse essere una Comunità extraterritoriale di intelligenze e di passioni.

Ma comincio a credere che non sia più possibile o inutile

Creative Commons LicenseI materiali contenuti in questo sito, quando non diversamente protetti dal normale copyright delle pubblicazioni a stampa, di cui sono riproduzione digitale a titolo divulgativo, sono soggetti a Licenza Creative Commons.